Aldo Tarabella
| Aldo Tarabella | |
|---|---|
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regio Esercito |
| Arma | Fanteria |
| Anni di servizio | 1915 - 1918 |
| Grado | Capitano |
| Guerre | Prima guerra mondiale |
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Aldo Tarabella (Seravezza, 1º maggio 1894 – Brescia, 2 aprile 1930) è stato un militare italiano, ufficiale del Regio Esercito insignito di tre medaglie d'argento e tre medaglie di bronzo al valor militare.[1]
Biografia
Nato da Beniamino e Stella Vito, emigrò giovanissimo in America, dove si dedicò al giornalismo a New York.
Rientrato in Italia nel settembre 1915, si arruolò nel 35º Reggimento Fanteria e partecipò a numerose battaglie (Oslavia, Val d'Artico). Venne promosso aspirante ufficiale nel novembre 1916, poi sottotenente il 10 gennaio 1917, e tenente il 1º ottobre dello stesso anno, prendendo parte alla ritirata di S. Volario e alla battaglia della Bainsizza. Promosso al grado di capitano per merito di guerra nel settembre del 1918.[2]
Durante il conflitto, si distinse in diverse azioni d'assalto lungo il Piave: il 16 giugno 1918 fu ferito, ma mantenne il comando e venne decorato con medaglie d'argento e bronzo per atti di valore e coraggio.[3] Tra le onorificenze, si segnala una medaglia conferita per aver attraversato il Piave con pochi uomini, esplorato il territorio nemico e lasciato una bandiera con la scritta «Viva l'Italia! Vinceremo!».[1]
Dopo la guerra si trasferì a Milano, dove incontrò Benito Mussolini nel 1919, aderì al Fascio di Milano e fondò nel 1920 il periodico Il Fascio a Monza. Fu figura attiva delle squadre d'azione fasciste, partecipando ad azioni note come la distruzione della sede del quotidiano Avanti! e l'occupazione di Palazzo Marino. Divenne console della Milizia e in occasione del delitto Matteotti (10 giugno 1924) capeggiò i consoli della MVSN che, il 31 dicembre, si presentarono a Mussolini per chiedere un'accelerazione della "rivoluzione fascista".[4]
Nelle camice nere raggiunse il grado di console generale.[5] Muore il 2 aprile 1930 a seguito di un incidente aereo.[6]
Lo scultore Timo Bortolotti realizzerà una statua monumento alla sua memoria che verrà inaugurata il 7 aprile 1940 presso il cimitero di Monza.[7] Il comune di Milano gli ha intitolato una via.
Onorificenze
Note
- 1 2 Tarabella Aldo, su enciclopediabresciana.it.
- ↑ Bollettino ufficiale delle nomine, promozioni e destinazioni negli ufficiali e sottufficiali del R. esercito italiano e nel personale dell'amministrazione militare, 1925. URL consultato il 5 settembre 2025.
- ↑ MAVM (JPG), su decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org.
- ↑ Emilio Gentile, Storia del fascismo, Gius.Laterza & Figli Spa, 8 novembre 2022, ISBN 978-88-581-5080-1. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ 1653. "D-17. Segretario del PNF e altre autorità fasciste" - L'Archivio storico della Camera dei deputati, su archivio.camera.it. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ (EN) Xosé M. Núñez Seixas, Sites of the Dictators: Memories of Authoritarian Europe, 1945–2020, Routledge, 13 giugno 2021, ISBN 978-1-000-39702-4. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ Cronologia « Timo Bortolotti, su timobortolotti.it. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ Bollettino ufficiale delle nomine, promozioni e destinazioni negli ufficiali e sottufficiali del R. esercito italiano e nel personale dell'amministrazione militare, 1923. URL consultato il 5 settembre 2025.
Bibliografia
- Vincenzo Biloni, Episodi eroici della vita di Aldo Tarabella; Tolti dal suo diario di guerra e dalle sue azioni di squadrista. Presentazione di Carlo Carini, Editore Vannini, 1936