Abebuu adekai
Gli abebuu adekai,[1] abebu adekai[2] o okadi adekai (lett. "scatole dei proverbi" in lingua ga)[3] sono bare contestuali dell'arte popolare ga della regione della Grande Accra, nel Ghana sud-orientale. La loro forma peculiare e i loro colori molto vivaci le ha rese oggetto di interesse da parte di musei e gallerie d'arte.
Storia

La tradizione degli abebuu adekai è nata nel sud del Ghana durante il periodo coloniale britannico, quando i funerali venivano osteggiati e talvolta proibiti; in risposta, nei territori sud-orientali del Ghana, i Ga hanno iniziato a celebrare i riti in segreto, solitamente di notte.[4] Alle prime bare, austere e raffiguranti simboli di potere o stemmi familiari, spesso riservate ai capi tribali e i re, si sono succeduti, grazie ai cristiani, gli esemplari figurativi e dai colori vivaci odierni.[4]
Uno dei pionieri delle bare decorative, Ataa Oko, originario di La, avrebbe iniziato a costruirne almeno a partire dal 1945 per poi diventare celebre nella regione costiera del Ghana.[5] Durante gli anni 1950, Seth Kane Kwei, considerato un altro pioniere e rappresentante di tale forma d'arte,[3] si è anch'egli specializzato nella costruzione di bare decorative e ha inaugurato un laboratorio a Teshie che ha formato artisti specializzati nella costruzione di casse da morto decorate, tra cui Paa Joe (pseudonimo di Joseph Ashong)[3] e Daniel Mensah.[4]
A partire dagli anni 1980, gli abebuu adekai hanno iniziato a figurare nei musei e le gallerie occidentali. La prima mostra dedicata ad essi è stata tenuta in una piccola galleria di Los Angeles.[4] La seconda mostra, nonché la più nota, ovvero Magiciens de la Terre, è stata tenuta presso il Centro Georges Pompidou di Parigi nel 1989. Nel corso della rassegna, giornalisti ed europei hanno attribuito la paternità delle bare esposte al solo Kwei anziché a lui e Joe. Come corollario, è stato erroneamente riconosciuto a Kwei l'invenzione della tradizione delle bare.[4] Verranno tenute altre retrospettive dedicate ai manufatti e ai loro esponenti in altre città.[6] La più grande collezione di bare decorative ghnaesi si trova nel Museo delle culture di Basilea.[4]
La peculiarità delle bare Ga ha reso i funerali in cui esse figurano un controverso fenomeno turistico.[1][4]
Descrizione

Le bare decorative ghanesi sono iperrealiste e dai colori molto vivaci; hanno la forma di un oggetto, un simbolo o un animale che richiami la professione, la passione o lo status sociale del defunto, tra cui animali od oggetti di uso comune.[2][4][7] Le bare vengono realizzate a mano in legno di obeche (wawa in Ghana)[8] e possono essere necessarie due settimane per costruirle.[7] Stando a quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian, il prezzo di una bara decorativa si aggira sulle 1.500 sterline per gli esemplari standard, mentre quelli riservati ai musei possono costare fino a 8.000 sterline.[9]
Le bare figurative hanno lo scopo di affrontare la morte positivamente. Stando alle parole di Jacob, figlio di Paa Joe, «servono a ricordare che la vita continua dopo la morte (...) quindi è importante che (il defunto) muoia con stile.»[9] Altro scopo è quello di mostrare lo status dei defunti ai loro antenati, ai quali i Ga conferiscono grande importanza e grandi poteri (li ritengono capaci di influire sulle scelte dei parenti vivi).[7]
Le bare destinate ai musei non vengono mai utilizzate nei rituali; il codice rituale dei Ga condanna infatti il loro riutilizzo.[4]
Note
- 1 2 (EN) Reviving the dying art of fantasy coffins, su newafricanmagazine.com. URL consultato il 16 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Helaine Selin, Robert M. Rakoff, Death Across Cultures - Death and Dying in Non-Western Cultures, Springer International Publishing, 2019, pp. 177-179.
- 1 2 3 (EN) Meet the fantasy coffin-designers of Accra, Ghana, su nationalgeographic.com. URL consultato il 16 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 La vera storia delle incredibili bare ghanesi, che l’Occidente ha frainteso, su domusweb.it. URL consultato il 16 luglio 2026.
- ↑ (EN) Ataa Oko Addo, su regulatschumi.ch. URL consultato il 16 luglio 2026.
- ↑ (EN) Coffins for the Art Museum Berne, su regulatschumi.ch. URL consultato il 16 luglio 2026.
- 1 2 3 (EN) Fantasy Coffins, su pims.edu. URL consultato il 16 luglio 2026.
- ↑ (EN) Art of Ghana: Hand-Carved Coffins, su btsadventures.com. URL consultato il 16 luglio 2026.
- 1 2 (EN) How Ghana's top fantasy coffin artist has put the fun in funeral, su theguardian.com. URL consultato il 16 luglio 2026.
Bibliografia
- Ataa Oko: Collection de l'Art Brut'' (ed), Infolio, 2010.
- Roberta Bonetti: Alternate Histories of the Abebuu Adeka, African Arts, vol. 43, 3, 2010, p. 14-33.
- Vivian Burns: Travel to Heaven: Fantasy Coffins. In: African Arts, vol. 17. no (1974), p. 24-25.
- Jean-Hubert Martin: Kane Kwei. In: Kunstforum, vol. 122 (1993), p. 278-279.
- Jean-Hubert Martin: Kane Kwei, Samuel Kane Kwei. In: André Magnin (ed.): Contemporary Art of Africa. Thames and Hudson, London 1996, p. 76.
- John Picton: Cercueils et art funeraire. In: N'Goné Fall. 2001, Jean Loup Pivin (ed.), Anthologie de l'art africain. Paris: Editions Revue Noire, 128. Quarcoopome, Nii Otokunor. 2003.
- Thierry Secretan: Il fait sombre, va-t'en. Hazan, Paris 1994.
- Regula Tschumi: A Report on Paa Joe an the Proverbial Coffins of Teshie and Nungua, Ghana, Africa et Mediterraneo, nos. 47-8, 2004. P. 44-7.
- Regula Tschumi: Last Respects, First Honoured. Ghanaian Burial Rituals and Figural Coffins. In: Kunstmuseum Bern (ed.): Six Feet Under. Autopsy of Our Relation to the Dead. Kerber, Bielefeld & Leipzig 2006, p. 114-125.
- Regula Tschumi: Les trésors enterrés des Ga'. L'art des cercueils au Ghana". Bern. Benteli. 2011. ISBN 978-3-7165-1663-8.
- Regula Tschumi: Coup de projecteur sur quatre dessins in: Ataa Oko, Collection de l'Art Brut (ed), Infolio Editions, 2010.
- Regula Tschumi: The Figurative Palanquins of the Ga. History and Significance, in: African Arts, vol. 46, 4, 2013, p. 60-73.
- 2014 Regula Tschumi: The Buried Treasures of the Ga: Coffin Art in Ghana. Edition Till Schaap, Bern. ISBN 978-3-03828-016-3.
- 2014 Regula Tschumi: Concealed Art. The figurative palanquins and coffins of Ghana. Edition Till Schaap, Bern. ISBN 978-3-03828-099-6.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Collection de l'Art Brut Lausanne, su artbrut.ch.
- Regula Tschumi, su regulatschumi.ch.