145452 Ritona

Ritona
(145452 Ritona)
Ritona in un'immagine del 2005 del telescopio spaziale Hubble.
Stella madreSole
Scoperta10 settembre 2005
ScopritoriAndrew C. Becker, Jeremy M. Kubica, Andrew W. Puckett
ClassificazioneTNO
Designazioni
alternative
2005 RN43
Parametri orbitali
(all'epoca JD 2460800,5
5 maggio 2025)
Semiasse maggiore6225610852 km
41,6150458 au
Perielio6068046237 km
40,5618064 au
Afelio6383175466 km
42,6682852 au
Periodo orbitale98056,04 giorni
(268,46 anni)
Inclinazione
sull'eclittica
19,25100°
Eccentricità0,0253091
Longitudine del
nodo ascendente
187,01322°
Argom. del perielio178,16100°
Anomalia media347,83295°
Par. Tisserand (TJ)5,463 (calcolato)
Prossimo perielio30 maggio 2034
Dati fisici
Diametro medio679 km[1]
Periodo di rotazione6,95 h[2]
Dati osservativi
Magnitudine app.20,1
Magnitudine ass.
  • 3,71

145452 Ritona è un oggetto transnettuniano avente un diametro medio di 679 km. Scoperto nel 2005, presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 41,6150458 au e da un'eccentricità di 0,0253091, inclinata di 19,25100° rispetto all'eclittica.

L'asteroide è dedicato all'omonima divinità dei culti celtici, protettrice dei guadi.[3][4]

Con un diametro stimato tra i 606 e i 734 chilometri è annoverato tra i possibili pianeti nani del sistema solare.[1]

Osservato nello spettro del visibile l'asteroide mostra una colorazione rosso scuro.[5][6] L'analisi dello spettro compiuta con il telescopio spaziale James Webb nel 2022 ha determinato che la superficie ghiacciata di Ritona è composta di acqua (H20), monossido di carbonio (CO) e anidride carbonica (CO2) con ricca presenza di toline.[7]

Uno studio del 2018 sulla luminosità del corpo ha permesso di restringere il valore del periodo di rotazione a 6,946 h oppure 13,892 h a seconda che la curva del valore di luminosità si attribuisca a differenze locali del valore di albedo superficiale per un corpo sferico, piuttosto che a un'albedo costante per un oggetto di forma oblata.[8]

Note

  1. 1 2 (EN) E. Vilenius, C. Kiss, M. Mommert, T. Müller, P. Santos-Sanz, A. Pal, J. Stansberry, M. Mueller, N. Peixinho, S. Fornasier, E. Lellouch, A. Delsanti, A. Thirouin, J. L. Ortiz, R. Duffard, D. Perna, N. Szalai, S. Protopapa1, F. Henry, D. Hestroffer, M. Rengel, E. Dotto e P. Hartogh, "TNOs are Cool": A survey of the trans-Neptunian region VI. Herschel/PACS observations and thermal modeling of 19 classical Kuiper belt objects, in Astronomy & Astrophysics, vol. 541, A94, maggio 2012, p. 17, Bibcode:2012A&A...541A..94V, DOI:10.1051/0004-6361/201118743, arXiv:1204.0697. URL consultato il 28 novembre 2025.
  2. ↑ I dati di 145452 Ritona dal sito JPL.
  3. ↑ Frase di motivazione dell'attribuzione del nome dal sito MPC.
  4. ↑ Frase di motivazione dell'attribuzione del nome dal sito JPL.
  5. ↑ (EN) M. A. Barucci, F. Merlin, D. Perna, S. Fornasier e C. de Bergh, The reddest transneptunian objects (PDF), European Planetary Science Congress 2012, vol. 7, EPSC2012-155, settembre 2012, Bibcode:2012epsc.conf..155B. URL consultato il 28 novembre 2025.
  6. ↑ (EN) Irina N. Belskaya, Maria A. Barucci, Marcello Fulchignoni e M. Lazzarin, Updated taxonomy of trans-neptuniano bjects and centaurs: Influence of albedo, in Icarus, vol. 250, aprile 2015, pp. 482–491, Bibcode:2015Icar..250..482B, DOI:10.1016/j.icarus.2014.12.004. URL consultato il 28 novembre 2025.
  7. ↑ (EN) Michael E. Brown e Wesley C. Fraser, The State of CO and CO2 Ices in the Kuiper Belt as Seen by JWST, in The Planetary Science Journal, vol. 4, n. 7, July 2023, p. 130, Bibcode:2023PSJ.....4..130B, DOI:10.3847/PSJ/ace2ba, arXiv:2306.17051. URL consultato il 28 novembre 2025.
  8. ↑ (EN) T. Hromakina, D. Perna, I. Belskaya, E. Dotto, A. Rossi e F. Bisi, Photometric observations of nine Transneptunian objects and Centaurs (PDF), in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 474, n. 2, febbraio 2018, pp. 2536–2543, Bibcode:2018MNRAS.474.2536H, DOI:10.1093/mnras/stx2904, arXiv:1712.04284. URL consultato il 29 novembre 2025.

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