Aldo Miniussi

Aldo Miniussi, nome di battaglia "Riva" (Trieste, 15 giugno 1924 – Trieste, 23 febbraio 1945) è stato un partigiano italiano, combattente della Brigata Garibaldi-Natisone durante la Resistenza nella Venezia Giulia.

Biografia

Nato a Trieste in una famiglia di radicate tradizioni antifasciste (il padre Raimondo Miniussi, operaio, subì persecuzioni e discriminazioni sul lavoro da parte del regime per il suo rifiuto di iscriversi al Partito Nazionale Fascista), Aldo crebbe nel clima di forte tensione politica della Trieste degli anni Trenta e Quaranta. [1]

Il transatlantico Conte di Savoia e l'incrociatore Cadorna nel cantiere di Monfalcone prossimo al varo.

Da giovanissimo trovò impiego come operaio specializzato presso i Cantieri Riuniti dell'Adriatico (CRDA) di Monfalcone, dove peraltro esiste già fin dal 1909 un ambiente lavorativo caratterizzato da una forte coscienza di classe, grazie alla nutrita presenza antifascista tra gli operai composta soprattutto da militanti socialisti ed anarchici. [2]

Centinaia di operai dei CRDA, in larghissima parte giovani e poco più che ventenni, presero parte attiva alla lotta di Liberazione arruolandosi nei G.A.P. (Gruppi di Azione Patriottica ) e nelle brigate partigiane, subendo tuttavia una durissima repressione.[3]

L'armistizio di Badoglio è dell'8 settembre 1943, e nello stesso giorno gli alleati sono già sbarcati a Salerno: in quasi tutte le fabbriche d'Italia vi sono scioperi e comizi.

Ed è proprio nella notte tra il 9 e 10 settembre che le maestranze del cantiere scendono in piazza in tuta blu da lavoro (il "terlis"), e nasce la famosa "Brigata Proletaria": una formazione di circa 800 operai che rappresentò la più grande unità partigiana costituitasi in Italia nelle prime fasi della Resistenza. [1]

La Battaglia di Gorizia

Quando gli operai raggiungono Gorizia sono oltre 2000, occupano l'aeroporto di Merna e la stazione di Gorizia, unendosi al IX Corpus sloveno e ai gruppi partigiani italiani. Qui gli scontri andranno avanti fino al 28 di settembre, ma la preponderanza delle truppe di occupazione tedesche - che dispongono di panzern e copertura aerea - è troppa, i partigiani caduti si contano a centinaia, ed alla fine i combattenti della Brigata Proletaria - male armati e senza nessuna esperienza di guerra in quanto sono in maggioranza operai -, non potranno far altro che ripiegare o fuggire. [4]

L'impegno nella Resistenza

In seguito alla dura repressione che ne seguirà e alla conseguente istituzione della Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) da parte degli occupanti tedeschi, Miniussi scelse attivamente la via della clandestinità per sottrarsi alla leva forzata e per combattere il regime nazifascista.

Entrato nel movimento partigiano, operò inizialmente in collegamento con le formazioni emiliane nel settore di Modena, dove partecipò alle prime delicate fasi di organizzazione delle brigate di montagna. Successivamente, su disposizione dei comandi, rientrò nel proprio territorio d'origine nella Venezia Giulia, dove le condizioni della lotta partigiana erano rese drammatiche dalla compresenza delle forze d'occupazione naziste, dei collaborazionisti della Repubblica Sociale Italiana e dalle complesse dinamiche di frontiera.

Arruolatosi nei quadri della Divisione Garibaldi Natisone, assunse il nome di battaglia di "Riva". Con la sua unità prese parte a numerose azioni di sabotaggio e di guerriglia finalizzate a interrompere le linee di comunicazione tedesche e a contrastare i rastrellamenti nei pressi del capoluogo giuliano.

Arresto e morte

Nell'inverno tra il 1944 e il 1945, l'alto comando tedesco intensificò le operazioni di controguerriglia nella provincia di Trieste, avvalendosi di spie e delatori. Durante uno di questi feroci rastrellamenti, Miniussi venne intercettato dalle forze nazifasciste.

Condotto in prigionia, venne sottoposto a duri interrogatori e torture affinché rivelasse i dettagli logistici della sua brigata, mantenendo tuttavia il silenzio. Il 23 febbraio 1945, a poche settimane dalla definitiva liberazione della città, Aldo Miniussi venne fucilato all'età di vent'anni.

Note

  1. 1 2 Donne e Uomini della Resistenza: Aldo Miniussi, su anpi.it, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. URL consultato il 28 maggio 2026.
  2. ↑ Venne dal Carso la bomba destinata al Duce, su ilpiccolo.it, Il Piccolo. URL consultato il 28 maggio 2026.
  3. ↑ Redazione, Ottant'anni fa a Monfalcone la Brigata Proletaria, su Il Monfalconese, 8 settembre 2023. URL consultato il 29 maggio 2026.
  4. ↑ Battaglia di Gorizia (9-27 settembre 1943) - Dizionario online della Resistenza, su dizionarioresistenzafvg.it, 17 giugno 2024. URL consultato il 1º luglio 2026.

Bibliografia

  • Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, Quaderni della Resistenza giuliana, Trieste.
  • Galliano Fogar, Dall'antifascismo alla Resistenza nelle provincie di confine, Udine, 1966.
  • Andrea Berrini, Noi siamo la classe operaia: i duemila di Monfalcone. Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2004. ISBN 88-8490-479-X

Voci correlate

Collegamenti esterni