Alcimede
| Alcimede | |
|---|---|
| Saga | Le Argonautiche |
| Nome orig. | Ἀλκιμέδη |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | femmina |
| Professione | principessa di Filace |
Alcimede (in greco antico Ἀλκιμέδη?, Alkimèdē), conosciuta anche con i nomi di Anfinome (in greco antico Ἀμφινόμη?, Amphinòmē) o Polimela (in greco antico Πολυμήλη?, Polymḕlē) o Perimeda è un personaggio della mitologia greca. Fu una principessa di Filace.
Genealogia
Figlia di Filaco e di Climene, sposò Esone ed ebbe i figli Giasone[1][2][3][4] e Promaco.[5][6]
Mitologia
Quando Alcimede partorì Giasone, finse che fosse nato morto per non farlo imprigionare da Pelia e poi lo diede a Chirone per nasconderlo.[7] Assieme al figlio Promaco fu rinchiusa da Pelia che aspirava al trono del regno di Iolco (legittimamente spettante al marito Esone). Giasone tornò per liberare la sua famiglia ma il Pelia con abili scuse lo inviò a recuperare il vello d'oro come condizione per la loro liberazione ed il ragazzo organizzò una spedizione con gli argonauti. Ma Pelia non aspettò il ritorno degli argonauti e fece condannare a morte Alcimede e la sua famiglia. Alcimede invece preferì suicidarsi da sola, dopo aver maledetto Pelia per aver ucciso suo figlio Promaco davanti ai propri occhi.
Pareri secondari
Secondo altri mitografi Alcimede non era la madre bensì uno dei figli di Giasone scampato, sempre in questa versione, alla morte da parte di sua madre Medea e colei che uccise i suoi figli per vendicarsi del marito Giasone.
Alcimede, insieme ai suoi fratelli rimasti in vita, venne uccisa dagli abitanti di Corinto, per vendicare Glauce e Creonte anch'essi morti per mano della madre.
Note
- ↑ Apollonio Rodio, 1.47, 233
- ↑ Omero, Odissea 12.69
- ↑ Gaio Valerio Flacco, 1.297
- ↑ Igino, Fabulae 3, 13 & 14
- ↑ Diodoro Siculo, Bibliotheca Historica, 4. 50. 2
- ↑ Apollodoro, Biblioteca 1.9.27
- ↑ APOLLONIUS RHODIUS, ARGONAUTICA BOOK 1 - Theoi Classical Texts Library 32-34, su theoi.com. URL consultato l'8 luglio 2022.
Bibliografia
Fonti
- Pausania, Perigesi della Grecia, Libro II 3.6
- Pseudo-Apollodoro, Libro I - 9, 28
- Claudio Eliano, Storie varie V,21