... nuvole...
| ... nuvole... | |
|---|---|
| dramma televisivo | |
| Autore | Samuel Beckett |
| Titolo originale | ... but the clouds... |
| Lingua originale | Inglese |
| Genere | Teleteatro |
| Composto nel | 1976 |
| Pubblicato nel | 1977 |
| Prima assoluta | 17 aprile 1977 BBC2 |
| Versioni successive | |
| ... nur noch Gewölk ..., Süddeutscher Rundfunk, 1977 | |
| Personaggi | |
| |
... nuvole... (... but the clouds...) è un dramma televisivo di Samuel Beckett, scritto in inglese nell'autunno del 1976 e trasmesso per la prima volta dalla BBC2 il 17 aprile 1977. La produzione, diretta da Donald McWhinnie con la partecipazione dell'autore, aveva come interpreti Ronald Pickup e Billie Whitelaw.[1][2]
Il titolo riprende un'espressione dell'ultima strofa di The Tower, poesia di William Butler Yeats. Nella versione italiana di Floriana Bossi il testo è stato pubblicato come ... Nuvole...; nella nuova traduzione di Gabriele Frasca, uscita nel 2023, il titolo è ... che nuvole....[3][4]
Genesi e produzione
Beckett scrisse il testo fra ottobre e novembre 1976. L'opera nacque dopo che aveva respinto una versione televisiva di Commedia realizzata per la BBC, giudicandone insoddisfacente la qualità. Un titolo provvisorio era Poetry only love.[5]
Il dramma fu pubblicato nel 1977 nell'edizione londinese di Ends and Odds. La prima trasmissione avvenne all'interno di Shades, programma della serie The Lively Arts che comprendeva anche Non io e Trio degli spiriti.[2][6]
Nello stesso anno Beckett diresse per la Süddeutscher Rundfunk una versione tedesca intitolata ... nur noch Gewölk ..., con Klaus Herm e Cornelia Boje. Rispetto alla produzione britannica, la versione tedesca presenta alcune modifiche, fra cui l'impiego di una porzione più ampia dell'ultima strofa di The Tower.[1][3]
Trama
Il dramma si apre nell'oscurità. Gradualmente appare M, un uomo in vestaglia e berretto da notte, seduto e chino sopra un tavolo invisibile. La sua voce rievoca la routine quotidiana: dopo aver percorso le strade dall'alba, l'uomo torna a casa, cambia abito ed entra in uno spazio appartato nel quale tenta di richiamare l'immagine di una donna.[7]
M rimane quasi immobile, mentre M1, la sua immagine ricordata o immaginata, compie all'interno di un cerchio di luce i gesti descritti dalla voce. L'uomo cerca di stabilire in quali circostanze la donna sia apparsa in passato: talvolta il volto si manifesta per un istante, talvolta rimane più a lungo, talvolta le labbra si muovono senza emettere suono; nella maggior parte dei casi, tuttavia, non appare affatto.[7]
Quando il volto della donna compare, ridotto soprattutto agli occhi e alla bocca, la voce pronuncia il frammento di Yeats da cui deriva il titolo. Dopo avere ricordato anche i momenti nei quali, stanco dell'attesa, si dedica mentalmente all'estrazione di radici cubiche o rimane assorto nel nulla, M1 riprende gli abiti da strada e si allontana. Nel finale il volto della donna riappare e la voce recita gli ultimi quattro versi della poesia; l'immagine svanisce e l'inquadratura ritorna all'uomo seduto nell'oscurità.[7]
Struttura e stile televisivo
Il testo è articolato in sessanta indicazioni visive. Beckett impiega quasi esclusivamente dissolvenze e passaggi dal buio alla luce, disponendo le immagini intorno a un cerchio luminoso centrale circondato dall'oscurità. La figura seduta di M ricorre come inquadratura di riferimento, mentre M1 attraversa lateralmente lo spazio illuminato.[8]
Jonathan Bignell ha osservato che la sovrimpressione, la luce centrale e l'ambigua relazione temporale fra voce e immagine rendono visibile la compresenza di ricordo, immaginazione e presente. La donna è insieme assente e resa percettibile dal mezzo televisivo, che trasforma l'evocazione mentale in un'immagine priva di consistenza materiale.[9]
Titolo e interpretazioni
Il richiamo a The Tower lega il dramma alla riflessione di Yeats sulla vecchiaia, sulla perdita e sulla sopravvivenza dell'immaginazione. Il rapporto fra i due autori è stato studiato, fra gli altri, da Daniel Katz e Minako Okamuro, che hanno messo in rilievo la funzione della memoria, dell'apparizione e del rituale evocativo.[10][3]
Sidney Homan ha interpretato M e M1 come due condizioni della stessa figura, rispettivamente contemplativa e attiva, la donna come possibile mediatrice fra mondo materiale e immaginazione e la voce come ricerca di un linguaggio poetico. Altri studiosi hanno sottolineato l'ambiguità della donna, leggibile tanto come persona amata e perduta quanto come immagine della poesia o dell'ispirazione.[11][12]
Edizioni
- Samuel Beckett, ... but the clouds..., in Ends and Odds: Plays and Sketches, Londra, Faber and Faber, 1977.
- Samuel Beckett, ... Nuvole..., traduzione di Floriana Bossi, in Racconti e teatro, Torino, Einaudi, 1980.
- Samuel Beckett, ... Nuvole..., traduzione di Floriana Bossi, in Teatro completo, a cura di Paolo Bertinetti, Torino, Einaudi-Gallimard, 1994.
- Samuel Beckett, ... che nuvole..., traduzione e cura di Gabriele Frasca, in Romanzi, teatro e televisione, Milano, Mondadori, 2023.
Note
- 1 2 (EN) Works, su The Samuel Beckett Endpage, University of Antwerp. URL consultato il 16 luglio 2026.
- 1 2 (EN) VHS video of Ghost Trio and …but the clouds…, Lively Arts, A Samuel Beckett premiere, BBC TV, su University of Reading Archive and Museum Database. URL consultato il 16 luglio 2026.
- 1 2 3 (EN) Minako Okamuro, Words and Music, ... but the clouds..., and Yeats's “The Tower”, in Linda Ben-Zvi e Angela Moorjani (a cura di), Beckett at 100: Revolving It All, Oxford, Oxford University Press, 2008, pp. 217-229, DOI:10.1093/oso/9780195325478.003.0015.
- ↑ Romanzi, teatro e televisione, su Samuelbeckett.it. URL consultato il 16 luglio 2026.
- ↑ (EN) C. J. Ackerley e S. E. Gontarski, The Faber Companion to Samuel Beckett, Londra, Faber and Faber, 2006, p. 77.
- ↑ (EN) Samuel Beckett – Bibliography, su The Nobel Prize. URL consultato il 16 luglio 2026.
- 1 2 3 (EN) Samuel Beckett, Collected Shorter Plays, Londra, Faber and Faber, 1984, pp. 257-262.
- ↑ (EN) Sidney Homan, Filming Beckett's Television Plays: A Director's Experience, Lewisburg, Bucknell University Press, 1992, pp. 67-77.
- ↑ (EN) Jonathan Bignell, Into the Void: Beckett's Television Plays and the Idea of Broadcasting, in Daniela Caselli (a cura di), Beckett and Nothing: Trying to Understand Beckett, Manchester, Manchester University Press, 2010, pp. 125-142. URL consultato il 16 luglio 2026.
- ↑ (EN) Daniel Katz, Mirror Resembling Screens: Yeats, Beckett and ... but the clouds..., in Samuel Beckett Today / Aujourd'hui, vol. 4, 1995, pp. 83-92, JSTOR 44018168.
- ↑ (EN) Sidney Homan, Filming Beckett's Television Plays: A Director's Experience, Lewisburg, Bucknell University Press, 1992, p. 68.
- ↑ (EN) Katharine Worth, Women in Beckett's Radio and Television Plays, in Linda Ben-Zvi (a cura di), Women in Beckett: Performance and Critical Perspectives, Urbana, University of Illinois Press, 1992, p. 242.
Bibliografia
- C. J. Ackerley e S. E. Gontarski, The Faber Companion to Samuel Beckett, Londra, Faber and Faber, 2006.
- Jonathan Bignell, Beckett on Screen: The Television Plays, Manchester, Manchester University Press, 2009.
- Sidney Homan, Filming Beckett's Television Plays: A Director's Experience, Lewisburg, Bucknell University Press, 1992.
- Daniel Katz, «Mirror Resembling Screens: Yeats, Beckett and ... but the clouds...», in Samuel Beckett Today / Aujourd'hui, vol. 4, 1995, pp. 83-92.
- Minako Okamuro, «Words and Music, ... but the clouds..., and Yeats's “The Tower”», in Linda Ben-Zvi e Angela Moorjani (a cura di), Beckett at 100: Revolving It All, Oxford, Oxford University Press, 2008, pp. 217-229.
Collegamenti esterni
- ... Nuvole..., su Samuelbeckett.it. URL consultato il 16 luglio 2026.