Aldo Tagliaferro

Aldo Tagliaferro

Aldo Tagliaferro (Legnano, 1936 – Neviano degli Arduini, 2009) è stato un artista e fotografo italiano.

Protagonista della ricerca concettuale e sperimentale degli anni Sessanta e Settanta assieme al gruppo della Mec-Art di cui faceva parte[1], ha caratterizzato il suo lavoro per un approccio di critica dei mass media, dell'identità e della percezione contemporanea, utilizzando la fotografia per mettere in discussione i meccanismi della percezione e dell'informazione.

Biografia

Gli esordi e il passaggio alla fotografia

Dopo un approccio alla pittura vicino al realismo esistenziale lombardo dal 1965 si distacca dalla pittura, preferendo il mezzo fotografico.[2] Espone il primo lavoro con le immagini fotografiche al premio di pittura San Fedele di Milano nel 1965.[3] Nella serie degli anni '60 ha dedicato una serie di immagini dedicate alla manipolazione dell'immagine e alla critica dei media, in particolare tra il 1964 e il 1968 realizza la serie di lavori "Rapporto quotidiano politico", immagine riportate su tela attraverso la tecnica dell'emulsione fotografica che analizzano e criticano certi eventi sociopolitici che i mass media trasmettevano. Qualsiasi immagine di un evento se ripetuta nel tempo provoca assuefazione: i temi affrontati in questi lavori sono tra gli altri; la guerra del Vietnam, la guerra dei sei giorni, le immagini iconiche dei vari leader del mondo. Nel 1968 ebbe scambi epistolari con Giulio Carlo Argan circa il dibattito e la diatriba per l'utilizzo del mezzo meccanico per produrre arte, lo stesso scambio lo ebbe anche con Renato Guttuso che dal canto suo difese l'uso della pittura come filtro tra la realtà e l'interpretazione della stessa. Lo stesso anno ha aderito al gruppo della Mec-Art, movimento artistico sostenuto dal critico Pierre Restany[4]

Nel 1969 inizia il ciclo di lavoro chiamato "Le possibilità combinatorie" in cui attraverso l'utilizzo di quattro immagini, utilizzate come simboli si possono ottenere un'infinità di altre immagini

Altro tema trattato è l'ipocrisia del sistema dell'arte, come nella serie "Verifica di una mostra" del 1970, in cui stigmatizza e critica il sistema stesso dell'arte, dove esserci conta più delle opere stesse, che espone in un secondo momento riproducendo immagini dell'inaugurazione senza le opere.L'opera Verifica di una mostra, è stata presentata nel 1971 presso la Galleria Stein di Torino.

Il trasferimento in Africa e il ritorno in Italia

Nel 1979 si trasferisce in Africa e il suo lavoro si concentra sulle pettinature africane, nasce il ciclo di lavoro "Dal segno alla scrittura, Analisi della pettinatura africana", in cui analizza la pettinatura che diventa un codice estetico, come il tatuaggio, un codice di appartenenza tribale.[5] Rientrato in Italia nel 1982, si trasferisce sull'appennino emiliano a Neviano degli Arduini.

Gli anni duemila

Tagliaferro, ultimo a destra, con Bruno Di Bello e Agostino Bonalumi

Nel 2002 espone il suo ultimo lavoro Sopra sotto un metro di terra presso il Padiglione d'arte contemporanea di Milano, nella mostra L'uomo e i suoi sogni nell'arte dal 1960 ad oggi. Utopie quotidiane a cura di Vittorio Fagone e Angela Madesani esponendo tra glia altri con: Vincenzo Agnetti, Michael Badura, Ballo Marina, Matthew Barney, Gianfranco Baruchello, Bernd e Hilla Becher, Christian Boltanski, Sophie Calle, Claudio Costa, Thomas Demand, Bruno Di Bello, Erik Dietman, Gilbert & George, Ugo La Pietra, Fabio Mauri, Shirin Neshat, Luca Maria Patella, Thomas Ruff, Daniel Spoerri, Franco Vaccari, Franco Vimercati, Silvio Wolf, Michele Zaza.

Nel 2009 muore presso Neviano degli Arduini, a 73 anni.

Nel 2025 a Palazzo Ape Museo a Parma gli viene dedicata la mostra Aldo Tagliaferro. Opere nello spazio, Rappresentazione tra realtà e memoria a cura di Cristina Casero e Carla Dini, in cui il suo lavoro viene messo in relazione con alcuni artisti a lui contemporanei: Enrico Castellani, Mimmo Rotella, Agostino Bonalumi, Arturo Vermi, Bruno Di Bello.

Ha esposto in importanti gallerie e istituzioni museali in Italia e all'estero.

Mostre

Personali

  • 1969, Galleria Ciak, Roma
  • 1970, La Bertesca , Genova
  • 1971, Christian Stein, Torino
  • 1971, Galleria Paramedia, Berlino
  • 1973, Galleria L'Uomo e l'Arte, Milano
  • 1977, Galleria Il Naviglio, Milano
  • 1979, Galleria Il Cavallino, Venezia
  • 1983, Galleria Milano, Milano
  • 2001, Fondazione Bandera per l'Arte, Busto Arsizio (Va)
  • 2006, Galleria Elleni, Bergamo
  • 2011, Chiesa di San Carlo, Forografia Europea, Reggio Emilia, Identificazione e memoria
  • 2011, L'Immagine ritrovata, Museo arte Gallarate
  • 2013, Osart Gallery, Milano
  • 2025, Opere nello spazio, Rappresentazione tra realtà e memoria, Palazzo Ape Museo, Parma[5]

Collettive

  • 1968, Galleria Apollinaire, Pittura meccanica per una nuova iconografia, Milano
  • 1968, Pluralità viva, Martinengo (Bg)
  • 1969, Mec-art, Galleria Ciak, Roma
  • 1970, 35° Esposizione internazionale d'arte di VeneziaBiennale di Venezia, ''Proposta per una esposizione sperimentale, a cura di Umbro Apollonio, Luciano Caramel, Venezia
  • 1973, Galleria Stein, Arte e Fotografia, Torino
  • 1974, Museum am Ostwall , Fotomedia, Dortmund
  • 1985, Monclair Collage, New Yersey
  • 1986, Shaday Gallery, Tokio
  • 1986, Teatro Municipal, Buenos Aires
  • 1988, Centro Culturale Pier Paolo Pasolini, 50 anni di fotografia sperimentale in Italia (1935-1985), Agrigento
  • 1998, Galleria civica di Modena, Fotografia e arte in Italia 1968-1998, Modena
  • 2002, Padiglione d'arte contemporanea di Milano, Utopie quotidiane; Milano
  • 2007, Museo d'arte contemporanea Villa Croce, In pubblico, Genova
  • 2010, Mec art-Arte oltre la fine della pittura, Galleria Elleni Bergamo
  • 2010, Museo di arte contemporanea (Roma), Visi, ritratti, corpi
  • 2016, FM Centro per l'arte contemporanea, Milano, L'inarchiviabile-Italia anni '70
  • 2020, Galleria d'arte Niccoli, Parma, Giuseppe Niccoli/ Visione e coraggio di una Galleria
  • 2020, Fondazione Credito Bergamasco (sedi varie), Oltre la Pop art, La Mec-art italiana, a cura di Angelo Piazzoli, Paola Silvia Ubiali[6]

Note

  1. ↑ Morto a settantatre anni Aldo Tagliaferro, storico fotografo concettuale exibart.com, su exibart.com, 5 febbraio 2009. URL consultato il 12 maggio 2026.
  2. ↑ (EN) Cristina Casero, Uno sguardo che riflette: Ricerche di fotografia concettuale in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta, Mimesis, 27 ottobre 2021, ISBN 978-88-5519-548-5. URL consultato il 13 maggio 2026.
  3. ↑ Giovanni Crotti, Un fotografo che ha indagato il rapporto con i fruitori: Aldo Tagliaferro all’APE Parma Museo, su Juliet Art Magazine, 4 maggio 2025. URL consultato l'8 luglio 2026.
  4. ↑ Casero
  5. 1 2 Elsa Barbieri, Aldo Tagliaferro. Opere nello spazio, a Parma, tra realtà e memoria, su exibart.com, 10 aprile 2025. URL consultato l'8 luglio 2026.
  6. ↑ Oltre la Pop Art. La MEC-ART italiana - visita virtuale alla mostra, su youtube.com.

Bibliografia

  • Matteo Patelli, Esporre l'avanguardia in provincia, Le manifestazioni di arte visiva a Martinengo (1966-1968): proposte, ricezioni, modelli, Archivio Bergamasco Centro Studi e Ricerche, 2025, ISBN 9791281812246
  • Cristina Casero (a cura di), Aldo Tagliaferro, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2021, ISBN 9788836646098.
  • Angelo Piazzoli, Paola Silvia Ubiali, Oltre la Pop art, la Mec art italiana, catalogo della mostra, Fondazione Credito Bergamasco ISBN 978-88-85478-21-3
  • Giulia Formenti, Laura Carru', Aldo Tagliaferro, L'immagine trovata, catalogo della mostra, Museo arte Gallarate, 2011
  • Volker W. Feierabend (a cura di), Francesco Tedeschi, MEC ART, Arte oltre la fine della pittura, Silvana Editoriale, 2010, ISBN 9788836613878
  • Lucia Miodini, Aldo Tagliaferro, Sopra e sotto un metro di terra, catalogo della mostra Galleria Elleni, Edizioni Galleria Elleni, 2006
  • Aldo Tagliaferri, presentazione della mostra personale, Galleria Milano, Milano, 1983
  • Vittorio Fagone, Alberto Fiz, Aldo Tagliaferro 1965-2000, catalogo realizzato in occasione della mostra alla Fondazione Bandera per l'Arte, Busto Arsizio (Va), Edizioni d'arte Servergnini, 2001
  • Roberta Valtorta, catalogo mostra, Pagine di fotografia italiana, Lugano, 1998
  • Lea Vergine, L'Arte in gioco, Garzanti, Milano, 1988
  • Flaminio Gualdoni, Tagliaferro al Centro A.A.L, di Legnano, in Gala, Giugno 1979
  • Dorfles Gillo, Catologo, X Premio Città di Gallarate, 1976
  • Lea Vergine, Dall'Informale alla Body art, Forma, Torino, 1976
  • Vincenzo Agnetti, Tagliaferro -Colore ed Equivalenti, in Domus (periodico), Ottobre 1971
  • Daniela Palazzoli, Catalogo della mostra, Fotomedia, Rotonda della Besana, Milano, Museum am Ostwall, Dortmund, 1974
  • Enrico Crispolti, presentazione, Mostra personale, Galerie Paramedia, Berlino, 1971
  • Luciano Caramel, Catalogo, Ricerca e progettazione, 35° Esposizione internazionale d'arte di Venezia, 1970
  • Giorgio Di Genova, Catalogo della mostra, Mec-Art, Galleria Ciack, Roma, 1969
  • Arturo Carlo Quintavalle, La Mec-Art alla Galleria Ciak, in Nac, Giugno 1969
  • Pierre Restany, La Mec-Art, in "D'Ars Agency", n. 41/42, 1968

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