Alberto Meschi

Il monumento con il titolo "Cararia", nome latino di Carrara, raffigura al centro della scultura Alberto Meschi, in fraterno e fermo atteggiamento di difesa di un gruppo di cavatori, accompagnati da dei bambini e una donna che circondano il leader sindacale. Al fianchi dell'iscrizione, le conquiste migliorative dell'orario di lavoro ottenute dalla Camera del lavoro di Carrara sotto la guida di A. Meschi: cavatori ore 6/5; minatori ore 6

Alberto Meschi (Borgo San Donnino, 27 maggio 1879 – Carrara, 11 dicembre 1958) è stato un anarchico e sindacalista italiano.

Biografia

Muratore e autodidatta, fin da ragazzo entra nelle organizzazioni operaie della Spezia.[1][2] Emigrò in Argentina nel 1905, dove fu attivo nelle organizzazioni libertarie e sindacali; espulso nel 1909, rientrò in Italia alla fine dello stesso anno.[3] e dal 1911 dirige la Camera del Lavoro di Carrara a capo delle lotte dei cavatori apuani e dei lavoratori della Versilia, soldato nella Prima guerra mondiale, finisce prigioniero nei Carpazi, alla fine del conflitto ritorna a casa e riprende subito il suo posto a Carrara, entrando a far parte del Consiglio generale dell'Unione Sindacale Italiana. Dopo l'avvento del fascismo nel maggio 1922 Meschi ripara in Francia è tra i fondatori della Concentrazione Antifascista e della Lega italiana diritti dell'uomo. Lo ritroviamo in Spagna durante la guerra civile nella Colonna Rosselli, sino alla caduta della Repubblica, ritornato in Francia viene arrestato dal governo collaborazionista di Petain. Alla fine del 1943 con una rocambolesca fuga ritorna in Italia e, all'indomani della Liberazione del 25 aprile 1945, viene incaricato dal CLN di dirigere la Camera del lavoro di Carrara, che resse sino al 1947. Da allora, per circa 20 anni sino alla morte ha continuato ad interessarsi di problematiche sindacali unitarie svolgendo anche attività pubblicista dedicandosi alla pubblicazione de "Il Cavatore", un foglio sindacale.

In piazza Antonio Gramsci a Carrara è collocato il monumento Cararia (1965), opera dello scultore Ezio Nelli, che raffigura Meschi tra i cavatori; sulle fiancate sono scolpite le riduzioni dell’orario di lavoro ottenute sotto la sua guida.[4][5]

Sindacato

Provvedimenti sindacali

Con la vita avventurosa e la sua opera di sindacalista è diventato il personaggio simbolo del sindacalismo apuano. Segretario della Camera del Lavoro dal 1911 all'immediato dopoguerra, con la parentesi del Ventennio, Meschi dal carattere tenace e spigoloso ma anche capace uomo di mediazione nelle lunghe contrattazioni sindacali, seppe comporre le lacerazioni interne fra componenti socialiste, repubblicane ed anarchiche e guidare i lavoratori a conquiste sindacali e sociali che rimasero esemplari: la più rilevante, probabilmente, fu la riduzione dell'orario da 12 ore a 6,50 per i lavoratori del marmo.

Note

  1. ↑ MESCHI, Alberto Guglielmo Mario – scheda biografica, su bfscollezionidigitali.org. URL consultato il 25 agosto 2025.
  2. ↑ Alberto Meschi, su anpi.it. URL consultato il 25 agosto 2025.
  3. ↑ MESCHI, Alberto Guglielmo Mario – scheda biografica, su Biblioteca Franco Serantini – Collezioni digitali. URL consultato il 25 agosto 2025.
  4. ↑ Monumento a Alberto Meschi (“Cararia”), 1965 – descrizione e iscrizioni, su Biblioteca Franco Serantini – Pietre anarchiche. URL consultato il 25 agosto 2025.
  5. ↑ (EN) Carraria – Monumento a Alberto Meschi (1965), su Statues – Hither & Thither. URL consultato il 25 agosto 2025.

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Collegamenti esterni

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