Acireale

Acireale
comune
Acireale – Veduta
Acireale – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Sicilia
Città metropolitana Catania
Amministrazione
SindacoRoberto Barbagallo (lista civica) dal 12-6-2023
Territorio
Coordinate37°36′45″N 15°09′56″E
Altitudine170 m s.l.m.
Superficie40,43 km²
Abitanti50 494[1] (31-5-2026)
Densità1 248,92 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiAci Castello, Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Giarre, Riposto, Santa Venerina, Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale95024
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087004
Cod. catastaleA028
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 978 GG[3]
Nome abitantiacesi[4] o acitani
PatronoSanta Venera
Giorno festivo26 luglio
Soprannomecittà delle cento campane
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Acireale
Acireale
Acireale – Mappa
Acireale – Mappa
Posizione del comune di Acireale nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Acireale (in siciliano Aci Rigali - AFI: /ˌ(j)a.ʃɪ.ʐɪˈa.lɪ/ - o Aci; Jaci Riali o Jaci in dialetto siciliano orientale)[5] è un comune italiano di 50 494 abitanti[1] della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Città formatasi da piccole migrazioni dal territorio a sud, oggi l'impianto urbanistico è quello tipico delle città tardo-medievali della Sicilia. Vicina all'Etna, comprende nel suo territorio una serie di borghi marinari, ossia, da sud a nord, Capo Mulini, Santa Caterina, Santa Maria la Scala, Santa Tecla, Stazzo e Pozzillo.

Geografia fisica

Il centro abitato sorge lungo la Riviera dei Ciclopi, nella Sicilia orientale, adagiato sulle pendici meridionali dell'Etna e affacciato sul mar Ionio, a un'altitudine media di 161 metri s.l.m.[6] Il territorio comunale, che si estende per circa 40 km², si sviluppa principalmente su un altopiano di origine lavica. Questo è nettamente separato dalla linea di costa da un'imponente scarpata di faglia, nota come la Timpa, istituita come area protetta nel 1999.[7] Dal punto di vista geologico, il costone della Timpa espone una successione stratigrafica eccezionale, mettendo a nudo antichi depositi vulcanici e formazioni sedimentarie risalenti al Pleistocene medio-superiore.[8]

La costa, lungo la quale si sviluppano diverse borgate marinare, è caratterizzata da una frastagliata scogliera anch'essa di natura lavica. L'area circostante si distingue per la ricchezza di sorgenti d'acqua e per la rigogliosa vegetazione, ampiamente valorizzata dalle coltivazioni agricole con una netta prevalenza di agrumeti. Il territorio di Acireale è classificato in zona sismica 2 (sismicità medio-alta).[9]

Clima

Il clima della città è tipicamente mediterraneo (classificazione di Köppen Csa), caratterizzato da estati calde e siccitose che si alternano a inverni miti e moderatamente piovosi. Ai sensi della normativa italiana in materia di efficienza energetica, il comune rientra nella zona climatica C, con un valore di 978 gradi giorno.[10] Sulla base dei rilevamenti storici, la temperatura media annua si attesta intorno ai 16-17 °C. Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 650 mm, distribuiti mediamente in una sessantina di giorni all'anno. I dati termo-pluviometrici confermano un picco marcato durante la stagione autunnale, un massimo secondario in inverno e un netto minimo nel trimestre estivo.[11][12] Le precipitazioni nevose costituiscono un fenomeno del tutto eccezionale, verificatosi storicamente solo in concomitanza di rare e intense ondate di gelo artico.

Origini del nome

Il toponimo di questa città è caratterizzato, come per molti altri insediamenti urbani limitrofi, dal riferimento al mito siculo-greco di Aci. Ἄκις (Ákis) - o Ἆκις (Âkis) -[13] era in origine un potamonimo, cioè il nome dato a fiumi o torrenti, che si riferiva proprio al fiume Aci, il cui corso è ormai estinto. Prima ancora però che il suo corso fluviale si interrompesse, i Greci ne avevano tratto un racconto mitico che poneva a protagonista la personificazione del fiume sotto forma di pastore. Da qui si spiega anche la diffusione in tutta l'area circostante dei nomi delle località di Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Aci San Filippo e Acitrezza.

Successivamente latinizzata con il femminile Acis o con il neutro Acium, la città acquisì anche la qualifica di "regale" divenendo dapprima Acis Aquilia e infine Acis Regalis (o Acium Regale).

È così che ancora oggi in siciliano è detta Aci Rigali[14] e localmente Jaci [riali].[15] I suoi abitanti sono noti in siciliano con il demonimo di jacitani[16] mentre in italiano sono detti acesi o anche acitani.

Storia

Vista della città nel XVII secolo (Amplissima Acis Urbs, G. Platania (1657; Pinacoteca Zelantea).
Il gonfalone civico.

Il nome della città deriva dalla mitologia greca, in cui vi era posto per un personaggio chiamato Aci. Questi era un pastore di cui si innamorò la ninfa Galatea, di cui a sua volta era innamorato il ciclope Polifemo che schiacciò il rivale sotto un masso. Dal sangue del pastore nacque un fiume[17] chiamato Akis dai Greci, prevalentemente sotterraneo. Il nome della città ha subito dunque una lenta evoluzione: diventò Jachium nel periodo Greco-bizantino, Al Yag con gli Arabi e Jaci con gli Spagnoli. Nel XIV secolo la città si stabilì nel territorio attuale (prima sorgeva nei pressi del castello di Aci, oggi Aci Castello) con il nome di Aquilia Vetere prima, e di Aquilia Nuova in seguito. Il nome Acireale fu attribuito alla città, secondo la tradizione, da Filippo IV di Spagna solo nel 1642.[18]

Si narra che Acireale e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, una misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa. I poeti Virgilio e Ovidio fecero risalire il mito della fondazione alla storia d'amore tra Galatea ed Aci, ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo.

In epoca romana nello stesso territorio nacque una città chiamata Akis, e che storicamente partecipò alle guerre puniche. Nel Medioevo il borgo si consolidò attorno al castello di Aci e solo nel Trecento una decina di nuclei familiari si spostarono più a nord, dove nacque Aquilia (Aci d'Aquila) o Aquilia Nuova, primo punto stabile dell'odierna città. Il Cinquecento fu importantissimo per Aquilia Nuova, dove si consolidò un forte ceto mercantile che portò una notevole ricchezza alla città e si insediarono diverse corporazioni e ordini religiosi lasciando un'impronta tanto indelebile che ancora oggi spesso viene citata come "la città dalle cento campane".

«Acireale è una sorta di medioevale Avignone sede di tutte le possibili corporazioni e ordini, religiosi e conventi ed istituti e collegi e perfino di sei licei cattolici (oltreché di uno statale)…»

Nel 1528 l'imperatore Carlo V la eresse a comune. Nel Seicento, il territorio di Aquilia perse molti territori (divenuti universitas, cioè città) ma ottenne il nome odierno, grazie all'intervento del re Filippo IV nel 1642. L'11 gennaio 1693 la città fu in parte distrutta dal terremoto, che sconvolse tutta la Sicilia sud-orientale.[19] Il processo di ricostruzione che seguì favorì l'esplosione e la magnificenza del architettura barocca in tutte le sue infinite sfaccettature.

Nel 1848 fu uno dei principali centri dei moti in Sicilia e nel 1860, dopo lo sbarco dei Mille, è stata la prima città insorta ad innalzare il tricolore in Sicilia.[20] Dal 1861 è stata capoluogo del Circondario di Acireale, abolito poi, come tutti i circondari d'Italia, dal regime fascista nel 1927. Nel 1873 con l'apertura dello stabilimento termale Santa Venera e l'inaugurazione dell'annesso Grand Hotel des Bains, Acireale divenne un centro termale di una certa notorietà. Ottiene il titolo di Città con decreto presidenziale del 30 novembre 2005.

Oggi è nota in particolar modo per il Carnevale di Acireale, tra i più famosi a livello nazionale, che attrae visitatori provenienti da gran parte d'Italia, data la presenza, accanto ai carri allegorico-grotteschi e ai gruppi mascherati in sfilata, dei carri infiorati, prerogativa tipica acese.

Inoltre, grazie alla presenza del PalaTupparello, il palazzetto dello sport più capiente in Sicilia, Acireale è spesso nota per ospitare, ogni anno, numerosi concerti dei più noti cantanti e gruppi musicali italiani.

Simboli

Lo stemma attuale di Acireale si ricollega al sigillo dell'Universitas di Aci concesso al tempo dell'ottenimento dell'autonomia comunale e apposto su un documento del 1592. Vi compaiono i tre faraglioni uscenti dal mare e il castello con tre torri concesso nel 1092 dal conte Ruggero al vescovo abate Angerio insieme al suo territorio, che divenne un importante baluardo del sistema difensivo del Regnum Siciliae, e allo stesso tempo simbolo identificativo dell'antica Aci. Dopo il 1626, compaiono anche il leone coronato, presente nello stemma della Casa Reale di Spagna in Sicilia, la bandiera reale e le iniziali A G.

Lo stemma storico venne riconosciuto con decreto del capo del governo del 29 settembre 1936[21][22] ed era così blasonato: d'azzurro, al castello a sinistra uscente dal mare, merlato alla ghibellina e fra i merli al leone rampante coronato d'oro, tenente con le branche uno stendardo bifido di rosso, carico delle lettere capitale A. G. d'oro, il castello accostato nel centro da tre faraglioni.

Lo stemma attuale è stato modificato con delibera del consiglio comunale del 6 dicembre 2008[23] e concesso con decreto del presidente della Repubblica del 27 febbraio 2009.[24]

«Di cielo, allo scoglio di grigio al naturale, uscente dal fianco sinistro e dal mare di azzurro, fluttuoso di argento; esso scoglio sostenente il castello d'oro, murato di nero, torricellato di tre, la torre centrale più alta e più larga cimata dal leone d'oro, nascente, coronato all'antica, dello stesso, linguato e armato, di rosso, afferrante con le zampe anteriori l’asta di nero della bandiera bifida e svolazzante a destra, di rosso, crociata d'oro; esso castello chiuso di nero, finestrato di otto dello stesso, tre finestre nelle torri, cinque nel corpo del castello, merlato alla guelfa, il fastigio di cinque, le torri ognuna di tre; il tutto accompagnato dalle lettere maiuscole A e G, d’oro, ordinate in fascia nel canton destro del capo, e in punta a destra da tre faraglioni di grigio al naturale, uscenti dal mare in sbarra, con le sommità nel cielo digradanti in banda. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 26 giugno 1955[21][22] e confermato nel 2009,[24] è un drappo di rosso.
La bandiera è un drappo di rosso caricato dello stemma civico.[24]

Onorificenze

Grande medaglia di bronzo di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908) - nastrino per uniforme ordinaria
«Al Comune di Acireale»
— Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 3 giugno 1911 [25].

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Piazza Duomo
La Cattedrale di Acireale
  • Cattedrale di Acireale è dedicata a Maria Santissima Annunziata, ma è comunemente attribuita al culto di Santa Venera, la patrona. L'impianto originale risale al XV secolo ed è stato rimaneggiato nei secoli successivi. All'interno si trovano opere di Pietro Paolo Vasta, Antonio Filocamo, Giuseppe Sciuti, Francesco Patané, Vito D'Anna e Giacinto Platania.
  • La Basilica dei Santi Pietro e Paolo fu costruita nel 1550 e ricostruita nel 1608. Ha un prospetto barocco, progettato da Vasta nel 1741. Il campanile è del XIX secolo; un secondo campanile, pur se progettato non venne mai realizzato. L'interno, a navata unica, fu ristrutturato dopo il terremoto del 1818. Vi si trovano alcune tele del Vasta, di Giacinto Platania e una statua del Cristo alla Colonna, di autore ignoto, molto venerata in città e tradizionalmente portata in processione ogni 70 anni. Nel giugno del 1933 papa Pio XI l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[26]
  • Basilica collegiata di San Sebastiano, è la chiesa più importante di Acireale, dichiarata monumento nazionale, nonché monumento messaggero di una cultura di pace dall'UNESCO. Realizzata a partire dal Settecento, presenta una facciata a più ordini, preceduta da una balaustra. L'interno è ricco di affreschi di Pietro Paolo Vasta;
  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova, è la più antica chiesa della città, forse l'unica che risale al periodo di Aquilia Nuova. Rimaneggiata nei secoli, anche a causa dei terremoti, conserva un bel portale in stile gotico. La chiesa era inizialmente intitolata a san Sebastiano e sede dell'antica confraternita dedicata al santo. Solo dopo la costruzione della nuova chiesa di San Sebastiano, venne dedicata al culto di sant'Antonio. Al suo interno si possono ammirare affreschi e tele di Alessandro e Pietro Paolo Vasta. Lo stesso Paolo Vasta, mentre lavorava al suo interno, colto da malore cadde da un'impalcatura subendo l'incidente che gli costò la paralisi;
  • Chiesa di Santa Maria del Suffragio, appare quasi asimmetrica rispetto alla strada ed ha la facciata rivolta al mare. Tradizionalmente la necessità della costruzione della chiesa è attribuita alle mogli dei pescatori, che poco abbienti si trovavano a disagio nelle ricche e sontuose chiese frequentate dalla nobiltà cittadina. La chiesa fu realizzata nel XVII secolo. L'interno è ricchissimo di affreschi, tra cui Il Mistero dell'Eucaristia di Pietro Paolo Vasta sulla volta;
  • Chiesa di San Camillo, ha una facciata esterna molto scarna, ma è riccamente decorata all'interno. Realizzata nel 1621 a navata unica, fu affrescata da Paolo Vasta con le Storie del Vecchio Testamento con soggetto femminile.
  • Il Santuario di Maria Santissima di Loreto si trova su un'altura ad est della città. Venne edificato a partire dal 1548 dall'eremita Giovanni Maccarrone. La struttura ha la pianta quadrangolare, come dal modello della Casa Santa di Loreto. All'interno affreschi di Pietro Paolo Vasta e Alessandro Vasta e di Matteo Ragonisi.

Architetture civili

  • Il Palazzo Municipale, o Loggia Giuratoria, di chiaro impianto scenografico barocco, fu progettato dopo il 1640 e rimaneggiato nel XVIII secolo. Da ammirare i "mascheroni", le mensole che reggono le balconate. All'interno, vi è un'esposizione di divise militari d'epoca.
  • Il Palazzo Modò (ex Teatro Eldorado), non prospiciente direttamente sulla piazza. Della originaria struttura rimangono due balconi con reggimensole baroccheggianti, dei "mascheroni" ed il nome del teatro Eldorado, realizzato al suo interno nel 1909 ed attivo sino al primo dopoguerra.
  • Terme di Santa Venera: costruite in stile neoclassico, sorgono all'interno del giardino inglese. Furono inaugurate nel 1873 dal barone Agostino Pennisi di Floristella e nel 1951 vennero acquisite dalla Regione Siciliana. Le terme sfruttavano le stesse acque sulfuree-salso-bromo-iodiche, che venivano tradizionalmente utilizzate dai Greci e poi dai Romani, provenienti dalla zona delle antiche terme Xiphonie. A fianco delle terme, per accoglierne gli ospiti, era sorto il Grand Hotel des Bains, pure in stile neoclassico]; in esso soggiornò Richard Wagner e nella piscina posta all'interno del parco termale venne girato il film Palombella rossa di Nanni Moretti (1989).

Aree naturali

L'Etna visto dalle campagne a sud di Acireale.

Bosco d'Aci

Nel territorio di Acireale ricade l'area in cui sorgeva il bosco d'Aci, oggi ridotto solamente alle frazioni di Santa Maria degli Ammalati, San Giovanni Bosco, Pennisi, Piano d'Api e Santa Maria la Stella. Un tempo si estendeva in tutta la zona orientale dell'Etna e ospitava soprattutto querce e castagni. Claudiano lo citò nel mito del ratto di Proserpina, nella Gigantomachia i Giganti sconfitti vi furono cacciati e durante la dominazione romana era tristemente conosciuto come rifugio per i briganti. Disboscato a partire dal Quattrocento per ricavarne legname, si è ulteriormente ridotto per far spazio alle costruzioni cittadine.

Riserva naturale La Timpa

La Timpa è un complesso di faglie e falesie tra 80 e 150 m di altezza circa a ridosso della costa di Acireale. Dal 1999 è diventata riserva naturale orientata. È caratterizzata da rocce di origine vulcanica a gradinate e da diverse faglie nelle quali cresce una fitta vegetazione; il territorio della riserva si presenta conservato ed in larga parte incontaminato, pur se inserito in un contesto particolarmente antropizzato, come la costa orientale a nord di Catania.

Società

Evoluzione demografica

Acireale è, dopo la città capoluogo, il comune più popoloso della città metropolitana di Catania e dell'Area metropolitana[27] e inoltre rappresenta il 14º comune più popoloso della Sicilia, posizionandosi al 6º posto tra i comuni non capoluogo più popolosi della medesima regione.

La popolazione è distribuita per poco più del 60% in città e la restante parte risiede nelle diverse frazioni, in un territorio molto antropizzato. Le dinamiche demografiche vedono un certo drenaggio di popolazione, dalla città alle frazioni ed anche ai comuni vicini, specie quelli di Aci Catena, Aci Sant'Antonio e Santa Venerina.

Molto strette sono le relazioni con Catania, caratterizzate dalla complementarità a livello turistico e da pendolarismo per gli studi universitari e per ragioni di lavoro.

Abitanti censiti[28]

Etnie e minoranze straniere

Gli stranieri residenti ad Acireale al 1º gennaio 2025 erano 1 686, ovvero il 3,33% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:[29]

Istituzioni, enti e associazioni

Acireale, sebbene non sia un comune capoluogo di Libero consorzio comunale, è sede di numerose istituzioni, enti e associazioni (molte delle quali comunque dipendenti gerarchicamente da Catania in qualità di uffici distaccati) costituendo, anche sul profilo dei servizi statali e regionali, un punto di riferimento per l'intero hinterland acese e comuni limitrofi.

Sanità

  • Ospedale "Santa Marta e Santa Venera" di Acireale

Tradizioni e folclore

Ad Acireale alla storia si affianca spesso la leggenda, soprattutto nel mito della fondazione. Tra le leggende Aci e Galatea, l'avventura di Odisseo contro il ciclope Polifemo, un bosco nato dalla vendetta di Zeus contro dei giganti e una leggenda relativa alla fuga dell'esercito cartaginese davanti a una colata dell'Etna.

Il mito, da cui poi nascerebbe anche il nome della città e dei casali, fu l'idillio di amore fra Aci e Galatea ed è introdotta da Ovidio nelle Metamorfosi, da Teocrito, da Virgilio, da Posidippo, da Filosseno, da Callimaco, da Ermesianatte e da Euforione.

La bellissima ninfa Galatea era innamorata del pastorello Aci. Il loro amore era contrastato da Polifemo, terribile ciclope che, infuriato dalla gelosia, scagliò contro il pastorello un sasso, provocandone la morte. La ninfa, disperata per la perdita di Aci, supplicò gli dèi affinché lo restituissero in vita ed essi, accogliendo le preghiere, trasformarono il pastorello in un fiume eterno, chiamato Aci (Akis). Secondo una diceria popolare l'antico fiume Aci scorrerebbe sotto piazza del Duomo e sarebbe possibile udire lo scorrere delle sue acque. Il fiume Aci, che ha un cammino sotterraneo ignoto e fa parte del ricchissimo sistema imbrifero etneo, sfocia sia in località Acque grandi ("acquaranni") tra Acireale e Capomulini, sotto un poderoso banco lavico, sia nella frazione di Santa Maria la Scala (Testa di l'Acqua), presso il "Molino di Miuccio", con acqua limpidissima e gelida, sia a nord del quartiere di Santa Caterina (Acqu'e ferru) dove ha un caratteristico effetto rossiccio, causato dalla presenza di ossidi di ferro, che nella fantasia popolare, sulla base dei versi ovidiani, viene attribuito al sangue di Aci ("u sangu di Jaci", in dialetto siciliano).[30][31][32][33][34][35][36][37][38][39]

Nella Villa Belvedere è esposto un gruppo scultoreo di Aci e Galatea, copia in marmo eseguita al pantografo sul modello in gesso patinato esposto alla Biblioteca Zelantea, opera di Rosario Anastasi del 1846, che rappresenta l'epilogo del mito, l'ultimo atto, quando Galatea, con la sua drammatica invocazione agli dèi, vorrebbe risuscitare il suo amato Aci ucciso da un sasso scagliato da Polifemo.

A venti anni di distanza, nel 1866, Auguste Ottin adatta nella seicentesca Fontana Medici dei Giardini del Lussemburgo di Parigi, la marmorea composizione con Galatea languidamente distesa accanto ad Aci cui fa da contrasto il bronzeo Polifemo che li guata geloso sovrastandoli, preludio della sua primordiale vendetta.

Un altro riferimento al figlio di Poseidone si ha nel libro IX dell'Odissea. Nell'identificare l'antro dove abitò il feroce avversario di Ulisse in Virgilio, in Callimaco e in altri autori classici e moderni si fa riferimento alle balze dell'Etna, propriamente nel tratto di costa situato tra Capo Mulini e Aci Trezza. I faraglioni di Acitrezza inoltre sarebbero secondo il mito i massi scagliati contro il Laerziade dall'accecato mostro. L'Isola Lachea venne identificata con l'isola bassa dove sostò la flotta delle dodici navi achee di cui fa menzione Omero solo nel XIX secolo (prima infatti era nota semplicemente come l'Isola).

Nella Gigantomachia di Claudiano si fa riferimento allo scontro che funestò il mondo dei miti, tra i Titani dell'Olimpo e i Giganti. Questi ultimi vennero puniti cadendo nel Lucus Jovis identificato col Bosco d'Aci, nel quale bosco si sarebbero potute scorgere, come riportato sempre nella stessa opera, sia le pelli che le teste recise di questi sfortunati in strazianti espressioni di dolore tanto che persino Polifemo vi si teneva lontano.[40]

Secondo la tradizione l'eruzione dell'Etna del 396 a.C. - che storicamente investì e stravolse il territorio acese - avrebbe anche terrorizzato e messo in fuga la flotta cartaginese comandata da Imilcone che si preparava ad uno sbarco durante la seconda guerra punica, determinandone un grave smacco.

La festa di San Sebastiano, il 20 gennaio, è il primo evento significativo del calendario acese. La festa religiosa consiste in una processione che parte in mattinata dalla Basilica dedicata al Santo con in testa il Fercolo di San Sebastiano, mentre il 26 luglio viene celebrata la patrona Santa Venera.

Cultura

Istruzione

La città era cresciuta nella seconda metà del XIX secolo come "Città degli studi" in quanto vi era un patrimonio di diversi collegi e istituti di istruzione superiore che oggi, in assenza di un polo universitario, può considerarsi perduto. Ad Acireale vi sono diversi istituti di istruzione superiore di secondo grado, pubblici e privati, divisi tra licei, istituti tecnici e professionali, di cui si servono in gran parte anche gli studenti di comuni limitrofi.

Fondata il 3 ottobre 1671, l'Accademia di scienze, lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafnici, fondata il 3 ottobre 1671 dal sacerdote Giuseppe Cavallaro (originariamente con il nome di "Accademia dei Zelanti"), detiene il primato assoluto di accademia più antica di tutta la Sicilia.[41]

Musei

  • Biblioteca e pinacoteca Zelantea, è un'istituzione del XVII secolo, ospitata in un palazzo neoclassico realizzato nel XIX secolo dall'ingegnere Mariano Panebianco, che raccoglie alcune collezioni d'arte e di testi antichi. È visitabile su richiesta al personale.
  • Nel Museo delle tradizioni contadine di Aci Platani si trova la ricostruzione di una tipica abitazione di una famiglia contadina etnea del XIX secolo (attualmente chiuso).
  • Esposizione permanente delle Uniformi storiche ospitato presso il palazzo del Comune in Piazza Duomo raccoglie una collezione di divise storiche a partire dalla fine del XVIII secolo.
  • Il Museo dell'Opera dei Pupi di Via Alessi.
  • Il Museo del Carnevale, sito all'interno del Palazzo del Turismo in via Ruggero Settimo, 11.
  • Il Monetario Floristella, che attualmente si trova presso il Museo Archeologico Regionale di Siracusa ed è in attesa di una collocazione in città, raccoglie la collezione numismatica di Agostino Pennisi di Floristella.
  • Il Teatro dell'Opera dei Pupi di Capomulini, condensa negli spazi espositivi la importante tradizione dei pupari acesi tramandata per generazioni (e riconosciuta, insieme alle altre tradizioni pupare siciliane, patrimonio immateriale dell'umanità dall'UNESCO).
  • Il Museo Diocesano, in via Genuardi.
  • Il Museo della Basilica di S.Sebastiano[42]
  • Museo del Natale San Francesco[43]

Teatro

La facciata del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Acireale.
Il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Acireale, foto del plastico per la ricostruzione

Il più importante teatro della città è stato il Teatro Vincenzo Bellini costruito, seguendo lo stile neoclassico, dall'ingegnere catanese Carmelo Sciuto Patti ed inaugurato nel 1870. Nel 1952 un devastante incendio doloso ne distrusse l'interno; a distanza di sessant'anni si attende ancora il suo restauro e la riapertura.

Altri teatri importanti sono il Cinema Teatro Maugeri (attualmente chiuso) e il Teatro Turi Ferro (in attività).

Media

Acireale è sede delle emittenti televisive locali REiTV, Sestarete Acireale (ex T.R.A.), Etna Espresso Channel (ex Canale 9) e delle emittenti radio Radio Aci Broadcasting Communication (Radio ABC), Radio Digital Sound (ex Studio Aquilia Sound) e Radio Etna Espresso. In città si pubblicano il settimanale Il Gazzettino del Sud, Akis e il quindicinale cattolico La Voce dell’Jonio.[44] Dal 2008 è inoltre attivo il settimanale telematico d'informazione L’Eco delle Aci [45], e Etna Mare Reporter.

Cinema

Laura Antonelli e Turi Ferro in Malizia, nello scenario di piazza Duomo.

Acireale, la seconda città siciliana, dopo Palermo, a poter godere di un cinematografo dal 5 febbraio 1897,[46] ha ospitato il set di diversi film:

Cucina

Granita alla mandorla con brioche.

La granita, ottimo alimento rinfrescante dall'afa estiva, ma consumata spesso anche in altri periodi dell'anno, ad Acireale è considerato quasi un rito. Nato probabilmente dalla tradizione dei «nevaroli» che dall'Etna trasportavano la neve sino in riva al mare, quando ancora non esisteva il frigorifero, in città l'invenzione della granita è attribuita a Francesco Procopio dei Coltelli, un ingegnoso trezzoto che con il café «le Procope» fece successo nella Parigi del XVII secolo.

Generalmente viene servita nella sua ricetta di base al gusto di mandorla ed accompagnata da brioche o dal panino di frumento. È molto diffusa anche la granita di gelsi, un tempo coltivato nel territorio e impiegato per l'allevamento dei bachi da seta, e quella al limone, ma vengono proposti anche molti altri gusti tipici della tradizione siciliana, secondo disponibilità stagionale degli ingredienti principali. Un altro alimento tipico dell'estate acese è il seltz con limone e sale, venduto dai numerosi chioschi che si trovano per le vie della città.

Inoltre, è rinomata la pasticceria, aderente principalmente alla tradizione ionico-etnea, che ha nelle zeppole di riso con miele (definite anche crispelle di San Giuseppe in altri comuni), nei cannoli ripieni con crema di cioccolato, crema bianca o ricotta, nei prodotti di pasticceria mignon e nella gelateria artigianale le sue punte di diamante, ma non va tralasciata una serie di dolci di antica tradizione, che ancora, specie durante alcune festività o ricorrenze, vengono prodotti: come le rami, dette a Catania oss’e mortu, dolci durissimi su cui si allenano i denti dei bambini, riproducenti scheletri e teschi; o le morbide frutta aggilippati, o le nucàtuli, che a Catania vengono dette ram’i Napuli, e poi piparelli, viscotta d’a monica, strunza d’angili, jancu mangiari, pasta riali, frascàtuli, turruni, mastazzola,e tanti altri. La tavola calda è presente con prodotti freschi di forno (arancini, "cartocciate", "cipolline" ecc.) nonché prodotti da colazione dolci (cornetti, panzerotti, "raviole" con ripieno di ricotta, "iris" con ripieno di crema di cioccolato o crema bianca). Nelle borgate marinare vi sono molti ristoranti che propongono menù a base di solo pesce fresco.

Acireale, insieme al suo comprensorio, è altresì nota per il Limone dell'Etna, che nell'ottobre 2020 ha ottenuto il riconoscimento I.G.P. da parte dell'Unione europea. Vi si coltiva altresì il cavolo trunzu, riconosciuto ufficialmente come Presidio Slow Food, varietà di cavolo rapa (Brassica oleracea gongylodes) autoctono anche delle località vicine. Si tratta di una varietà caratterizzata da striature violacee, dalle peculiari caratteristiche storiche e organolettiche.[49]

gorico vincitore del Carnevale di Acireale 2006, che è il più famoso della Sicilia.

Eventi

Il Carnevale di Acireale, conosciuto come "Il più bel carnevale di Sicilia", è considerato una naturale continuazione della festa religiosa. La prima edizione nota è quella del 1594 e si è proseguita la tradizione ogni anno, salvo nei periodi bellici e dopo il terremoto del Val di Noto. Oggi è accompagnato da una competizione per i carri allegorici, infiorati e in miniatura più belli. La manifestazione è stata abbinata, assieme ad altre, alla Lotteria Nazionale negli anni 1996, 1999, 2001, 2006 e nel 2010.

Geografia antropica

Urbanistica

L'espansione edilizia della città si è rivolta prevalentemente verso nord, dove il centro urbano del XIX secolo è stato raddoppiato in termini di superficie. Negli ultimi decenni del XX secolo gli interventi di edilizia popolare e residenziale hanno portato all'intensa urbanizzazione dell'area di San Cosmo (o, più correttamente, San Cosimo) dove già esisteva un piccolo borgo già attestato nel XVII secolo e ormai completamente inglobato nella periferia cittadina. Altre zone di sviluppo sono poste a nordovest, nella zona del Santuario di Loreto, (in siciliano U Litu) e delle frazioni di Balatelle (Balateddi), Piano d'Api e Pennisi, nonché a sudovest, dove il centro urbano va saldandosi con la frazione di Aciplatani.

La strada statale 114, la cosiddetta strada Orientale Sicula, per gli acesi anche Litoranea, la attraversa "dall'esterno", ma svolge praticamente la funzione di delimitazione del centro cittadino a est, così come via Lazzaretto a ovest e viale Cristoforo Colombo a nord.

Frazioni

Le frazioni marittime di Acireale sono, da nord a sud, Pozzillo, Stazzo, Santa Tecla, Santa Maria la Scala, Santa Caterina e Capo Mulini, citata nel romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga.

Elenco delle frazioni

Santa Maria la Scala di notte.
La costa acese da Santa Tecla a Stazzo.

Economia

L'antica vocazione mercantile

Storicamente, Acireale rappresentò uno dei principali centri economici della Sicilia orientale. Il volano dell'economia acese in epoca rinascimentale e moderna fu l'istituzione della Fiera Franca di Santa Venera, le cui origini privilegiate, garantite dalle concessioni regie, richiamavano mercanti da diverse parti del Mediterraneo. Tali privilegi commerciali, uniti ai vantaggi derivanti dalla demanialità (la città fu più volte riacquistata dai propri cittadini per sfuggire al vassallaggio feudale), favorirono un massiccio afflusso di capitali e l'affermarsi di una solida borghesia mercantile[50]. Tuttavia, la storia economica della città si è spesso caratterizzata per andamenti ciclici: a profonde crisi – innescate da catastrofi naturali o fluttuazioni dei mercati – sono seguite rinascite vigorose, testimoniate anche da traguardi storico-istituzionali come l'ottenimento della diocesi nel 1844, considerato da parte della storiografia locale un importante successo politico del ceto dirigente cittadino.

Agricoltura e l'I.G.P.

Attualmente, la produzione limonicola è gestita prevalentemente da cooperative di medio-grandi dimensioni ed è assorbita in buona parte dall'industria delle essenze, data la qualità degli oli estratti dalle bucce. Una quota residuale è invece destinata all'industria di trasformazione alimentare e al consumo fresco. A tutela di questo comparto, nel novembre del 2020 l'Unione europea ha ufficialmente riconosciuto il marchio Limone dell'Etna I.G.P.[51]. Il disciplinare tutela le storiche cultivar coltivate su terreni vulcanici, sancendo il legame tra questo agrume e il suo storico comprensorio etneo, di cui Acireale rappresenta il centro principale[52].

Industria, Commercio e Servizi

In cerca di una ridefinizione del proprio tessuto produttivo a seguito della crisi agrumicola, l'economia di Acireale si è spostata progressivamente sul settore dei servizi, sull'edilizia e sul commercio. Nel comparto commerciale, a partire dalla seconda metà degli anni novanta, si è assistito allo sviluppo di una rilevante area dedicata alla vendita di autoveicoli: lungo l'asse di Viale Cristoforo Colombo e nelle zone limitrofe a sud della città si è infatti concentrata una consistente densità di concessionarie d'auto, rendendo l'area un punto di riferimento per il mercato automobilistico provinciale.

Nel settore manifatturiero e alimentare, un'importanza storica ha rivestito l'imbottigliamento delle acque minerali. Celebre è stata la storia dell'Acqua Pozzillo, il cui stabilimento a ridosso della frazione marinara ha rappresentato un'importante fonte occupazionale per decenni, prima di subire un blocco produttivo nel 2006 culminato nel fallimento della società nel 2008[53]. Tra le realtà produttive in attività, di rilievo è la Sibat Tomarchio, nata nel 1920 come piccola produzione artigianale e divenuta nel tempo un marchio di riferimento, anche al di fuori della Sicilia, per la produzione e l'imbottigliamento di bevande analcoliche legate agli agrumi locali[54].

Nel comparto terziario finanziario, la città ha ospitato la sede legale e la direzione generale del Credito Siciliano (già Banca Popolare Santa Venera), istituto successivamente fuso per incorporazione nel Credito Valtellinese, a sua volta assorbito in Crédit Agricole Italia nell'aprile 2022.

Turismo e Termalismo

L'economia locale fa affidamento anche sul turismo e sulla ristorazione. Il settore turistico-ricettivo trae vantaggio dal patrimonio architettonico del Barocco siciliano, dalla riserva naturale della Timpa e dal richiamo del Carnevale di Acireale, evento capace di generare un significativo indotto nei mesi invernali e primaverili. Storicamente, un ruolo trainante per i flussi turistici era ricoperto dalle Terme di Acireale, inaugurate a fine Ottocento. Tuttavia, una complessa crisi strutturale ha portato alla chiusura al pubblico del polo termale nel 2009 e alla sua successiva messa in liquidazione nel 2015, in attesa di piani di recupero della struttura[55].

Infrastrutture e trasporti

I collegamenti viari principali della città sono l'autostrada A18 Messina-Catania, svincolo di Acireale, e la circonvallazione, formata dalla Via Cristoforo Colombo e dalla Strada statale 114 Orientale Sicula, di fondamentale importanza per la viabilità della città.

Acireale dispone di una propria stazione ferroviaria sulla linea Messina-Siracusa con un traffico di treni nazionali a lunga percorrenza (InterCity ed InterCity Notte) e d'interesse regionale.

Buona parte della viabilità nel territorio è su strade provinciali e sulla citata Strada statale 114 Orientale Sicula (l'antica Via consolare Valeria), che non passa però per il centro di Acireale, rendendo così più scorrevole la percorrenza. Esistono dei porti pescherecci a Pozzillo, Santa Tecla, Santa Maria la Scala, Stazzo e Capo Mulini (questi ultimi due sono anche piccoli porti turistici).

La mobilità pubblica contava sul servizio pubblico urbano gestito dall'Azienda Siciliana Trasporti e sul suo servizio di autobus extraurbani verso Catania e altri comuni limitrofi, dal 2024 la mobilità pubblica conta sul servizio pubblico urbano e interurbano gestito dall'azienda Zappalà e Torrisi.

Dal 1915 al 1934 la città costituì il capolinea settentrionale della tranvia Catania-Acireale, che, nella tratta da Acireale, partiva dalla villa Belvedere, passava per il Duomo, le terme, Capo Mulini, Aci Trezza, Aci Castello, arrivando infine a Catania. Fu soppressa nel 1934, per l’incremento del traffico automobilistico ed il preferito utilizzo delle stazioni ferroviarie.

Amministrazione

Gonfalone civico

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 gennaio 1989 28 giugno 1990 Giuseppe Basile Democrazia Cristiana Sindaco [56]
28 giugno 1990 9 settembre 1992 Rosario Sciuto Democrazia Cristiana Sindaco [56]
13 ottobre 1992 21 ottobre 1993 Alfonso Sciacca Democrazia Cristiana Sindaco [56]
15 febbraio 1994 8 giugno 1998 Cristoforo Filetti Alleanza Nazionale Sindaco [56]
8 giugno 1998 12 ottobre 1999 Agostino Pennisi L'Ulivo Sindaco [56]
23 novembre 1999 27 novembre 2000 Massimo Raimondi Commissario straordinario [56]
27 novembre 2000 22 settembre 2002 Antonino Nicotra Cristiani Democratici Uniti Sindaco [56]
14 ottobre 2002 27 maggio 2003 Massimo Raimondi Commissario straordinario [56]
27 maggio 2003 29 agosto 2003 Antonino Garozzo Forza Italia Sindaco [56]
16 ottobre 2003 28 giugno 2004 Onofrio Zaccone Commissario straordinario [56]
28 giugno 2004 10 giugno 2014 Antonino Garozzo Forza Italia / Il Popolo della Libertà Sindaco [56]
11 giugno 2014 27 febbraio 2018 Roberto Barbagallo Liste civiche Sindaco [56][57]
23 marzo 2018 28 giugno 2018 Salvatore Scalia Commissario straordinario [56]
28 giugno 2018 12 giugno 2023 Stefano Alì Movimento 5 Stelle Sindaco [56]
12 giugno 2023 in carica Roberto Barbagallo Liste civiche Sindaco [56]

Gemellaggi

Altre informazioni amministrative

Il comune di Acireale fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale).[58] A seguito di diverse indagini svolte dalla Guardia di Finanza il 22 Febbraio 2018 vengono arrestati 7 dipendenti comunali e il sindaco Roberto Barbagallo.[59] L'indagine ha portato alla luce irregolarità nella concessione degli appalti.

Sport

Lo stadio Aci e Galatea (allora Tupparello) ai tempi dell'Acireale in Serie B.

Lo sport più seguito è il calcio. La prima squadra è l'Acireale Calcio, che in passato ha preso parte a due campionati di Serie B (1993-94 e 1994-95) e molti di Serie C1, Serie C2 e Serie C. Nella stagione 2026-2027 milita nel campionato di Eccellenza Sicilia Girone B.

Nel calcio a 5, l'Acireale Calcio a 5 ha militato in Serie A2, allora seconda serie nazionale, oggi con la denominazione di Drago Acireale milita in Serie B, campionato nazionale di quarta serie.

Nel calcio femminile ad Acireale giocava l'A.S.D. C.F. Acese che ha militato nel campionato di Serie A2 nazionale.

Inoltre altri sport praticati sono la pallacanestro, con la squadra maschile della Polisportiva Basket Acireale, che milita nel campionato regionale di Serie C Silver, e quelle sia maschili sia femminili del Basket San Luigi Acireale; la pallavolo con l'Aquilia Acireale; la pallamano con la Società Sportiva Pallamano Acireale; la pallanuoto con la Polisportiva Pozzillo Acireale che militava in B (ricordata dal regista Nanni Moretti nel film Palombella rossa), la Polisportiva Acese che milita in Serie B nazionale, e le squadre maschili e femminili della Brizz Pallanuoto, militanti rispettivamente in B nazionale (terza serie) e in A1 nazionale (massima serie); il pattinaggio con l'Unione Sportiva Galatea. La città vanta una solida tradizione anche nella scherma: nell'aprile 2008 ad Acireale si sono svolti i campionati mondiali categoria juniores e cadetti e nel 2014 i Campionati Italiani assoluti.

Impianti sportivi

Quasi tutti gli sport sono praticati in città, pur con alcune difficoltà dovute alla carenza di strutture sportive.
Vi sono due stadi principali: Lo Stadio Aci e Galatea che è dotato di un campo in erba, pista di atletica, con una capacità massima di 14.500 posti a sedere e il vecchio stadio Comunale, in effetti chiuso definitivamente nel 2025 per far posto a un terminal bus, sito in viale Regina Margherita, con un campo di calcio regolamentare in terra battuta, dotato di tribune per circa 4.700 spettatori. Ci sono anche altri campi di calcio nelle frazioni antistanti la città.
Vi sono due palazzetti dello sport: il PalaTupparello di circa 8.500 posti ed il PalaVolcan con capienza di 1.200 spettatori.
Vari i campi di calcio a 5 o pallamano con tribunette. Infine, Acireale possiede diverse palestre scolastiche (molto nota quella dell'Istituto San Luigi), una pista di pattinaggio regolamentare e una piscina di pallanuoto con tribuna da 400 spettatori, inaugurata nel 1977, in occasione della gara decisiva per la promozione della Polisportiva Pozzillo nella Serie B di pallanuoto maschile, in stato di degrado e chiusa da diversi decenni.

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Comune di Acireale : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Acireale e città, Catania, Sicilia, su www.comune-italia.it. URL consultato il 4 agosto 2026.
  5. ↑ Aa.Vv., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, pp. 5–6, SBN RLZ\0297393.
  6. ↑ Altitudine dei comuni tramite DEM, su ISTAT.
  7. ↑ Decreto dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente istitutivo della Riserva (24 aprile 1999), su Regione Siciliana.
  8. ↑ S. Branca, M. Coltelli e G. Groppelli, Geological map of Etna volcano, 1:50,000 scale, in Italian Journal of Geosciences, vol. 130, n. 3, 2011, pp. 265-291.
  9. ↑ Pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale, su Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
  10. ↑ Tabella dei Gradi Giorno dei Comuni Italiani - DPR 412/93 e s.m.i. (PDF), su ENEA.
  11. ↑ Dati climatologici e stazioni di rilevamento, su Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano (SIAS) - Regione Siciliana.
  12. ↑ Annali Idrologici della Sicilia, su Osservatorio delle Acque - Regione Siciliana.
  13. ↑ Si tratta di un sostantivo di terza declinazione, che normalmente viene reso in italiano con una desinenza in -ide, come in Paride. La traduzione italiana (forse per influenza dell'uso siciliano) ha reso questo nome semplicemente Aci, al pari del nome di Dafni, un altro mitico pastore che per analogia avrebbe dovuto essere reso con Dafnide.
  14. ↑ La lingua siciliana ha una sua ortografia e fonologia - differenti da quelle della lingua italiana - per questo la 'g' scritta in rigali è muta in quasi tutti i dialetti siciliani, ad eccezione di alcuni. Al contempo è utile denotare come anche l'italiano abbia prodotto dall'aggettivo latino legale (similare per morfologia) sia il volgare italiano leale sia il latinismo legale.
  15. ↑ con il tipico dittongo in posizione tonica che caratterizza i dialetti siciliani orientali.
  16. ↑ In lingua siciliana standard acitanu (m.s.), acitana (f.s.), acitani (m. e f. pl.).
  17. ↑ Approfondimento, su Centro studi storico-sociali siciliani (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2007).
  18. ↑ Articolo, su siciliatourist.tv (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2006).
  19. ↑ «… le Chiese, Oratori, e lochi pii, tutte rovinarono eccettuatene alcune poche, come la Chiesa Maggiore … che si mira destrutta nelle volte dell'ale e del Mattello, e pure nella Cupola, e parte del Campanile…», mentre la basilica collegiata dei Santi Apostoli Pietro e Paolo … «patì alcune fessure e precipitò la volta del Cappellone Maggiore dipinta da un insigne pittore messinese unitamente la Sagristia e la Cappella collaterale di Gesù e Maria, rovinò la Chiesa di San Sebastiano buttando al suolo il coro dipinto dal vago pennello d'un esimio pittore acitano…». Pagina 31, Cherubino Alliotta, Le tre corone, Catania, 1693. Ristampa anastatica in C. Cosentini, Il Terremoto del 1693 ad Acireale, collana Memorie e rendiconti, serie IV, vol. III, Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, Acireale, 1993.
  20. ↑ Citazione da Salvatore Rizzo, in Acireale. Guida monumentale e turistica, edito ad Acireale nel 1977, SBN PBE0065466.
  21. 1 2 Acireale, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 9 agosto 2022.
  22. 1 2 Bozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Acireale, su ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. URL consultato il 16 ottobre 2024.
  23. ↑ Il consiglio comunale approva il nuovo stemma della città, su Comune di Acireale. URL consultato il 2 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
    «Di cielo, al mare di azzurro fluttuoso d'argento sostenente a sinistra lo scoglio di grigio al naturale uscente dal fianco sinistro; esso scoglio sostenente il castello triturrito d'oro, la torre centrale più alta e più larga, esso castello, murato di nero, merlato alla guelfa, il fastigio di cinque, le torri ognuna di tre, esso castello, aperto di nero finestrato dello stesso, tre poste in fascia; le torri ognuna di due ordinate in palo; la torre centrale sostenente il leone d'oro uscente, linguato di rosso, coronato all'antica d'oro, tenente, con le zampe anteriori l'asta di nero munita del vessillo bifido e svolazzante a destra di rosso caricato dalla croce d'oro, esso castello accompagnato a destra da tre faraglioni fortemente cuspidati di grigio al naturale fondati sul mare; il tutto accompagnato nel cantone destro del capo dalle lettere maiuscole A e G d'oro. Ornamenti esteriori da Città.»
  24. 1 2 3 Acireale (Catania) D.P.R. 27.02.2009 concessione di stemma, gonfalone e bandiera, su Presidenza del Consiglio dei ministri, 27 febbraio 2009.
  25. ↑ Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo del 28 dicembre 1908, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 3 giugno 1911.
  26. ↑ (EN) Basilica of Sts. Peter and Paul, su Basilicas in Italy, GCatholic.
  27. ↑ Il comune risulta appartenente all'Area Metropolitana di Catania - fonte Città Metropolitana di Catania, cittametropolitana.ct.it, 15 settembre 2023.
  28. ↑ Dati tratti da:
  29. ↑ Popolazione residente per cittadinanza o paese di nascita, su demo.istat.it. URL consultato il 9 aprile 2026.
  30. ↑ Mito e Storia di Aci e Galatea, su Comune di Acireale. URL consultato il 13 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2021).
  31. ↑ Percorsi e itinerari Mito e Natura | Aci e Galatea, su Ecomuseo "Riviera dei Ciclopi". URL consultato il 10 febbraio 2025.
  32. ↑ Debora Guglielmino, Aci e Galatea: il mito che diede il nome ai comuni etnei, su LiveUniCT, 4 maggio 2019. URL consultato il 10 febbraio 2025.
  33. ↑ Flavio Sirna, Storie di Sicilia - La leggenda di Aci, Polifemo e Galatea, su CataniaToday, 2 ottobre 2020. URL consultato il 10 febbraio 2025.
  34. ↑ Salvo Misseri, Aci e Galatea: l’amore come acqua travolgente, su LaLaPa, 11 febbraio 2021. URL consultato il 10 febbraio 2025.
  35. ↑ Francesco Spaghi, Aci e Galatea in un’enorme parete ad Acireale per rigenerare i luoghi del Mito: letteratura, arte e filosofia si fondono in un abbraccio eterno, su Art Vibes, 13 dicembre 2023. URL consultato il 10 febbraio 2025.
  36. ↑ Acireale: una storia incredibile che non conoscete, su Sicilia’s. URL consultato il 10 febbraio 2025.
  37. ↑ Aci e Galatea, la leggenda d’amore scorre dall’Etna fino al mare, su TradizioniSicilia, 29 ottobre 2014. URL consultato il 10 febbraio 2025.
  38. ↑ Mito di Aci e Galatea, su Raciti Palace, 30 agosto 2022. URL consultato il 10 febbraio 2025.
  39. ↑ La leggenda di Aci e Galatea, su Nivarata. URL consultato il 10 febbraio 2025.
  40. ↑ Vedi ad esempio Piano Territoriale Provinciale di Catania (ex art.12 L.R.9/86) | Relazione Generale dello Schema di Massima | Il Bosco di Aci, "il Bosco dello Scacchieri" (PDF), su Provincia di Catania. URL consultato l'8 aprile 2007 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
  41. ↑ Cenni storici - Origini, su Accademia di scienze, lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafnici. URL consultato il 2 maggio 2026.
  42. ↑ Museo della Basilica di S.Sebastiano, su museionline.info.
  43. ↑ Museo del Natale San Francesco, su comune.acireale.ct.it.
  44. ↑ Sito ufficiale, su vdj.it. URL consultato il 10 febbraio 2025.
  45. ↑ Sito ufficiale, su ecodelleaci.it. URL consultato il 20 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2009).
  46. ↑ La Sicilia ed il cinema, edito da Maimone a Catania, ISBN 8877510781.
  47. ↑ Marco Giusti, Stracult. Dizionario dei film italiani, Torino, Frassinelli, 2004, pp. 617-618, ISBN 88-7684-813-4.
  48. ↑ La vicenda si suppone comunque ambientata a Bagheria.
  49. ↑ Cavolo trunzu di Acireale, su Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus. URL consultato il 2 maggio 2026.
  50. ↑ Sicilia da scoprire / Storia e tradizioni del comune di Acicatena, su La Voce dell'Jonio.
  51. ↑ Il limone dell'Etna diventa IGP. Storia, produzione e caratteristiche, su Gambero Rosso, 1º novembre 2020.
  52. ↑ Disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta “LIMONE DELL'ETNA”, su Masaf.
  53. ↑ Tribunale dichiara fallita la Pozzillo. La famosa società di imbottigliamento acque minerali era stata bloccata nel 2006, su Radio RTM, 8 marzo 2008.
  54. ↑ Tomarchio bibite: una storia di gusto e di eccellenza, su spaghettiemandolino.it.
  55. ↑ Terme siciliane, dopo dieci anni nel dimenticatoio spuntano ulteriori promesse per la rinascita, su Quotidiano di Sicilia, 13 marzo 2024.
  56. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 20 settembre 2015.
  57. ↑ Dimessosi a seguito del suo arresto per voto di scambio.
  58. ↑ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.
  59. ↑ Corruzione: 8 arresti - Guardia di finanza in due comuni, su ANSA, 23 febbraio 2018.

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