Adelchi Albanesi

Adelchi Albanesi
arcivescovo della Chiesa cattolica
Alba fert lucem
 
Incarichi ricoperti
 
Nascita8 luglio 1883 a Castel San Giovanni
Ordinazione sacerdotale29 gennaio 1906
Nomina a vescovo13 dicembre 1937 da papa Pio XI
Consacrazione a vescovo30 gennaio 1938 dal vescovo Ersilio Menzani (poi arcivescovo)
Elevazione ad arcivescovo15 maggio 1956 da papa Pio XII
Morte21 marzo 1970 (86 anni) a Viterbo

Adelchi Albanesi (Castel San Giovanni, 8 luglio 1883 – Viterbo, 21 marzo 1970) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia

Nacque a Castel San Giovanni, in provincia e diocesi di Piacenza, l'8 luglio 1883.

Formazione e ministero sacerdotale

Nel 1895, all'età di 12 anni, entrò nel seminario vescovile di Piacenza.[1]

Il 29 gennaio 1906 fu ordinato presbitero.

Dopo l'ordinazione fu nominato vicario della parrocchia di Sant'Anna a Piacenza ed insegnante di lettere e sacra eloquenza presso il seminario vescovile; al contempo fu assistente ecclesiastico dei giovani di Azione cattolica, segretario della commissione diocesana per il catechismo, cappellano delle carceri militari e segretario del comitato di fondazione de "Il Nuovo Giornale" e del bollettino diocesano. Nel 1924, lasciando i precedenti incarichi, divenne parroco di San Nicolò a Trebbia, frazione del comune di Rottofreno.[2] Nel 1930 fu nominato arciprete di Salsomaggiore Terme, dove si adoperò per la costruzione della nuova chiesa di san Vitale, e vicario foraneo.

Il 18 febbraio 1935 ricevette il titolo onorifico di cameriere segreto soprannumerario di Sua Santità.[3]

Ministero episcopale

Il 13 dicembre 1937 papa Pio XI lo nominò vescovo di Bagnoregio;[4] succedette a Tranquillo Guarneri, deceduto il 21 luglio precedente. Il 30 gennaio 1938 ricevette l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di Piacenza, da Ersilio Menzani, vescovo di Piacenza, co-consacranti Gaetano Malchiodi, vescovo titolare di Cana, e Teodoro Pallaroni, vescovo di Sarsina. Il 15 maggio seguente prese possesso della diocesi.[5]

A Bagnoregio diede un impulso allo sviluppo del seminario vescovile e seguì gli inizi del bollettino diocesano.[2]

Il 14 aprile 1942 papa Pio XII lo nominò vescovo di Viterbo e Tuscania nonché abate ordinario di San Martino al Cimino;[6] succedette ad Emidio Trenta, deceduto il 24 gennaio precedente. Prese possesso della diocesi il 7 giugno dello stesso anno.[7]

Durante la prima fase del suo episcopato viterbese, segnato dalla seconda guerra mondiale, si occupò dell'assistenza spirituale e materiale del suo popolo. Terminato il conflitto, si impegnò per la ricostruzione delle chiese distrutte dai bombardamenti;[8] si interessò della riapertura del seminario interdiocesano e, come avvenuto a Bagnoregio, del bollettino diocesano. Compì tre visite pastorali alla diocesi: nel 1943, nel 1953 e nel 1959.[2]

Il 30 gennaio 1948 ricevette il titolo onorifico di assistente al Soglio Pontificio,[9] mentre il 15 maggio 1956 fu elevato alla dignità ad personam di arcivescovo.[10]

Fu presidente della Conferenza episcopale del Lazio superiore[11] e partecipò come padre conciliare alla prima sessione del Concilio Vaticano II.[10]

Ormai anziano, tra il 1964 e il 1967 gli fu affiancato il vescovo ausiliare Renato Spallanzani. Nel 1967, pur mantenendo il titolo di vescovo, lasciò il governo pastorale della diocesi di Viterbo e Tuscania al vescovo di Montefiascone e Acquapendente Luigi Boccadoro, nominato amministratore apostolico sede plena.[2]

Morì a Viterbo il 21 marzo 1970, all'età di 86 anni. Dopo le esequie, celebrate il 23 marzo nella cattedrale di Viterbo dal cardinale Mario Nasalli Rocca di Corneliano, fu sepolto nella cappella del clero presso il cimitero di Viterbo.[7] Un anno più tardi la salma fu traslata nel santuario di Santa Rosa.[8]

Genealogia episcopale

La genealogia episcopale è:

Note

  1. ↑ L'Arciprete di Salsomaggiore nominato Vescovo (JPG), in Libertà - La Scure, 14 dicembre 1937, p. 2. URL consultato il 26 ottobre 2025.
  2. 1 2 3 4 Albanesi Adelchi, in Dizionario Storico Biografico della Tuscia. URL consultato il 26 ottobre 2025.
  3. ↑ Acta Apostolicae Sedis (PDF), n. 27, Tipografia poliglotta vaticana, 1935, p. 419. URL consultato il 26 ottobre 2025.
  4. ↑ Acta Apostolicae Sedis (PDF), n. 29, Tipografia poliglotta vaticana, 1937, p. 450. URL consultato il 26 ottobre 2025.
  5. ↑ Mario Signorelli, Il Palazzo papale e la cattedrale di S. Lorenzo, Agnesotti, 1962, p. 174. URL consultato il 26 ottobre 2025.
  6. ↑ Acta Apostolicae Sedis (PDF), n. 34, Tipografia poliglotta vaticana, 1942, p. 150. URL consultato il 26 ottobre 2025.
  7. 1 2 Tuscia in pillole - ADELCHI ALBANESI VESCOVO, su www.lacitta.eu, 26 settembre 2021. URL consultato il 26 ottobre 2025.
  8. 1 2 Il ricordo per Adelchi Albanesi, il vescovo della ricostruzione, su Tusciaweb.eu, 21 marzo 2020. URL consultato il 26 ottobre 2025.
  9. ↑ Acta Apostolicae Sedis (PDF), n. 40, Tipografia poliglotta vaticana, 1948, p. 213. URL consultato il 26 ottobre 2025.
  10. 1 2 Catholic Hierarchy.
  11. ↑ Pasquale Bua, Roma, il Lazio e il Vaticano II: Preparazione, contributi, recezione, Edizioni Studium S.r.l., 29 maggio 2019, ISBN 978-88-382-4822-1. URL consultato il 26 ottobre 2025.

Collegamenti esterni

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