Abu al-Walid
| Abu al-Walid ابو الوليد | |
|---|---|
| Nascita | al-Hal, 1967 |
| Morte | Ca-Vedeno, 16 aprile 2004 (37 anni) |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Religione | Islam sunnita |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Anni di servizio | 1986 - 2004 |
| Grado | Generale |
| Guerre | |
| Battaglie |
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| Comandante di | Volontari musulmani nella Seconda guerra cecena |
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ʿAbd al-ʿAzīz bin Ali bin Said Al Said Al-Ghamdi, noto con il suo nome di battaglia di Abū al-Walid (in arabo عبد العزيز بن علي بن سعيد الغامدي?; Baljurashi, 1967 – Ca-Vedeno, 16 aprile 2004), è stato un rivoluzionario saudita, comandante dei Mujaheddin stranieri in Cecenia.
Biografia
Abd al-Aziz Al-Ghamdi nacque in una numerosa famiglia saudita, uno di undici fratelli, nel villaggio di al-Hal vicino alla città di Baljurashi, nella provincia di al-Baha. Suo padre Ali era l'imam del villaggio e, secondo i suoi fratelli, il giovane Abd al-Aziz passava il tempo libero leggendo e imparando il Corano.[1]
Militanza
Compiuti 19 anni, nel 1986 Al-Ghamdi chiese il permesso ai suoi genitori di poter partire e unirsi ai mujaheddin volontari che stavano combattendo l'Unione Sovietica durante la guerra sovietico-afgana. Arrivato in Afghanistan, si formò nell'organizzazione islamista Maktab al-Khidamat per due anni, combattendo contro le truppe sovietiche fino al 1989, anno della sconfitta russa. Tornò poche volte in patria, una per essere curato ad una mano.[2]
Dopo la campagna in Afghanistan, al-Walid partecipò negli anni '90 alla guerra civile tagika con le forze d'opposizione tagike e alla guerra in Bosnia ed Erzegovina contro i serbi, entrando nel 7º Battaglione musulmano dell'Armata repubblicana bosniaca (ARBiH) insieme ad altri veterani dell'Afghanistan.[3] Si schierò dalla parte dei ceceni separatisti nella prima guerra cecena, venendo notato dal comandante dei volontari stranieri Ibn al-Khattab, che lo elevò a nāʾib (vicecomandante). Sotto Khattab, al-Walid prese parte all'imboscata e massacro di una colonna russa del 245º Reggimento fucilieri motorizzato nell'aprile 1996 a Jaryš-Mardy, vicino alla cittadina di Šatoj.[4]
Seconda guerra cecena
Nel 2000, insieme all'emiro Abu Jafar, guidò 50 uomini contro una colonna del 51º Reggimento paracadutisti della 106ª Divisione aviotrasportata delle guardie a Sežern'-Jurt.[5][6]
Nel 2001 venne nominato dal presidente ceceno Aslan Maskhadov comandante del fronte orientale.[4] Dopo la morte di Khattab, Abu al-Walid divenne il comandante in capo dei combattenti volontari.
Morte
Abū al-Walid venne ucciso in un'imboscata organizzata dai membri del Battaglione specnaz "Vostok" guidati dall'ex separatista ceceno Sulim Jamadaev. La morte venne confermata da Abdullah Al-Ghamdi, fratello di al-Walid.[7] Fu succeduto da Abu Hafs al-Urduni come comandante dei volontari stranieri.[8]
Il 3 ottobre 2007, secondo il sito web dei separatisti ceceni "Kavkaz-Center", il presidente della Repubblica cecena di Ichkeria, Dokka Umarov, gli ha conferito postumo il più alto ordine della repubblica, l'Onore della nazione.[9]
Vita privata
Durante la sua militanza in Cecenia, prese in moglie una donna locale ed ebbe due figli.[10]
Note
- ↑ Emanuel Pietrobon, Abu al-Walid, il re dei mujaheddin, su InsideOver, 13 marzo 2023. URL consultato il 14 gennaio 2025.
- ↑ (EN) Chechnya’s Abu Walid And The Saudi Dilemma, su jamestown.org. URL consultato il 14 gennaio 2025.
- ↑ (EN) AMIR ABU AL-WALID AND THE ISLAMIC COMPONENT OF THE CHECHEN WAR, su www.cacianalyst.org. URL consultato l'11 marzo 2025.
- 1 2 (EN) UNRAVELLING THE LINKS BETWEEN THE MIDDLE EAST AND ISLAMIC MILITANTS IN CHECHNYA | Central Asia-Caucasus Institute Analyst, su cacianalyst.org. URL consultato il 26 gennaio 2025 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2010).
- ↑ (RU) Засада в горах: Малоизвестный подвиг десантников 106 дивизии [Imboscata in montagna: un'impresa poco conosciuta dei paracadutisti della 106ª divisione], su Сетевое издание «Контингент», 22 giugno 2021. URL consultato il 12 marzo 2025.
- ↑ Новости - ООН осудила Россию | newcanada.com, su newcanada.com. URL consultato il 20 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2009).
- ↑ (EN) Arab Warlord Said To Have Been Killed…again, su jamestown.org. URL consultato il 6 febbraio 2025.
- ↑ (EN) ABU HAFS AL-URDANI: THE QUIET MUJAHID, su jamestown.org. URL consultato il 6 febbraio 2025.
- ↑ (RU) Doku Umarov, ICHKERIA. Decreti del Presidente della Repubblica cecena di Ichkeria Dokka Umarov, su Kavkazcenter.com. URL consultato il 12 marzo 2025.
- ↑ (EN) Murad Batal Al-Shishani, THE KILLING OF ABU AL-WALID AND THE RUSSIAN POLICY IN CHECHNYA, su www.cacianalyst.org. URL consultato il 3 febbraio 2025.