Abele Jacopi

Abele Jacopi (Ripa di Seravezza, 27 febbraio 1882 – Pietrasanta, 21 febbraio 1957) è stato uno scultore e ceramista italiano.
Biografia
Nato a Ripa di Seravezza, nel 1902 conseguì il diploma di scultura presso l’Istituto d'arte "Stagio Stagi" di Pietrasanta. Terminati gli studi, iniziò a lavorare nelle botteghe artigiane locali, realizzando numerose statue e bassorilievi in creta, poi tradotti in gesso e in marmo[1].
Esordì nel 1908 esponendo alla Promotrice di Belle Arti di Torino. Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) fu richiamato alle armi e sospese l’attività artistica, che riprese intensamente nel dopoguerra. In quel periodo scolpì la lapide-bassorilievo in onore dei Versiliesi caduti in guerra, collocata nel 1920 nel cimitero di Vallecchia[1].
Realizzò numerosi monumenti ai Caduti: in piazza di Vallecchia (1924), in piazza Statuto a Pietrasanta (1925), dopo aver vinto il relativo concorso bandito nel 1922, e presso l’Asilo Delatre a Seravezza. Scolpì inoltre un bassorilievo in bronzo per la scuola in piazza Dante a Forte dei Marmi (in seguito fuso “per la Patria”) e altre opere per i cimiteri di Pietrasanta e di Strettoia[1].
A metà degli anni 1930 partecipò a Torino al concorso per il Monumento a Emanuele Filiberto, duca d'Aosta, e, pur non risultando vincitore, la sua proposta venne in parte utilizzata per la realizzazione dell’opera[1].
Ricevette anche commissioni dall’estero: realizzò sculture per Cuba e ottenne il secondo premio in un concorso internazionale per un’opera destinata a Santo Domingo[1].
Nel 1934 iniziò la sua attività di ceramista presso la manifattura torinese di bambole e ceramiche da collezione Lenci, per la quale realizzò numerosi modelli, spesso firmati con la sigla “Aja”. Parallelamente proseguì l’attività scultorea, collaborando con Edoardo Rubino alla realizzazione di opere monumentali, tra cui il Monumento ai Carabinieri di Torino[1].
Nel 1946 il Comune di Seravezza gli commissionò il bassorilievo in marmo del Cavatore, dedicato all’avvocato Luigi Salvatori, noto esponente della Resistenza, oggi conservato nei pressi del Municipio[1].
Negli anni successivi realizzò altre opere, tra cui il Monumento ai Caduti di Strettoia (1954), e collaborò al progetto per il Monumento ai Caduti in guerra e a ricordo della Linea Gotica di Ripa, costituito da un trittico di altorilievi donato da Rubino[1].
Altri suoi lavori si trovano a Porto Venere (tra cui un San Pietro nella chiesetta omonima), Catanzaro, Lucca e Milano[1].
Morì a Strettoia, nel comune di Pietrasanta, il 21 febbraio 1957[1].
Note
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Collegamenti esterni
- Scheda su Archivio storico degli artisti lucchesi, su artistilucchesi.fondazioneragghianti.it.