39P/Oterma

Cometa
39P/Oterma
Stella madreSole
Scoperta8 aprile 1943
ScopritoreLiisi Oterma
Designazioni
alternative
1943 G1; 1950 III;
1958 IV; 2001 P3;
Parametri orbitali
(all'epoca 2461000,5
21 novembre 2025[1])
Semiasse maggiore6,9583 au
Perielio5,7955 au
Afelio8,1212 au
Periodo orbitale18,3552 anni
Inclinazione orbitale1,7357°
Eccentricità0,1671
Longitudine del
nodo ascendente
289,0933°
Argom. del perielio117,0959°
Par. Tisserand (TJ)3,025[2] (calcolato)
Ultimo perielio10 luglio 2023[3]
Prossimo perielio6 febbraio 2042
MOID da Giove0,7824 au[2]
Dati osservativi
Magnitudine ass.
  • 6,8[2] (totale)
  • 13,6[2] (del nucleo)

39P/Oterma, a volte indicata anche come Cometa Oterma, è una cometa periodica del Sistema solare, scoperta l'8 aprile 1943 dall'astronoma finlandese Liisi Oterma, dall'Osservatorio Universitario di Turku, in Finlandia, mentre era in fase di allontanamento dopo il perielio avvenuto il 21 agosto 1942.[4][3]

Orbita

Da alcuni fonti 39P/Oterma è classificata nella famiglia cometaria di Giove[5][6], da altri nel gruppo dei centauri[2][7]. Ciò dipende dal fatto che la cometa si trovi su un'orbita altamente instabile.

È stato osservato che la cometa passa da una risonanza 2:3 ad una 3:2 con Giove e viceversa[8]. Quando in risonanza 2:3 ha un periodo maggiore, un'orbita compresa tra quella di Giove e Saturno e assenza di manifestazioni cometarie in quanto stabilmente oltre la frost line. Quando in risonanza 3;2 ha un periodo più breve, un'orbita interamente compresa entro quella di Giove e manifestazioni cometarie al perielio.[9].

A complicare ulteriormente l'orbita vi è sia il fatto che la transizione da una all'altra risonanza avviene in occasione di passaggi ravvicinati a Giove in cui per qualche anno si comporta come un satellite del gigante gassoso[10], sia il fatto che quando è in orbita esterna ha occasionalmente incontri ravvicinati con Saturno.

L'orbita di 39p/Oterma tra il 1930 e il 1970 in un sistema di riferimento elicoentrico corotante con Giove

A causa di questa elevata complessità la ricostruzione e la predizione della sua orbita nei secoli è possibile solo per un orizzonte limitato sia nel passato che nel futuro.

Un incontro ravvicinato con Saturno nel 1770 fece modificare la distanza al perielio da 6,2 au a 5,7 ua entrando in tal modo in una zona in cui avrebbe risentito dell'influenza di Giove.[4]

Da allora e fino al 1935 la cometa si trovava su un'orbita esterna a Giove[6] quando venne temporaneamente catturata dal gigante gassoso e infine immessa nel 1939 su un'orbita interna favorendone la successiva scoperta.

La cometa è rimasta sull'orbita interna fino alla successiva cattura da parte di Giove durata dal 1962 al 1964[6] per poi tornare sull'orbita esterna. Nel corso del XXI secolo ha avuto un incontro ravvicinato con Saturno che l'ha spinta ad un periodo di cattura con Giove tra il 2023 e il 2025 riportandosi poi su un orbita di tipo esterno.[4]

L'evoluzione dei parametri orbitali della cometa nei vari incontri con Giove è stata:[4]

Data del passaggio ravvicinato Distanza da Giove Variazioni indotte
27 ottobre 19370,165 auDistanza al perielio da 5,79 a 3,39 au
Periodo orbitale da 18,11 a 7,89 anni
12 aprile 19630,095 auDistanza al perielio da 3,39 a 5,47 au
Periodo orbitale da 7,88 a 19,43 anni
Incontro ravvicinato con Saturno a 1,01 au il 3 giugno 2011
12 luglio 20231,01 auDistanza al perielio da 5,47 a 5,71 au
Periodo orbitale da 19,49 a 19,43 anni
15 gennaio 20250,89 auDistanza al perielio da 5,71 a 5,91 au
Periodo orbitale da 19,43 a 18,51 anni

Storia delle osservazioni

Dopo la scoperta, la prima orbita accurata fu calcolata da Leland Erskin Cunningham e R. N. Thomas che individuarono anche il passaggio ravvicinato con Giove del 1938. La cometa entrata in una zona del cielo dominata dal Sole non fu più osservabile fino a gennaio del 1944, dopodichè, fatto inusuale per una cometa, si riuscì a seguirla anno dopo anno fino all'afelio del 1946 e per tutta la sua orbita di ritorno per il perielio del 16 luglio 1950.[4][3]

Allo stesso modo si riuscì a seguirla con continuità anche sulla successiva orbita per il perielio del 10 giugno 1958. La serie continuativa di osservazioni si interruppe nel 1962 quando la cometa venne catturata da Giove e posta sull'orbita esterna.[4][3]

Il perielio del 18 giugno 1983 non fu osservato e la cometa fu recuperata solo il 13 agosto 2001 da Yanga Roland Fernández. A seguito della riscoperta Karen Jean Meech trovò immagini di archivio risalenti al 1998 e 1999.[4][3]

Per il perielio del 10 luglio 2023, le osservazioni sono riuscite nel periodo tra luglio 2019 e gennaio 2024.[3][1]

Note

  1. 1 2 I dati di 39P/Oterma dal sito MPC.
  2. 1 2 3 4 5 I dati di 39P/Oterma dal sito JPL.
  3. 1 2 3 4 5 6 I dati di 39P/Oterma dal sito di Seiichi Yoshida.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) 39P/Oterma, su GARY W. KRONK'S COMETOGRAPHY. URL consultato il 29 dicembre 2025.
  5. ↑ (EN) Rabe, Eugene, Trojans and Comets of the Jupiter Group, in Physical Studies of Minor Planets, Proceedings of IAU Colloq. 12, held in Tucson, AZ, March, 1971. Edited by T.Gehrels. National Aeronautics and Space Administration SP 267, marzo 1971, pp. 407-412. URL consultato il 15 ottobre 2008.
  6. 1 2 3 (EN) Howell, Kathleen C., Marchand, B. e Lo, M., Temporary Satellite Capture of short-period Jupiter family comets from the perspective of dynamical systems (PDF), in The Journal of the astronautical sciences, vol. 49, n. 4, 2001, pp. 539-557. URL consultato il 15 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2016).
  7. ↑ (EN) List of Jupiter-Family and Halley-Family Comets, su physics.ucf.edu. URL consultato il 15 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2020).
  8. ↑ Edward A. Belbruno, Brian Marsden, Resonance hoping in comets (PDF), in The Astronomical Journal, vol. 113, 1997, pp. 1433-1444, DOI:10.1086/118359. URL consultato il 15 ottobre 2008.
  9. ↑ (EN) P/Oterma (ps), su rm.iasf.cnr.it, Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica. URL consultato il 15 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2003).
  10. ↑ (EN) Interesting dynamical aspects of 1989b, a new short-period comet, (PDF), su lpi.usra.edu.

Collegamenti esterni