al-Mu'azzam
| al-Malik al-Muʿazzam | |
|---|---|
| Emiro di Damasco | |
| In carica | 1218 – 1227 |
| Predecessore | Al-'Adil I |
| Successore | An-Nasir Dawud |
| Nascita | Il Cairo, 1176 |
| Morte | Damasco, 11 novembre 1227 |
| Dinastia | Ayyubidi |
| Religione | Islam sunnita |
al-Malik al-Mu'azzam (in arabo الملك المعظم?, al-Malik al-Mu'aẓẓam; Il Cairo, 1176 – Damasco, 11 novembre 1227) è stato un membro della dinastia ayyubide, emiro di Damasco dal 1218 al 1227 sotto il sultanato di suo fratello al-Kamil. È stato considerato un faqīh e apparteneva al madhhab hanafita.
Nome
L'antroponimo completo di questa figura, compresi tutti i suoi titoli, è al-Malik al-Muʿaẓẓam Sharaf al-Dīn ʿĪsā ibn Sayf al-Dīn Aḥmad (in arabo الملك المعظم شرف الدين عيسى بن سيف الدين أحمد) composto dalle seguenti parti:
- al-Malik al-Muʿaẓẓam (الملك المعظم): laqab, lett. "il sovrano magnifico"
- Sharaf al-Dīn (شرف الدين): laqab, lett. "gloria della Fede"
- ʿĪsā (عيسى): nome personale
- ibn Sayf al-Dīn Aḥmad (بن سيف الدين أحمد): patronimico, lett. "figlio di Sayf al-Dīn Aḥmad"
Biografia
Il 5 febbraio 1200, suo padre, al-ʿĀdil, prende il controllo dell'Egitto, depone il nipote al-Malik al-Manṣūr, e diventa sultano supremo dell'impero ayyubide. In quell'occasione nomina il figlio al-Malik al-Muʿaẓzam viceré di Damasco[1]. Nel 1203, al-Malik al-Muʿaẓzam, su richiesta del padre, guida una spedizione contro Acri, più che altro per dimostrare il potere bellico dell'impero[2]. Nel luglio 1211, tenta nuovamente di prendere la città, durante l'assenza di Giovanni di Brienne a Tiro per il suo coronamento, ma la resistenza dei difensori lo spingono a rinunciare all'impresa[3]. Si trova in Siria nel novembre 1217, respingendo una prima ondata di crociati ungheresi a seguito della Quinta crociata[4].
La seconda ondata di crociati attacca l'Egitto, con lo scopo di scambiare poi la città di Damietta con territori in Terrasanta. Al-ʿĀdil è allora troppo anziano per dirigere le truppe e i figli al-Kāmil e al-Muʿaẓzam prendono la testa dell'esercito rispettivamente in Egitto e in Siria. Durante l'assedio di Damietta, al-Muʿaẓzam tenta una diversione attaccando Cesarea: distrugge la città per poi essere fermato davanti alla cittadella difesa dai cavalieri Templari. Il 25 agosto 1218, i Crociati prendono la Torre della catena, un importante elemento difensivo di Damietta, che impediva l'accesso al Nilo alle navi crociate[5].
Al-ʿĀdil muore il 31 agosto 1218, consigliando ai figli di cedere Gerusalemme ai crociati, in cambio della partenza dall'Egitto. La successione di al-ʿĀdil I avviene senza urti per Malik al-Muʿaẓzam a Damasco, ma gli emiri egiziani complottano per rovesciare al-Kāmil e sostituirlo con il fratello più giovane e più controllabile al-Fāʾiz Ibrāhīm. Al-Kāmil, non sentendosi al sicuro, fugge dall'accampamento nella notte dal 4 al 5 febbraio 1219. Al-Muʿaẓzam viene in suo aiuto e sottomette i congiurati; fa poi abbattere le mura di Gerusalemme nel mese di marzo 1219, pensando di cedere la città ai Franchi. Difatti, a più riprese (nei mesi di giugno e luglio) al-Kāmil propone la restituzione di Gerusalemme, ma il legato pontificio Pelagio d'Albano rifiuta. I Crociati prendono Damietta il 5 novembre 1219. Nel luglio 1221, riprendono l'offensiva e marciano verso Il Cairo, ma al-Kāmil fa aprire le chiuse delle dighe che regolano l'afflusso delle acque del fiume sul territorio. I Crociati rimangono sorpresi dall'inondazione delle acque del Nilo che ne paralizza l'avanzata[6]. Le truppe cristiane vengono in buona parte fatte prigioniere e solo la restituzione di Damietta permetterà loro di lasciare liberamente l'Egitto[7].
La resistenza musulmana e la finale vittoria alla fine della Quinta crociata è stato un successo dovuto alla collaborazione dei tre fratelli al-Muʿaẓzam, al-Kāmil e al-Ashraf, sultano di Khilat e della Giazira. Ma alla fine dell'anno 1223, approfittando della scomparsa del cugino al-Malik al-Manṣūr Moḥammed (m. 1222), emiro di Hama, al-Muʿaẓzam tenta di impossessarsi della città. L'intervento dei fratelli al-Kāmil e al-Asraf lo obbligano a rinunciare.
Più tardi, nel 1226, al-Ashraf arriva a Damasco per chiedergli aiuto contro le incursioni dei Corasmi, ma al-Muʿaẓzam lo trattiene in cattività per forzarlo a prestargli man forte contro al-Kāmil. Al-Ashraf, una volta liberato, non rispetta i patti e si allea con il fratello al-Kāmil. Al che, al-Muʿaẓzam si allea con i Corasmi contro i fratelli, che hanno inviato nel frattempo un'ambasciata presso l'imperatore Federico II, promettendogli Gerusalemme in cambio di aiuti militari. La guerra tra i fratelli è sul punto di scoppiare, quando al-Malik al-Muʿaẓzam muore improvvisamente l'11 novembre 1227.
Gli succede il figlio al-Nāṣir Dāʾūd (1204-1258), sultano de Damasco dal 1227 al 1229 ed in seguito emiro di Transgiordania dal 1229 al 1258.
Note
- ↑ Grousset, p. 200.
- ↑ Grousset, p. 212.
- ↑ Grousset, p. 224.
- ↑ Grousset, pp. 231-2.
- ↑ Grousset, pp. 236-241.
- ↑ (FR) Cronologia delle crociate del cavaliere e storico curdo Abū l-Fidāʾ (1206-1227), su Histoire Islamique, 13 settembre 2014. URL consultato il 24 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2016).
- ↑ Grousset, pp. 241-268.
Bibliografia
- (FR) René Grousset, Histoire des Croisades et du royaume franc de Jérusalem, III. 1188-1291 L'anarchie franque, Parigi, Perrin, 1936, ISBN 2-262-02569-X.
- (FR) Amin Maalouf, Les croisades vues par les arabes, J'ai lu, 1983, ISBN 978-2-290-11916-7.
Voci correlate
- Ayyubidi
- al-ʿĀdil I
- Quinta crociata
- Al-Nasir Da'ud
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 1634149844942602960006 · ISNI (EN) 0000 0000 7781 0387 · CERL cnp01222884 · LCCN (EN) nr93042701 · GND (DE) 141087641 · J9U (EN, HE) 987007306599905171 |
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