30P/Reinmuth
Cometa 30P/Reinmuth | |
|---|---|
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| Stella madre | Sole |
| Scoperta | 22 febbraio 1928 |
| Scopritore | Karl Wilhelm Reinmuth |
| Designazioni alternative | 1928 D1, 1928 I, 1928a; 1934 V1, 1935 II, 1934b |
| Parametri orbitali | |
| (all'epoca 2461000,5 21 novembre 2025[1]) | |
| Semiasse maggiore | 3,7362 au |
| Perielio | 1,8141 au |
| Afelio | 5,6583 au |
| Periodo orbitale | 7,2218 anni |
| Inclinazione orbitale | 8,0536° |
| Eccentricità | 0,5144 |
| Longitudine del nodo ascendente | 117,2298° |
| Argom. del perielio | 9,5351° |
| Par. Tisserand (TJ) | 2,837[2] (calcolato) |
| Ultimo perielio | 17 agosto 2024[3] |
| Prossimo perielio | 8 novembre 2031 |
| MOID da Giove | 0,1582 au[2] |
| Dati fisici | |
| Dimensioni | 7,8 km (diametro)[2] |
| Dati osservativi | |
| Magnitudine ass. |
|
30P/Reinmuth, a voltre indicata anche come Cometa Reinmuth 1, è una cometa periodica del Sistema solare, appartenente alla famiglia delle comete gioviane,[4] scoperta il 22 febbraio 1928 dall'astronomo tedesco Karl Wilhelm Reinmuth dall'Osservatorio di Heidelberg in Germania mentre era in fase di allontanamento dopo il perielio avvenuto il precedente 30 gennaio.[5]
La cometa ha un diametro stimato di 7,8 km.[3]
Storia delle osservazioni
Alla sua scoperta, ad un primo calcolo della sua orbita, fu stimato un periodo orbitale di 25 anni, successivamente rivisto in 7 anni. Tale valore portò ad ipotizzare che si trattasse della cometa 69P/Taylor, persa dal 1915, tuttavia successivi calcoli fatti da George Van Biesbroeck dimostrarono che si trattava di due comete distinte.[5][3]
Sebbene la geometria del successivo passaggio al perielio del 29 aprile 1935 non fosse favorevole, si riuscì comunque ad osservare la cometa.[5][3]
Un passaggio ravvicinato al pianeta Giove (0,70 au) nel 1937, aumentò la distanza perielica ed il periodo dell'orbita della cometa. A causa di errori di calcolo nelle perturbazioni orbitali indotte dall'incontro con il gigante gassoso, il passaggio al perielio del 21 novembre 1942 non fu osservato.[5][3]
Furono invece osservati tutti i passaggi successivi i cui perieli avvennero il 22 luglio 1950, il 26 marzo 1958, l'8 agosto 1965, il 21 marzo 1973, il 29 ottobre 1980, il 9 maggio 1988, 3 settembre 1995, il 24 dicembre 2002, il 19 aprile 2010, il 19 agosto 2017 e il 17 agosto 2024.[3]
Perturbazioni orbitali
Lo studio della sua orbita ha permesso di individuare una serie di incontri ravvicinati con Giove che hanno determinato continue variazioni ai parametri orbitali della cometa:[5]
| Data del passaggio ravvicinato | Distanza da Giove | Variazioni indotte |
|---|---|---|
| 4 giugno 1902 | 0,49 au | Distanza al perielio da 1,94 a 1,87 au Periodo orbitale da 7,40 a 7,25 anni |
| 14 giugno 1937 | 0,70 au | Distanza al perielio da 1,86 a 2,03 au Periodo orbitale da 7,23 a 7,66 anni |
| 26 ottobre 1961 | 0,64 au | Distanza al perielio da 2,03 a 1,98 au Periodo orbitale da 7,66 a 7,60 anni |
| 24 giugno 1986 | 0,98 au | Distanza al perielio da 1,98 a 1,87 au Periodo orbitale da 7,59 a 7,29 anni |
| 28 novembre 2020 | 0,52 au | Distanza al perielio da 1,88 a 1,81 au Periodo orbitale da 7,32 a 7,22 anni |
Note
- ↑ I dati di 30P/Reinmuth 1 dal sito MPC.
- 1 2 3 4 I dati di 30P/Reinmuth 1 dal sito JPL.
- 1 2 3 4 5 6 I dati di 30P/Reinmuth 1 dal sito di Seiichi Yoshida.
- ↑ (EN) List of Jupiter-Family and Halley-Family Comets, su physics.ucf.edu. URL consultato il 7 settembre 2008 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2020).
- 1 2 3 4 5 (EN) La cometa 30P/Reinmuth 1 sul Kronk's Cometography, su cometography.com.
Collegamenti esterni
- (EN) 30P/Reinmuth - Dati riportati nel database dell'IAU, su minorplanetcenter.net, Minor Planet Center.
- (EN) 30P/Reinmuth - Dati riportati in MPC Explorer, su data.minorplanetcenter.net, Minor Planet Center.
- (EN) 30P/Reinmuth - Dati riportati nello Small-Body Database, su ssd.jpl.nasa.gov, Jet Propulsion Laboratory.
- (EN) 30P/Reinmuth - Dati riportati sul sito di Kazuo Kinoshita, su jcometobs.web.fc2.com.
- (EN) 30P/Reinmuth - Dati riportati sul sito di Seiichi Yoshida, su aerith.net.
