Alaska
| Alaska stato federato | |
|---|---|
| (EN) State of Alaska | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Amministrazione | |
| Capoluogo | Juneau |
| Governatore | Mike Dunleavy (R) dal 2018 |
| Lingue ufficiali | inglese, inupiaq, yupik siberiano centrale, yupik dell'Alaska centrale, alutiiq, unangan, dena’ina, deg hit’an, holikachuk, koyukon, kolchan, gwich'in, tanana, alto tanana, tanacross, hän, ahtna, eyak, tlingit, haida, tsimshian |
| Data di istituzione | 3 gennaio 1959 |
| Territorio | |
| Coordinate del capoluogo | 58°26′40″N 134°13′47″W |
| Altitudine | 580 m s.l.m. |
| Superficie | 1 717 854 km² |
| Abitanti | 737 270[1] (2025) |
| Densità | 0,43 ab./km² |
| Contee | 16 borough e 11 aree censuarie |
| Comuni | 150 comuni |
| Stati federati confinanti | |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC-9, -10 |
| ISO 3166-2 | US-AK |
| Nome abitanti | (IT) alascani/alaskani/aleutini[2] (EN) alaskan |
| Rappresentanza parlamentare | 1 Rappresentante: Nick Begich III (R) 2 Senatori: Lisa Murkowski (R), Dan Sullivan (R) |
| Soprannome | (EN) The Last Frontier («L'ultima frontiera») |
| Motto | (EN) North to the Future («Nord verso il futuro») |
| Cartografia | |
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| Sito istituzionale | |
L'Alaska (pron. /aˈlaska/[3]; in inglese , /əˈlæskə/), italianizzata in Alasca[4][5] (in aleutino Alax̂sxax̂; in inupiaq Alaaskaq; in alutiiq Alas'kaaq; in tlingit Anáaski; in russo Аляска?, Aljaska), la cui sigla è AK, è uno stato federato degli Stati Uniti d'America. Situato nella estremità nordoccidentale del continente americano, fa parte degli Stati Uniti occidentali ed è un'exclave degli Stati Uniti d'America: è separata da qualsiasi altro stato degli Stati Uniti d'America. Confina a est con il Canada, in particolare con il Territorio dello Yukon e con la Columbia Britannica, ed è bagnato a nord dal Mar Glaciale Artico e a sud dall'oceano Pacifico; a ovest lo stretto di Bering lo separa dalla Čukotka, nella regione storica della Siberia, in Russia.
Con 1717854 km² di area, è lo stato più esteso degli Stati Uniti d'America, ma è scarsamente popolato: nel 2024 la popolazione dello Stato era di 740 133 abitanti[1]; il dato lo rende il 48º tra gli Stati federati per popolazione. Circa la metà degli abitanti vive nell'area metropolitana di Anchorage, centro principale dello Stato. L'economia dell'Alaska è dominata dalle riserve di petrolio, gas naturale e dall'industria della pesca, risorse di cui dispone in abbondanza. Anche il turismo occupa una parte significativa dell'economia.
Anche se era stato occupato per migliaia di anni dalle popolazioni indigene, la regione funse da punto di ingresso dei primi coloni delle Americhe attraverso il ponte di terra dello stretto di Bering. L'Impero russo fu il primo a colonizzare attivamente l'area a partire dal XVIII secolo. Gli Stati Uniti d'America acquistarono l'Alaska dalla Russia il 30 marzo 1867 per 7,2 milioni di dollari (151 milioni di dollari al netto dell'inflazione nel 2022), a circa due centesimi per acro (4,74 $/km²). L'area ha attraversato diversi cambiamenti amministrativi prima di essere considerata come un territorio organizzato l'11 maggio 1912. È stato ammesso come 49º stato degli Stati Uniti d'America il 3 gennaio 1959.
Origini del nome
Il toponimo Alaska è derivato dalla parola alaxsxaq che ha come significato «grande paese» o «terraferma» (più letteralmente: l'oggetto contro cui si dirige l'azione del mare) nella lingua degli Aleutini o Unangan (come essi si chiamavano nella propria lingua)[6].
Il soprannome dell'Alaska è The Last Frontier (usato anche nelle targhe automobilistiche), e il mammifero scelto come simbolo dello Stato è l'alce.
Storia
Epoca pre-coloniale
Diversi popoli indigeni occuparono l'Alaska per migliaia di anni prima dell'arrivo dei popoli europei nell'area. Studi linguistici e del DNA hanno fornito prove di insediamento nell'America settentrionale attraverso il ponte di terra dello stretto di Bering.[7][8] Nel sito Upward Sun River nella valle di Tanana in Alaska furono ritrovati i resti di una bambina di sei settimane; il DNA della bambina ha rivelato che essa apparteneva a una popolazione geneticamente distinta dagli altri gruppi di nativi presenti altrove nel Nuovo Mondo alla fine del Pleistocene. Ben Potter, l'archeologo dell'Università dell'Alaska - Fairbanks che nel 2013 ha portato alla luce i resti nel sito di Upward Sun River, ha denominato questo nuovo gruppo "antichi beringiani".[9]
Il popolo Tlingit sviluppò una società basata su un sistema di parentela matrilineare per la discendenza e la trasmissione della proprietà nell'attuale Alaska sud-orientale, nonché in alcune aree della Columbia Britannica e dello Yukon. Sempre nella regione sud-orientale vivevano gli Haida, oggi rinomati per le loro forme d'arte uniche. Il popolo Tsimshian giunse in Alaska dalla Columbia Britannica nel 1887, quando il presidente Grover Cleveland, e poi il Congresso degli Stati Uniti, diedero loro il permesso di insediarsi sull'Annette Island, dove fondarono la città di Metlakatla. Tutti e tre questi popoli, oltre ad altri popoli indigeni della costa pacifica nord-occidentale, furono soggetti a epidemie di vaiolo dal tardo XVIII secolo fino alla metà del XIX secolo, con le epidemie più devastanti negli anni 1830 e 1860, che causarono moltissime vittime e sconvolgimento sociale.[10]
Colonizzazione


Alcuni ricercatori ritengono che il primo insediamento russo in Alaska sia stato fondato nel XVII secolo.[11] Secondo questa ipotesi, nel 1648 diverse imbarcazioni di tipo Koč della spedizione di Semën Dežnëv approdarono in Alaska a causa di una tempesta e fondarono questo insediamento. Tale ipotesi si basa sulla testimonianza del geografo ciukcio Nikolaj Daurkin, il quale aveva visitato l'Alaska nel 1764-1765 e riferito dell'esistenza di un villaggio sul fiume Kheuveren, popolato da "uomini barbuti" che "pregavano davanti alle icone". Alcuni studiosi moderni identificano il Kheuveren con il fiume Koyuk.[12]
Si ritiene generalmente che la prima imbarcazione europea a raggiungere l'Alaska sia stata la *St. Gabriel*, al comando del rilevatore Michail Gvozdev e dell'assistente navigatore Ivan Fyodorov, il 21 agosto 1732, nel corso di una spedizione guidata dal cosacco siberiano A. F. Shestakov e dall'esploratore russo Dmitry Pavlutsky (1729–1735).[13] Un altro contatto europeo con l'Alaska avvenne nel 1741, quando Vitus Bering guidò una spedizione per la Marina russa a bordo della St. Peter. Dopo che l'equipaggio fece ritorno in Russia con pelli di lontra marina, considerate le più pregiate al mondo, piccoli gruppi di commercianti di pellicce iniziarono a salpare dalle coste della Siberia alla volta delle isole Aleutine. Il primo insediamento europeo permanente fu fondato nel 1784.
Tra il 1774 e il 1800, la Spagna inviò diverse spedizioni in Alaska per ribadire le proprie rivendicazioni sul Pacifico nord-occidentale, territorio considerato parte della Nuova Spagna e amministrato da Città del Messico. Nel 1789, presso la baia di Nootka furono costruiti un insediamento e un forte spagnoli. Tali spedizioni diedero il nome a località quali Valdez, la baia di Bucareli e Cordova. Successivamente, tra l'inizio e la metà del XIX secolo, la Compagnia russo-americana attuò un programma di colonizzazione più esteso. Sitka, situata sull'isola di Baranof, nell'Arcipelago Alessandro (nell'odierna Alaska sud-orientale) e rinominata "Nuovo Arcangelo" tra il 1804 e il 1867, divenne la capitale dell'America russa; mantenne tale ruolo anche dopo il passaggio della colonia agli Stati Uniti. I russi non colonizzarono mai completamente l'Alaska e la colonia non si rivelò mai particolarmente redditizia; tuttavia, tracce della presenza russa sopravvivono ancora oggi in tutta l'Alaska sud-orientale, testimoniate dalla toponomastica e dalle chiese.[14]

Nel 1867 William H. Seward, Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America con il presidente Andrew Johnson, negoziò l'acquisto dell'Alaska con i russi per 7,2 miliardi di dollari, definito in senso dispregiativo "la follia di Seward".[15] Anche l'imperatore russo Alessandro II aveva pianificato la vendita.[16] L'acquisto fu perfezionato il 30 marzo 1867. Sei mesi più tardi, i commissari giunsero a Sitka e venne organizzato il trasferimento formale. La cerimonia di innalzamento della bandiera ebbe luogo a Fort Sitka il 18 ottobre 1867: 250 soldati statunitensi in uniforme marciarono verso la residenza del governatore a Castle Hill, dove le truppe russe ammainarono la bandiera russa e fu issata quella statunitense. Tale evento viene celebrato come "Alaska Day", una festività ufficiale che ricorre il 18 ottobre.
Inizialmente l'Alaska fu governata in modo informale dalle forze armate e, a partire dal 1884, fu amministrata come distretto, con un governatore nominato dal presidente degli Stati Uniti. A Sitka aveva sede un tribunale distrettuale federale. Per gran parte del primo decennio sotto la bandiera statunitense, Sitka fu l'unico insediamento abitato da coloni americani; essi organizzarono un "governo cittadino provvisorio", il primo governo municipale dell'Alaska, sebbene privo di riconoscimento legale.[17] La normativa che consentiva alle comunità dell'Alaska di costituirsi legalmente in municipalità fu introdotta nel 1900, mentre l'autonomia amministrativa per le città rimase estremamente limitata o inesistente fino all'ottenimento dello status di stato nel 1959.
America russa

In seguito il territorio fu annesso all'Impero russo, che tuttavia lo colonizzò solo marginalmente (l'attività principale allora era la caccia alle lontre, alle foche e ad altri animali da pelliccia). Di fatto la regione divenne zona di commercio delle pellicce per le compagnie commerciali russe "Selikov" e "Golicov" che ebbero come base Kodiak dal 1784. Nel 1799 fu fondata la Compagnia russo-americana, autorizzata dallo zar Paolo I a commerciare fino al 52º parallelo nord. La regione rimase emarginata dalla vita politica ed economica dell'Impero russo: la maggior parte dei pochi russi che si trasferivano in Alaska preferiva tornare in Russia dopo essersi arricchiti.
La colonizzazione russa dell'Alaska si scontrò con altri due colonialismi: quello britannico e soprattutto quello spagnolo. Inoltre i russi cercarono di estendere il loro dominio anche più a sud, con il tentativo di installare una colonia in California durante gli anni 1810: il progetto non ebbe esito positivo e innervosì notevolmente le cancellerie spagnole.
Il commercio con i nativi americani non era sempre pacifico, anzi molto spesso era basato sui ricatti degli europei nei confronti dei nativi, che rispondevano attaccando alcune piccole concessioni russe, con uno stato di guerra latente che si protraeva anche dopo la fine degli scontri. I nativi furono però definitivamente sconfitti verso la fine degli anni 1840. Agì come pacificatore dei conflitti l'attività dei missionari ortodossi, che riuscirono sia a convertire molti nativi, sia a convincere il governo locale russo a limitare le attività di saccheggio, ruberia e repressione armata nei confronti degli indigeni.
Acquisto dell'Alaska

Nel 1867 gli Stati Uniti acquistarono l'Alaska dalla Russia per 7200000 $, (poco più di 4 $/km²). L'acquisto, passato alla storia con il nome di Alaska Purchase, fu gestito dal segretario di Stato William H. Seward e venne ratificato dal Senato degli Stati Uniti il 9 aprile 1867. Il passaggio di sovranità avvenne il 18 ottobre dello stesso anno. Il fatto non entusiasmò molto l'opinione pubblica statunitense di allora, che considerava l'Alaska un territorio inospitale e del tutto inutile (venne soprannominata "Capriccio di Seward" e "Ghiacciaia di Seward"). Ogni anno l'ultimo lunedì di marzo si ricorda l'avvenimento con il Seward's Day e il 18 ottobre con l'Alaska Day.
Nel 1884 divenne un distretto dell'Oregon. Nel 1898 in Alaska venne scoperto l'oro: questo fatto provocò una vera e propria invasione di cercatori d'oro, tra cui anche lo scrittore Jack London, e di conseguenza anche la colonizzazione del territorio. Altro oro venne scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska fu utilizzata come base di partenza per i cercatori; questo favorì la crescita delle prime città e delle prime strade nell'entroterra della regione sud-orientale, come collegamento verso lo Yukon.
Divenuto territorio organizzato nel 1912, il 7 luglio 1958 il presidente Eisenhower firmò l'Alaska Statehood Act che rese l'Alaska uno Stato degli USA a tutti gli effetti, entrando nell'Unione come il 49º Stato il 3 gennaio 1959.
Nel 1968 fu scoperto il più grande giacimento di petrolio e di gas naturale di tutto il Nordamerica, sfruttato pienamente a partire dal 1977, quando un oleodotto lungo circa 1300 km collegò i giacimenti al porto di Valdez.
Nel 1976 fu creato l'Alaska Permanent Fund, un fondo che investe una porzione delle entrate minerarie dello Stato, incluse le entrate del Trans-Alaskan Pipeline System, a beneficio di tutte le generazioni di Alaskani. Al giugno 2003, il valore del fondo ammontava a 24 miliardi di dollari.
Si è proposto più volte di realizzare un ponte o un tunnel attraverso lo stretto di Bering (85 km), ma sia per ragioni economiche sia per ragioni strategico-militari questa idea non è mai stata portata avanti.
Simboli
- Motto: North to the future
- Soprannomi: L'ultima frontiera o Terra del sole di mezzanotte
- Uccello dello Stato: pernice bianca, adottata dalla Legislatura Territoriale nel 1955
- Pesce dello Stato: salmone reale, adottato nel 1962
- Fiore dello Stato: nontiscordardimé nativo, adottato dalla Legislatura Territoriale nel 1917
- Fossile dello Stato: mammuth lanoso, adottato nel 1986
- Gemma dello Stato: giada, adottata nel 1968
- Insetto dello Stato: libellula schiumaiola, adottata nel 1995
- Mammifero dello Stato: alce, adottato nel 1998
- Minerale dello Stato: oro, adottato nel 1968
- Canzone dello Stato: Alaska's Flag
- Sport dello Stato: dog mushing (gare di slitte trainate da cani), adottato nel 1972
- Albero dello Stato: abete rosso di Sitka, adottato nel 1962.
Geografia
Geografia fisica



Situata nell'estremo angolo nord-occidentale dell'America settentrionale, molto prossima all'Asia, l'Alaska è lo stato più settentrionale ed occidentale degli Stati Uniti, ma ha anche la longitudine più orientale degli Stati Uniti perchè le isole Aleutine si estendono nell'emisfero orientale.[18] L'Alaska è uno dei due stati non contigui agli Stati Uniti continentali, insieme alle Hawaii; circa 800 km di territorio canadese, appartenente alla Columbia Britannica, separano l'Alaska dallo stato di Washington. Tecnicamente fa parte degli Stati Uniti continentali, ma non vi viene inclusa nell'uso colloquiale del termine. La capitale, Juneau, si trova sulla terraferma, ma non è collegata via terra al resto del sistema stradale nordamericano.
L'Alaska confina con il territorio canadese dello Yukon e la provincia canadese della Columbia Britannica; confina con il golfo dell'Alaska e l'Oceano Pacifico a sud e sud-ovest, con il mare di Bering, lo stretto di Bering e il mare dei Ciukci ad ovest e con l'Oceano Artico a nord. Le acque territoriali dell'Alaska confinano con le acque territoriali russe nello stretto di Bering, dato che l'isola russa Grande Diomede e quella alaskana di Piccola Diomede distano solamente 4,8 km. L'Alaska ha la linea costiera più estesa di tutti gli altri stati federati messi insieme.[19]

(n proiezione conica equisuperficiale di Albers)
Con i suoi 1717854 km² di area totale, l'Alaska è di gran lunga lo stato più esteso degli Stati Uniti; ha oltre il doppio dell'area del secondo stato più esteso, il Texas, ed è più estesa dei tre maggiori stati (Texas, California e Montana) combinati. L'Alaska è la settimana maggiore divisione sub-nazionale del mondo e, se fosse uno stato indipendente, sarebbe il 18° più esteso del mondo, paragonabile in area all'Iran.[20]
Con le sue numerosissime isole, l'Alaska ha circa 55000 km di linea costiera; le isole Aleutine si estendono da ovest fino al margine meridionale della penisola di Alaska; nelle regioni costiere e aleutine si trovano diversi vulcani. L'isola Unimak ad esempio ospita il monte Shishaldin, un vulcano occasionalmente attivo che si innalza fino a 3000 metri di altitudine sul Pacifico del Nord. La catena vulcanica si estende fino al monte Spurr, ad ovest di Anchorage sulla terraferma. I geologi identificano l'Alaska come parte della Wrangellia, una grande regione che comprende diversi stati e province canadesi nel Pacifico nord-occidentale, che sta attivamente subendo un processo di formazione continentale.[21]
Nella baia di Turnagain, appena a sud di Anchorage, si verifica una delle maree più estese del mondo; qui l'altezza delle maree può superare 10,7 metri.[22]
L'Alaska conta più di 409000 laghi naturali con area maggiore o uguale di un ettaro;[23] il lago Iliamna è il più esteso dello stato. Paludi e il permafrost delle zone umide coprono 487700 km², principalmente nelle pianure settentrionali, occidentali e sud-occidentali; i ghiacciai coprono circa 75000 km² dello stato.[24] Il ghiacciaio di Bering è il più grande del Nord America, con i suoi 5200 km² di estensione.[25]
Ghiacciai

In Alaska si trovano numerosi ghiacciai, di seguito i maggiori in elenco alfabetico ghiacciaio Baker, ghiacciaio Barry, ghiacciaio Billings, ghiacciaio Burns, ghiacciaio Cap, ghiacciaio Cascade, ghiacciaio Cataract, ghiacciaio Coxe, ghiacciaio Exit, ghiacciaio Explorer, ghiacciaio Margerie, ghiacciaio Godwin, ghiacciaio Gulkana, ghiacciaio Harriman, ghiacciaio Holgate, ghiacciaio Hubbard, ghiacciaio Knik, ghiacciaio Learnard, ghiacciaio Matanuska, ghiacciaio Mendenhall, ghiacciaio Nelchina, ghiacciaio Nenana, ghiacciaio Northwestern, ghiacciaio dell'Orso, ghiacciai Penniman, ghiacciaio Pigot, ghiacciaio Portage, ghiacciaio Rainy, ghiacciaio Serpentine, ghiacciaio Spencer, ghiacciaio Stairway, ghiacciaio Surprise, ghiacciaio Taku, ghiacciaio Tazlina, ghiacciaio Tebenkof, ghiacciaio Trail (Alaska), ghiacciaio Vassar, ghiacciaio Worthington.
Isole
Grazie anche alle numerose isole, le coste dell'Alaska superano i 54700 km di lunghezza. La serie di isole che si estende a ovest della punta sudoccidentale dell'Alaska è nota come l'arcipelago delle Aleutine. Molte di queste isole ospitano vulcani attivi: per esempio, il monte Shishaldin (3042 m) sull'isola di Unimak. La serie di vulcani raggiunge Mount Spurr, a ovest di Anchorage, sulla terraferma.
Montagne
In Alaska si trova il monte McKinley[26], la montagna più alta di tutto il Nordamerica, 6 201 metri s.l.m.[27]
Idrografia
Numerosi sono i fiumi e i laghi, tra questi ce ne sono più di tre milioni con una superficie di almeno 8 ettari. Gran parte del territorio dell'Alaska è gestito dal governo federale come foresta nazionale, parco nazionale, e rifugio naturale nazionale. Vi sono luoghi in Alaska che sono comune terreno pubblico demaniale (terreno del BLM) ma che sono probabilmente più spettacolari di molti parchi nazionali negli altri Stati. Molti dei parchi statali dell'Alaska sarebbero parchi nazionali se fossero in altri Stati.
In gran parte dell'Alaska i servizi sono gestiti dalle cosiddette ANCSA corporations; le tredici più importanti operano a livello regionale, mentre ne esistono dozzine di locali.
Clima
L'Alaska ha un clima freddo che però si può suddividere in quattro aree:
- la costa sud, in particolare Juneau (unica città in cui le massime medie di gennaio sono superiori a 0 °C, media: −8 °C/1 °C) che gode delle condizioni più miti dello Stato (già Anchorage, sempre sulla costa sud, che è situata circa al 60º parallelo ha una media di gennaio di −3 °C/−13 °C; le medie di luglio sono sui 15 °C) ma che è anche l'area più nevosa per l'oceano che fa accumulare umidità: gli accumuli medi raggiungono e spesso superano di gran lunga il Québec e Hokkaidō (in cui cadono rispettivamente tra i 3, i 5 e i 7 metri) e in alcune parti arrivano a una media di 8 metri con copertura che va da 1–2 mesi di Juneau e la sua area e i 4–5 mesi dell'interno di Anchorage;
- l'interno, che ha il clima che ci si aspetta dall'Alaska (Fairbanks ha una media di gennaio di −19 °C/−28,5 °C e di luglio di 12 °C/22 °C; tuttavia sono dati presi dal centro, dove vi è l'isola di calore urbana: altre località spesso sono più fredde e le medie di gennaio arrivano a −34 °C, più o meno quanto i più freddi luoghi dello Yukon, vicini a Old Crow) in cui le medie mensili sono sotto zero 8 mesi all'anno e si registrano le temperature più basse (−62,1 °C a Prospect Creek[28], ma notizie non ufficiali riportano dati più bassi) e più alte (38 °C a Fort Yukon, che d'inverno scende spesso sotto i −40 °C); la copertura nevosa dura da 6 a 7–8 mesi e i fiumi sono liberi dai ghiacci solo 4 mesi;
- la costa occidentale, che ha inverni freddi (stretto di Bering gelato) ed estati fresche;
- la costa artica, in cui le medie di gennaio sono −23 °C e i −30 °C e di luglio tra i 4 °C e i 6 °C (Barrow, la punta nord, ha a febbraio −21 °C/−31 °C, a luglio 1 °C/5 °C): le precipitazioni sono scarsissime, sui 200-250 mm l'anno, la maggior parte in estate, il mare è gelato da ottobre a giugno con temperatura massima di 1 °C, la copertura nevosa rimane da settembre a inizio giugno, ma i residui si vedono tutto l'anno.
In Alaska sono state registrate temperature da record come il già citato primato di Prospect Creek, Fairbanks −62 °C, Chandalar −59 °C, Fort Yukon −58 °C e Barrow −53 °C.
Effetti del cambiamento climatico
L'Alaska è una delle regioni del mondo in cui il riscaldamento globale è più evidente. Secondo i rapporti di Berkeley Earth, la temperatura media in Alaska è aumentata di circa 2 °C tra il 1970 e il 2005. A causa della crisi climatica, gli incendi boschivi nelle aree forestali boreali hanno raggiunto livelli di scala e frequenza in Alaska che non sono stati raggiunti per almeno 10 000 anni.[29] Nel 2019 l'Alaska è stata colpita, al pari di Siberia e Groenlandia, da vasti incendi boschivi, causati da un riscaldamento anomalo delle zone artiche.[30]
Regioni dell'Alaska
Centro-meridionale
La regione più popolosa dell'Alaska comprende Anchorage, la valle Matanuska-Susitna e la penisola di Kenai; ricadono in quest'area anche le aree rurali e scarsamente popolate a sud della catena dell'Alaska e ad ovest dei monti Wrangell, oltre allo stretto di Prince William e alle comunità di Cordova e Valdez.[31]
Sud-orientale
Anche definita Alaska Panhandle o Inside Passage, quella sud-orientale è la regione dell'Alarka più prossima agli Stati Uniti contigui; fu qui che si concentrò la maggior parte degli insediamenti iniziali non indigeni negli anni successivi all'acquisto dell'Alaska. La regione è dominata dall'arcipelago Alessandro, oltre che dalla Foresta nazionale di Tongass, la più estesa foresta nazionale degli Stati Uniti. Comprende la capitale dello stato, Juneau, l'ex capitale Sitka e Ketchikan, un tempo la maggiore città dell'Alaska.[32] La Alaska Marine Highway fornisce un collegamento di trasporto terrestre vitale in tutta l'area e nel paese, poiché solo tre comunità (Haines, Hyder e Skagway) hanno collegamenti diretti al sistema stradale degli Stati Uniti contigui.[33]
Interno

L'Interno rappresenta la regione più estesa dell'Alaska, gran parte della quale è selvaggia e disabitata. Fairbanks è l'unica grande città della regione, e nell'area si trova il Parco nazionale del Denali. In questa regione si trova anche il Denali, a livello federale designato come monte McKinley, che è la più alta cima dell'America settentrionale.
North Slope
Il North Slope ("versante settentrionale") è ricoperto per la gran parte da tundra, nella quale si trovano piccoli villaggi. L'area è nota per le sue enormi riserve di petrolio, e comprende sia la National Petroleum Reserve–Alaska che il Prudhoe Bay Oil Field.[34] La città di Utqiaġvik, un tempo conosciuta come Barrow, è la città più a nord degli Stati Uniti e si trova in questa regione; anche il borough di Northwest Arctic, prossimo a Kotzebue e comprendente anche la valle del fiume Kobuk, è considerato parte di questa regione. Gli Iñupiat del North Slope e dell'Artico nord-occidentale raramente si considerano un unico popolo.[35]
Sud-occidentale
L'Alaska sud-occidentale è una regione scarsamente popolata che si estende per circa 800 km verso l'interno dal mare di Bering. Gran parte della sua popolazione vive lungo la costa e la regione comprende anche l'isola Kodiak.[36] Il grande delta del Yukon–Kuskokwim, uno dei maggiori delta fluviali del mondo,[37] si trova in questa regione; parti della penisola di Alaska vengono considerati parte della regione sud-occidentale, e vengono spesso comprese anche le isole Aleutine.
Isole Aleutine

Sebbene economicamente facciano parte principalmente dell'Alaska sud-occidentale, le isole Aleutine sono talvolta considerate un gruppo a sé stante a causa della loro separazione geografica dal continente. Questa catena, composta da oltre 300 piccole isole vulcaniche, si estende per più di 1900 km nell'Oceano Pacifico. Alcune di queste isole si trovano nell'emisfero orientale, ma la Linea internazionale del cambio di data è stata tracciata a ovest del 180° meridiano per mantenere l'intero stato, e quindi l'intero continente nordamericano, entro lo stesso giorno legale. Due delle isole, Attu e Kiska, furono occupate dalle forze giapponesi durante la seconda guerra mondiale.[38]
Società
Evoluzione demografica
Secondo il censimento del 2020[39] la popolazione dell'Alaska è così divisa etnicamente:
- Bianchi: 59,4%
- Nativi americani o dell'Alaska: 15,2%
- Meticci: 12,2%
- Asioamericani: 6,0%
- Afroamericani: 3,0%
- Altre etnie: 2,5%
- Nativi delle Hawaii e delle isole del Pacifico: 1,7%
Lingue
Dal 2014 lo Stato ha ventuno lingue ufficiali. Sono l'inglese e venti lingue indigene: l'inupiaq, lo yupik siberiano centrale, lo yupik dell'Alaska centrale, l'alutiiq, l'unangan, il dena’ina, il deg hit’an, l'holikachuk, il koyukon, il kolchan, il gwich’in, il tanana, il alto tanana, il tanacross, l'hän, l'ahtna, l'eyak, il tlingit, l'haida, il tsimshian[40]. La lingua più parlata è l'inglese, dall'89,7% della popolazione. Il 5,2% è ripartito tra le lingue indigene ancora vive; segue lo spagnolo con il 2,9%.
Religione

L'Alaska, così come gli Stati del Nord Pacifico, è tra i meno religiosi degli Stati Uniti. Secondo i dati raccolti dal Pew Research Center, le confessioni religiose sono così suddivise:[41]
- Cristiani: 62%
- Protestanti: 35%
- Cattolici: 16%
- Mormoni: 5%
- Ortodossi: 5%
- Altre religioni: 6%
- Non affiliati: 31%
La percentuale di ortodossi è dovuta alla colonizzazione russa e all'opera missionaria condotta tra gli indigeni aleutini.
Città e cittadine importanti
La città più popolosa dell'Alaska è Anchorage, con una popolazione di 399 148 abitanti (censimento 2018 Anchorage Municipality, Alaska American FactFinder).
La lista delle città più estese (superficie del territorio municipale) degli Stati Uniti vede tre città dell'Alaska ai primi tre posti: nell'ordine Sitka, Juneau e Anchorage (Jacksonville in Florida occupa il quarto posto in questa lista).
Città con più di 10 000 abitanti
Città con meno di 10 000 abitanti
- Sitka già Novo-Archangel'sk (Hово-Архангельск cioè "Nuova Arcangelo") (8 881 nel 2010)
- Ketchikan (8 050 nel 2010)
- Wasilla (7 831 nel 2010)
- Kenai (7 686 nel 2007)
- Bethel (6 325 nel 2020)
- Kodiak (5 581 nel 2020)
- Palmer (5 937 nel 2010)
- Homer (5 524 nel 2006)
- Unalaska (4 347 nel 2005)
- Utqiaġvik già Barrow (4 335 nel 2016)
- Valdez (3 976 nel 2010)
- Soldotna (3 759 nel 2000)
- Nome (3 598 nel 2010)
- Kotzebue (3 201 nel 2010)
- Petersburg (3 030 nel 2011)
- Seward (2 830 nel 2000)
- Dillingham (2 249 nel 2010)
- Prudhoe Bay (1 310 nel 2020)
- Haines (1 657 nel 2020)
Problemi
Tra i problemi della popolazione dell'Alaska bisogna ricordare l'alcolismo, causato soprattutto dall'isolamento di alcune comunità, dai lunghi periodi di buio invernale, dalle difficoltà negli spostamenti. In alcune zone l'alcol è addirittura vietato. L'alcolismo genera altri problemi come l'alto numero di suicidi, le violenze domestiche e la sindrome alcolica fetale nei bambini dovuta all'abuso di alcol da parte di donne in gravidanza, che genera nei bambini disfunzione in alcuni organi, basso peso alla nascita, ritardo nello sviluppo, e in alcuni casi epilessia.
La condizione di essere "terra di frontiera", con limitate regole etiche e fortissimi interessi economici in ballo e, per i critici, anche con scarsi controlli, ha portato come conseguenza a diversi fenomeni di "disinvoltura economico-politica" nel paese, con casi di corruzione, sperpero, e finanziamenti ritenuti clientelari (buona parte del territorio sconfinato è di diretta competenza statale, ed è stato ampiamente e interessatamente concesso a grandi società private). È emblematica la figura del senatore Theodore Stevens (Zio Ted) coinvolto per decenni in tali generose concessioni; il ripetersi di tali fenomeni ha prodotto la definizione per l'Alaska, da parte degli altri Stati dell'Unione, di luogo della corruzione, e dello sperpero dei beni di proprietà comune. Nonostante la politica attuale dell'Alaska cerchi di limitare questi fenomeni, la consuetudine degli altri Stati dell'Unione di citare l'Alaska come luogo di eventi di questo tipo è ancora molto presente.
L'Alaska è l'unico Stato degli Stati Uniti, fatta eccezione per il Colorado, in cui è consentito il possesso per uso personale di circa 30 grammi di marijuana.
Economia e lavoro
Nel 2007 il prodotto interno lordo dell'Alaska è stato di 44 miliardi di $, che lo pone al 45º posto fra i 50 Stati. Il reddito pro capite per l'anno 2007 è stato di 40042 $ (15º negli Stati Uniti).
L'economia dell'Alaska ha come pilastri la pesca e l'estrazione di petrolio e gas naturale. Se un tempo la prima era predominante (salmoni, aringhe, merluzzi) ora è la seconda a essere la principale fonte di ricchezza dello Stato.
La pesca occupa un importante ruolo nell'economia dell'Alaska, e fornisce un ampio surplus destinato all'esportazione.
In campo agricolo, a causa delle difficili condizioni climatiche, si coltivano prodotti piuttosto resistenti (patate, orzo e avena) e l'allevamento è penalizzato dal fatto che i pascoli sono inutilizzabili per quasi otto mesi all'anno[42]. Per questi motivi la produzione di latte e latticini, bestiame, verdure e vivai è appena sufficiente per il fabbisogno interno, perciò gran parte dei generi alimentari sono importati da regioni del mondo più adatte all'agricoltura. Più fiorenti sono gli allevamenti di animali da pelliccia e renne.
Le foreste forniscono ottimo legname destinato alla costruzione di mobili e all’edilizia, come abeti, cedri, betulle.
Anche le attività industriali sono ridotte e si limitano alla lavorazione del pesce, del legname e alla raffinazione del petrolio,[43] perciò anche i prodotti non alimentari sono in gran parte importati. I costi delle importazioni sono molto elevati a causa delle spese di trasporto e questo contribuisce a tenere alto il costo della vita nonostante i sussidi governativi per gli abitanti dello Stato.
Il sottosuolo è sfruttato in maniera massiccia grazie ai giacimenti e gran parte degli abitanti lavora per il governo o nel campo dell'estrazione e del trasporto delle risorse naturali: petrolio greggio, gas naturale, carbone, oro, metalli preziosi, zinco e altri minerali, legname e prodotti in legno. Un altro settore di impiego è in ambito militare a causa delle molte basi militari presenti nello Stato.
Le entrate ingenti derivanti dal petrolio servono in parte ad alimentare l'Alaska Permanent Fund.
Il settore turistico è poco sviluppato ma in crescita per via della spettacolarità dei paesaggi naturali e per possibilità di effettuare escursioni anche grazie all'ausilio degli spostamenti in treno effettuati dalla Alaska Railroad e alle numerose crociere che fanno tappa nei maggiori porti. Apprezzate dai turisti sono poi le escursioni fatte sulle slitte trainate dai cani, molto usate in passato soprattutto durante l'epoca della corsa all'oro. Di questo mezzo di trasporto esistono importanti gare: molto popolare è quella che si svolge a marzo per 1 850 km tra Anchorage e Nome, la Iditarod Trail Sled Dog Race per ricordare l'impresa compiuta nel 1925 quando delle slitte riuscirono a raggiungere il piccolo villaggio di Nome per portare le medicine per combattere un'epidemia.
In Alaska le comunicazioni sono assicurate in diverse maniere. La rete stradale non è molto sviluppata a causa della scarsità della popolazione, delle grandi distanze e della natura del suolo, per gran parte dell'anno ricoperto da ghiaccio o neve o formato da permafrost. Le strade sono presenti soprattutto nella parte meridionale dello Stato, la ferrovia dell'Alaska unisce le città principali e lo stato al Canada. La capitale dello Stato non è collegata da strade e si può raggiungere solo tramite aerei o navi.
Sulla costa del Pacifico, molte località usufruiscono di un servizio navale per merci e passeggeri. Ancor più diffuso è il trasporto aereo, molte sono le linee aree locali e molto utilizzati sono gli idrovolanti che atterrano sui numerosi laghi.
Galleria d'immagini
Note
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Collegamenti esterni
- (EN) Sito ufficiale, su alaska.gov.
- Alaska, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Alaska, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
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