Air Raiders

Air Raiders
videogioco
PiattaformaAtari 2600
Data di pubblicazioneMondo/non specificato febbraio 1983[1]
GenereSimulatore di volo
TemaGuerra
OrigineStati Uniti
SviluppoM-Network
PubblicazioneM-Network
DesignLarry Zwick[2]
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di input2600 Controller
SupportoCartuccia

Air Raiders è un videogioco simulatore di volo esclusivo per Atari 2600, sviluppato e pubblicato da M-Network nel 1983.

Modalità di gioco

In Air Raiders, il giocatore assume il ruolo di pilota di un caccia e ingaggia combattimenti aerei contro un implacabile assalto di caccia nemici. Ogni colpo andato a segno aumenta il punteggio e bisogna anche evitare di essere colpiti dai cannoni antiaerei, che possono far perdere al proprio aereo fino a quindici livelli di quota. Egli dispone di una quantità limitata di munizioni e carburante, quindi, durante la battaglia deve tenere d'occhio gli indicatori e ogni tanto effettuare atterraggi d'emergenza. Per atterrare, è necessario avvicinarsi alla pista di atterraggio e diminuire la quota con cautela. Dopo il rifornimento, il giocatore preme il pulsante per decollare di nuovo.

Il titolo offre diversi livelli di difficoltà, che possono essere regolati tramite il selettore di difficoltà della console. La posizione "A" offre un'esperienza più impegnativa, con bombardamenti nemici più difficili da evitare. La partita finisce quando si esauriscono le munizioni o si schianta l'aereo.

Accoglienza

Air Raiders è stato descritto come un gioco di simulazione in prima persona altamente sottovalutato.[3] Una recensione su Epinions ha affermato che esso era impressionante.[4]

Note

  1. ↑ (EN) Atari VCS game releases dates, su atariarchive.org. URL consultato il 31 maggio 2023.
  2. ↑ (EN) James Hague, The Giant List of Classic Game Programmers, su dadgum.com.
  3. ↑ (EN) Atari 2600 Reviews A-A by The Video Game Critic, su Videogamecritic.com, 1º giugno 2004. URL consultato il 5 giugno 2023.
  4. ↑ (EN) Chad Polenz, I wish it played as well as it looked, su Epinions, 16 aprile 2008. URL consultato il 4 giugno 2023 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2011).

Bibliografia

Collegamenti esterni