Abulchares
Abulchares[Nota 1] (in greco Αβουλχαρέ?, in latino Apochara, conosciuto anche come Abou-l-Khareg; ... – 1068) è stato un generale bizantino di origine maronita[1], che fu Catapano d'Italia[Nota 2]dal 1064 fino alla sua morte. [2] Le fonti principali relative al suo catapanato sono lo Scilitze Continuato e Anonymi Barensis Chronicon.[2] Lo Scilitze Continuato riporta che Abulchares era anche duca (doux) di Dyrrachion sull'altra sponda dell'Adriatico, ma ciò è cronologicamente impossibile, poiché Leone Perenos è registrato come duca in quel periodo.[Nota 3][3]
Abulchares arrivò nell'Italia meridionale nel 1064, quando i Normanni controllavano gran parte dell'ex Catepanato. Il suo compito era quello di viaggiare per la Puglia rafforzando le difese delle città sparse ancora fedeli ai Bizantini[4]. Nel 1064 prese in ostaggio Ermanno d'Altavilla per assicurarsi la fedeltà di suo fratello Abelardo d'Altavilla, che si era ribellato con l'appoggio bizantino contro lo zio, il duca Roberto il Guiscardo, per una disputa ereditaria. La ribellione fu rapidamente sedata[5]. Nel 1066 un esercito fu inviato in Italia sotto il comando di Michele Mauricas e nel 1067 egli riconquistò le città di Brindisi e Taranto, occupate dai Normanni[3]. Abulchares nominò degli strategoi dotati di rinforzi per difendere le città. Niceforo Caranteno, lo strategos che difese Brindisi dai Normanni nel 1070, potrebbe essere stato uno dei nominati da Abulchares[4]. Nel 1068 anche Otranto era stata riconquistata[3].
Abulchares morì nel 1068, lo stesso anno dell'ex catepano Argiro. La loro morte fu un duro colpo per i Bizantini[6]. Dopo la sua morte, Bari, che egli aveva rifornito, fu assediata e conquistata dai Normanni guidati da Roberto il Guiscardo. Perenos fu nominato catepano, ma non riuscì ad attraversare il mare[3][4][7]. Secondo Amato di Montecassino, un catepano di nome Avartutele giunse a Bari nel 1069 e inviò una richiesta di aiuti. Non vi sono altre testimonianze di un catepano con questo nome, e potrebbe trattarsi di un errore riferito ad Abulchares, che era già morto quando iniziò l'assedio[8].
Note
- Bibliografiche
- ↑ François Lenormant, Lenormant, François (). La Grande-Grèce. Paysage et histoire: La Calabre (PDF), Vol. 3, A. Lévy, 1884, p. 101.
- 1 2 Dickert 2014, p. 51.
- 1 2 3 4 Gay 1904, pp. 533–35.
- 1 2 3 Dickert 2014, p. 60.
- ↑ Manselli 1960.
- ↑ Chalandon 1907, p. 185.
- ↑ Chalandon 1907, pp. 177–178.
- ↑ Dickert 2014, p. 62.
- Esplicative
- ↑ Potrebbe derivare dall'arbo Abū ʾl-Khayr, "padre del bene".
- ↑ L'Anonymi Barensis Chronicon lo definisce Catapano, mentre lo Scilitze Continuato lo definisce "Duca d'Italia".
- ↑ Lo Scilitze Continuato cita Perenos come successore di Abulchares nella carica di duca di Dyrrachion e d'Italia. Più probabilmente Perenos era il diretto superiore di Abulchares, entrambi comunque, hanno effettuato negoziati con i Normanni.
Bibliografia
- (FR) Ferdinand Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicilie, Vol. 1, Paris, Alphonse Picard et fils, 1907.
- (EN) Christopher Henry Dickert, Byzantium, Political Agency, and the City: A Case Study in Urban Autonomy During the Norman Conquest of Southern Italy (PDF), (MA thesis) Simon Fraser University., 2014.
- (FR) Jules Gay, L'Italie méridionale et l'Empire byzantin depuis l'avènement de Basile 1er jusqu'à la prise de Bari par les Normands (867–1071), Paris, Albert Fontemoing, 1904.
- Raoul Manselli, ALTAVILLA, Ermanno d', in Dizionario biografico degli italiani, vol. 2, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.