Adolfo Belimbau

Adolfo Belimbau (Il Cairo, 16 dicembre 1845 – Firenze, 14 giugno 1938) è stato un pittore italiano.
Biografia
Primogenito di Giacomo e Fortunata Bolaffi, agiati ebrei di origine toscana, nacque a Il Cairo, dove il padre si trovava per commerciare e vendere tappeti orientali[1]. Nel 1862 la famiglia rientrò a Livorno, dove continuò l'attività commerciale. Adolfo invece studiò pittura con il pittore Felice Provenzal (1825-1907), andando contro i desideri paterni che lo vedevano invece occupato nella gestione della ditta di famiglia[1].
Nel corso degli anni '60 dell'Ottocento, frequentò direttamente gli ambienti macchiaioli dove fece conoscenza tra gli altri Eugenio Cecconi, con cui condivise uno studio a Livorno[1][2]. In questi anni l'artista dipinse soprattutto opere raffiguranti i ceti bassi della società (operai, artigiani, gente umile)[1]. Nel 1870 espose per la prima volta a Torino[2] e nel 1875 i due viaggiarono in Nordafrica[1], specialmente in Tunisia[2], dove si dedicarono a dipingere soggetti orientali. L'anno seguente, una volta tornato a casa, ricominciò ad esporre, di nuovo temi di vita contadina e popolare. Nel 1886 organizzò, insieme ad altri, la Prima Esposizione di Belle Arti a Livorno, che venne inaugurata dal principe Amedeo di Savoia, duca d'Aosta. In questa rassegna artistica parteciparono più di cento artisti, per un totale di circa cinquecento opere[1]. In questi anni viene ritratto nel suo studio dal pittore Luigi Bechi (Il pittore Belimbau nello studio, 1880-85, collezione privata), che lo raffigura seduto, davanti al cavalletto, mentre è intento a leggere il giornale[3].

Nel 1887 espose all'Esposizione Nazionale di Venezia due opereː Prima del minuetto e Orselia (conosciuta anche come Aischelia[4])[5], la seconda un soggetto orientale. Nel 1890 si trasferì a Firenze dove condivise per la seconda volta uno studio insieme all'amico Cecconi, e iniziò su commissione di privati a riprodurre spesso le sue opere[3]. Nel 1897, venne ritratto dal pittore Vittorio Matteo Corcos, non più come pittore a riposo, ma come gentiluomo elegante che si sta preparando a uscire di casa, opera che verrà seguita tre anni dopo dal ritratto della moglie Anna Blum, sempre di mano dello stesso ritrattista[6][7].
Con il nuovo secolo, l'artista iniziò a dipingere ritratti e scene borghesi[5], e istituì la Fondazione Livornese di Studi Ebraici Adolfo Belimbau.
Attivo fino in tarda età nel 1929 espose alla Galleria Geri di Milano dei paesaggi egiziani[8]. In seguito alla morte della moglie Anna nel 1936, ne progettò l'urna sepolcrale per il cimitero degli Inglesi a Firenze[9][10], città dove morì nel 1938 a 92 anni[1]. È sepolto anche lui nel cimitero acattolico di Firenze vicino all'urna funeraria della moglie[9][10].
Opere (selezione)
(Dove non indicato diversamente, la fonte è: Andrea Baboni, La pittura toscana dopo la macchia 1865‑1920.)
- Momento di riposo (Un pisolino) (1872), olio su tela, Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze[11]
- Fanciulli in giardino (1875-80)
- Strada in collina (1875-80)
- Un momento di riposo (1881)
- Dopo il lavoro (1881)
- Chiacchiere (1881)
- Acquaiole (1881 circa)
- Dalla fontana (1882)
- Dalla cantina (1882)
- Asciugatura del granturco in Val d'Orcia (1884)
- Fiori di siepe (1884)
- Saida (Studio di testa) (1886)
- Testa di studio (1886)
- Testa di studio (1886)
- Testa di studio (1886)
- Una strada a Levico (1887)
- Orselia (1887)
- Prima del minuetto (1887)
- Ritratto di giovane donna (1887), olio su tela, Museo Civico di Castelfranco Veneto[12]
- Alla fonte (1888), olio su tela, Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze[13]
- Nel 1810 (1889)
- Una cicala (1889)
- Studio di testa (1889)
- Studio (1891-92)
- Istinto materno (1891-92)
- Pensierosa (1891-92)
- Fanciulla seduta (1895)
- Paesaggio toscano (1895-1900)
- Paesaggi egiziani (1929 circa)
- Une page d'Amour (non datato)
- Una fonte a Livorno (non datato)
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 InStoria - Su Adolfo Belimbau, su www.instoria.it. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 3 Belimbau Adolfo *, su Istituto Matteucci. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 Andrea Baboni, La pittura toscana dopo la macchia 1865‑1920, Firenze, Deagostini, 1994, p. 126.
- ↑ Belimbau Adolfo * - Istituto Matteucci, in Istituto Matteucci. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 Belimbau Adolfo (1845 - 1938). Biografia. Quadri in vendita., su Società di Belle Arti. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Corcos: i sogni della Belle Époque, Venezia, 2014, pp. 199-200. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Portrait of the painter Adolfo Belimbau in his studio, by Luigi Bechi..., su Getty Images, 10 luglio 2012. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Belimbau Adolfo, su Recta Galleria d'arte - Roma. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 (EN) monumento funebre post 1936/04/28 - ante 1939/06/14, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 (EN) Julia Bolton Holloway, Florence's English Cemetery, 1827-1877: Thunders of White Silence, Cambridge Scholars Publishing, 31 ottobre 2024, pp. 297-298, ISBN 978-1-0364-1378-1. URL consultato il 18 maggio 2026.
- ↑ (EN) Momento di riposo (Un pisolino) interno con figura femminile dipin, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Adolfo Belimbau, su www.museocastelfrancoveneto.tv.it. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ (EN) Alla fonte scena di vita cittadina dipinto 1888 - 1888, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 17 maggio 2026.
Voci correlate
Altri progetti
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