Agnifili
| Agnifili | |
|---|---|
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| Titoli | Baroni di Forcella |
| Fondatore | Francesco detto "Cecco" (capostipite) Amico Agnifili (fondatore) |
| Data di fondazione | XIV secolo (origine) XV secolo (fondazione) |
| Data di estinzione | XIX secolo |
| Etnia | Italiana |
La famiglia Agnifili (poi Agnifili del Cardinale) è stata una famiglia nobile italiana dell'Aquila[1].
Storia

Il casato si ritiene abbia avuto origine con Amico Agnifili che, nato da un'umile famiglia armentizia di Rocca di Mezzo – i Coletta di Cecco, secondo alcune fonti – , una volta eletto vescovo dell'Aquila, adottò l'appellativo "Agnifili" (da "Agniphilo", ossia "amico degli angeli")[2]. Il vescovo si dotò inoltre di uno stemma araldico raffigurante un agnello sormontato da un libro, di cui esiste una versione murata su di un portale sito in Largo dell'Annicola, nel suo paese natale[2].
Grazie al prestigio acquisito dal vescovo Amico – che in seguito fu cardinale e candidato papa al conclave tenutosi nel 1471 – , la famiglia acquisì una notevole importanza divenendo in breve tempo una delle principali della regione; per il legame con il fondatore, era nota con l'aggiunta della specifica "del Cardinale"[3]. L'episcopato di Amico si suddivise in due mandati poiché nel 1472 abdicò in favore del nipote Francesco Agnifili tornando poi ad occupare la sede vescovile, seppur per pochi mesi, alla morte di quest'ultimo[2].
Tra il XVI e il XVII secolo gli Agnifili si consolidarono come una delle famiglie più potenti dell'Aquila[4]. A partire dal 1614, nell'ambito di un corposo processo di rinnovamento dell'oligarchia cittadina che si protrasse per tutto il XVII secolo, vissero invece un momento di crisi, venendo anche escluse dalla camera aquilana[5].
Altri esponenti familiari di rilievo furono un altro Amico Agnifili, ecclesiastico, poeta e membro dell'Accademia dei Fortunati, e Francescantonio Agnifili, camerlengo dell'Aquila nel 1736[6].
Albero genealogico
Di seguito è riportato l'albero genealogico della famiglia Agnifili a partire dal capostipite Francesco, detto "Cecco", attestabile nel XIV secolo, fino ad Alessandro, vissuto tra il XVI e il XVII secolo, dal quale scaturirono i discendenti che si estinsero nel XIX secolo, stilato dallo storico aquilano Giuseppe Rivera[7]:
| Francesco[A 1] (Cecco) | ||||||||||||||
| Coletta | ||||||||||||||
| Amico[A 2] 1398-1476 | Nicola | Paolo[A 3] fl. 1455, 1459 e 1463 | Babbo | Pietro | ||||||||||
| Pietroamico | Francesco[A 4] ...-1476 | Giorgio | Giorgio ...-1505 sp. Violante Alfieri | Amico | Giovanni[A 5] fl. 1449 | Jacopo | ||||||||
| Andrea 1480-... | Amico[A 6] 1482-... | Isabella sp. Giovanni Crispomonti | Giovanni Battista 1496-... | Amico[A 7] fl. 1485 e 1493 | ||||||||||
| Violante 1507-... | Giorgio[A 7] fl. 1554 | Giovanni Vincenzo fl. 1554 | Paolo fl. 1554 | Giovanni Battista fl. 1577 | ||||||||||
| Andrea[A 8] | Amico[A 9] ...-1601 | Alessandro fl. 1608 | Girolamo[A 6] ...-1640 | |||||||||||
| Discendenti | ||||||||||||||
Stemma

Lo stemma degli Agnifili era spaccato: nel 1º d'argento all'agnello al naturale sormontato da un libro di rosso; nel 2º di verde[8].
Dimore
Una delle principali dimore aquilane degli Agnifili fu l'edificio noto con il nome di Palazzo Salvati Agnifili, all'angolo tra la via Agnifili e via del Cardinale (con quest'ultimo appellativo che ricorda la popolare denominazione del casato in omaggio ad Amico Agnifili)[9].
Note
- Annotazioni
- ↑ Capostipite della famiglia, di origine armentizia, visse a Rocca di Mezzo.
- ↑ Vescovo dell'Aquila e cardinale di Santa Balbina e Santa Maria in Trastevere, adottò uno stemma per la propria stirpe, che assunse via via i connotati di una famiglia nobile.
- ↑ Camerlengo dell'Aquila e famiglio del re del Regno di Napoli Ferrante d'Aragona.
- ↑ Vescovo dell'Aquila.
- ↑ Camerlengo dell'Aquila.
- 1 2 Abate di Collimento.
- 1 2 Abate di Collimento e canonico del duomo dell'Aquila.
- ↑ Canonico del duomo dell'Aquila.
- ↑ Abate di Collimento, poeta e membro dell'Accademia dei Fortunati.
- Riferimenti
- ↑ Crispomonti (1629-1634), p. 51.
- 1 2 3 Amico Agnifili (PDF), su portalecultura.egov.regione.abruzzo.it (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2025).
- ↑ Pásztor (1960), in DBI.
- ↑ Mantini (2009), p. 168.
- ↑ Mantini (2009), p. 170.
- ↑ Clementi e Piroddi (1986), passim.
- ↑ Rivera (1905), pp. 18-20, nota n. 334.
- ↑ Elenco delle famiglie nobili d'Abruzzo, su casadalena.it.
- ↑ Centofanti e Brusaporci (2011), p. 165.
Bibliografia
- Mario Centofanti e Stefano Brusaporci, Il disegno della città e le sue trasformazioni (PDF), in Simonetta Ciranna e Manuel Vaquero Pineiro (a cura di), L'Aquila oltre i terremoti: costruzioni e ricostruzioni della città, Città e Storia, vol. 6, n. 1, Roma, Università degli Studi Roma Tre, 2011, SBN AQ10125642. URL consultato il 23 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2024).
- Alessandro Clementi e Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986, ISBN 88-420-2799-5.
- Claudio Crispomonti, Historia dell'origine et fondazione della città dell'Aquila, ms., vol. 2, L'Aquila, 1629-1634, ISBN non esistente.
- Silvia Mantini, L'Aquila spagnola (PDF), 2ª ed., Roma, Aracne, 2009, ISBN 978-88-548-3042-4 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2016).
- Edith Pásztor, Amico Agnifili, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 1, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.
- Giuseppe Rivera, Catalogo delle scritture appartenenti alla Confraternita di Santa Maria della Pietà nell'Aquila, in Deputazione abruzzese di storia patria, Bollettino della Società di storia patria Anton Ludovico Antinori negli Abruzzi, punt. 1, L'Aquila, Tipografia Aternina di Santini Simeone Editore, 1905, ISBN non esistente.
