Accadde a Damasco
| Accadde a Damasco | |
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| Titolo originale | Sucedió en Damasco |
| Paese di produzione | Italia, Spagna |
| Anno | 1943 |
| Durata | 83 min |
| Dati tecnici | B/N |
| Genere | commedia |
| Regia | José López Rubio, Primo Zeglio |
| Soggetto | Antonio Paso Cano, Joaquín Abati |
| Sceneggiatura | José López Rubio, Primo Zeglio |
| Produttore | U.F.I.S.A.[1], E.I.A.[2] |
| Distribuzione in italiano | E.I.A. |
| Fotografia | Ted Pahle |
| Montaggio | Angelo Comitti |
| Musiche | Pablo Luna, Jesús Guridi |
| Scenografia | Pierre Schild |
| Costumi | Humberto Cornejo |
| Trucco | Vladimir Tourjansky, José María Sánchez |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori originali | |
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Accadde a Damasco (Sucedió en Damasco) è un film del 1943 girato in doppia versione: quella spagnola diretta da José López Rubio e quella italiana da Primo Zeglio.
Trama
La bellissima figlia di un mercante arabo si reca a Damasco per farsi restituire una somma di denaro prestata dal padre a un sedicente medico, il quale approfitta della situazione tentando di sedurla, ma la ragazza si ritrae e cerca l'aiuto del Cadì. Ben presto anche quest'ultimo non riesce a resistere alla bellezza della fanciulla, e presto si aggiunge anche il Gran Visir, che non è da meno degli altri due; su consiglio di un saggio la ragazza dà appuntamento alla medesima ora e nel medesimo luogo ai tre pretendenti, dopo aver avvisato del tranello il Califfo affinché punisca i suoi servitori infedeli. I colpevoli pagheranno con il carcere e la fanciulla sposerà il Califfo, il quale nel frattempo s'è innamorato di lei.
Produzione
Il soggetto del film è tratto dall'opera fantastico-musicale La meraviglia di Damasco (El asombro de Damasco, 1916) scritta dal drammaturgo andaluso Antonio Paso (1870-1958) e dallo scrittore madrileno Joaquín Abati (1865-1936) e vi partecipano anche le maestranze e il corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma. Il film è una co-produzione italo-iberica, girata negli studi Orphea di Barcellona nel 1942 in doppia versione, italiana e spagnola. Venne presentato alla Commissione di Revisione Censoria e ottiene il visto di censura n. 32.033 il 7 settembre 1943 con una lunghezza della pellicola accertata di 2.201 metri. Non si conosce l'esito della revisione, dato che proprio il giorno seguente arriva l'armistizio: il documento originale, per fortuna, è rimasto[6] Ebbe la sua prima proiezione pubblica il 22 ottobre 1943, mentre in Spagna venne presentata prima, il 14 gennaio 1943[7]. Probabilmente a causa dell'8 settembre la pellicola ebbe una distribuzione irregolare: a Roma venne proiettata nell'ottobre del 1943, a Torino e a Milano tra aprile e maggio del 1944. A tutt'oggi non sembra sia stato diffuso in televisione, almeno in tempi recenti (vi fu una messa in onda nei primi anni '90 su TELE+3), né meno che mai è stato pubblicato in DVD; tuttavia sono rimasti per il momento il manifesto e una fotografia di scena[8].
Altri tecnici
- Aiuto regista: Jesús Castro Blanco, Ramón Plana
- Operatore: Francisco Sempere, A. Ruiz Capillas
- Direttore di produzione: Manuel De Lara per la versione spagnola, e Felice Romano per la versione italiana
- Fonico: Hans Bittman
- Dialoghi italiani e canzoni aggiunte: Luciano Ramo per la versione italiana
Critica
Pino Farinotti, nel suo Dizionario, assegna al film una stella e mezza giudicandolo così:
Recensioni
- Mario Meneghini, L'Osservatore Romano, 28 ottobre 1943
- Raul Radice, Corriere della Sera, 21 maggio 1944
- Milziade Torelli, La Tribuna, 28 ottobre 1943
- Vice, Il Messaggero, 27 ottobre 1943
Note
- ↑ Si tratta della filiale spagnola dell'UFA.
- ↑ Si tratta dell'Euro International Film.
- ↑ Francesco Savio, in Ma l'amore no, definisce con correttezza l'attore spagnolo; Roberto Chiti ed Enrico Lancia, nel Dizionario del cinema italiano. I film 1930-1944 a pag. 14 nella scheda del film lo chiamano erroneamente "Miguel Liguero".
- ↑ Nella versione spagnola del film il personaggio viene chiamato "Ben Ibhem".
- ↑ Secondo il sito Internet Movie Database il personaggio sarebbe interpretato da Manuel Arbó.
- ↑ Come si può evincere dal documento originale del visto di censura tratto dal sito Italia Taglia.
- ↑ Come si può evincere dalla pagina sulle date di uscita riportata sul sito IMDB.
- ↑ Come si evince da questa pagina tratta dal sito della rivista FilmTv.it, che riporta le immagini.
- ↑ Con ogni probabilità l'anonimo recensore si riferisce al film Alì Babà va in città (Alì Babà Goes to Town) diretto nel 1937 da David Butler e interpretato dal comico nato a New York di origine russa (1892-1964).
- ↑ Anonimo, Sullo schermo: Accadde a Damasco di José Lopez Rubio, in La Stampa, 22 aprile 1944, p. 4. URL consultato il 15 gennaio 2014.
- ↑ Come si evince dalla scheda del film tratta dal sito MyMovies.
Bibliografia
- Francesco Savio, Ma l'amore no. Realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime, Editore Sonzogno, Milano (1975).
- Roberto Chiti, Enrico Lancia, Dizionario del Cinema Italiano. I film dal 1930 al 1944, vol.1, Editore Gremese, Roma (1993, seconda edizione 2005).
Collegamenti esterni
- Accadde a Damasco, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Accadde a Damasco, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Accadde a Damasco, su IMDb, IMDb.com.
- (EN, ES) Accadde a Damasco, su FilmAffinity.
- (EN) Accadde a Damasco, su Box Office Mojo, IMDb.com.
