Adolfo Natalini

Torre Natalini (Roermond)

Adolfo Natalini (Pistoia, 10 maggio 1941 – Firenze, 22 gennaio 2020) è stato un architetto italiano. Era considerato uno degli iniziatori dell'architettura radicale, di cui tracciò le origini nel nº 10&11 della rivista Spazioarte, curato da Ugo La Pietra.[1].

Biografia

Boscotondo, Helmond
Il nuovo Museo dell'Opera del Duomo a Firenze

Si laureò nel 1966 a Firenze e, nel medesimo anno, fondò il Superstudio con Cristiano Toraldo di Francia, a cui poi si unirono Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris e Alessandro Poli.

L'esperienza del Superstudio terminò dopo circa venti anni; i progetti maturati durante quel periodo trovarono ampio risalto sulle riviste specializzate. Opere realizzate e progetti di questa esperienza fanno parte delle collezioni di musei come il Museum of Modern Art a New York, Museo d'Israele a Gerusalemme, il Deutsches Architekturmuseum a Francoforte sul Meno e il Centro Georges Pompidou a Parigi.[2]

Alla fine degli anni sessanta, con Roberto Barni, Umberto Buscioni e Gianni Ruffi fu membro della Scuola di Pistoia. Fu accademico ordinario nell'Accademico delle Arti del Disegno di Firenze[3].

Gli viene conferito nel 2006 il premio Leone di Pietra alla 10ª Mostra Internazionale di Architettura di Venezia nella sezione "Città di Pietra" (capogruppo Adolfo Natalini, Enrico Nieri, Lapo Galluzzi, Saverio Pisaniello, Franco Puccetti).

Proseguendo l'attività autonoma, Natalini elaborò una serie di progetti in Italia, Germania e Paesi Bassi. Docente presso l'Università di Firenze, nel 1991 assieme a Fabrizio Natalini creò lo studio "Natalini Architetti".

Nella fase successiva all'esperienza del Superstudio, la ricerca di Natalini si orientò verso la città storica, la memoria collettiva e i caratteri dei luoghi. In questo quadro partecipò ripetutamente al convegno internazionale di architettura Identità dell'architettura italiana, inteso come sede di confronto fra generazioni e differenti orientamenti della cultura progettuale italiana ed europea.[4] Fu fra i relatori delle edizioni del 2015, del 2017 e del 2019.[5][6][7]

Progetti e realizzazioni

Scrittoio disegnato da Natalini

Note

  1. ↑ Adolfo Natalini, Spazioarte, n.10&11, giugno-ottobre 1977, pp.6-11
  2. ↑ Firenze, addio all'architetto Adolfo Natalini, su la Repubblica, 23 gennaio 2020. URL consultato il 23 gennaio 2020.
  3. ↑ "Elenco ordinari classe architettura", su aadfi.it. URL consultato il 29 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2014).
  4. ↑ Lo studio, su Natalini Architetti. URL consultato il 1º agosto 2026.
  5. ↑ Identità dell'architettura italiana, su Ordine degli Architetti di Milano, 3 dicembre 2015. URL consultato il 1º agosto 2026.
  6. ↑ Identità dell'Architettura Italiana 2017. Due giornate di confronto a Firenze, su Professione Architetto, 27 novembre 2017. URL consultato il 1º agosto 2026.
  7. ↑ Identità dell'Architettura Italiana 2019, su Professione Architetto, 29 novembre 2019. URL consultato il 1º agosto 2026.
  8. ↑ Cristina Donati, Adolfo Natalini: chi sposa lo zeitgeist resta presto vedovo, su ilgiornaledellarchitettura.com, 17 settembre 2019. URL consultato il 10 dicembre 2025.

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