Alepidocline

Alepidocline
Immagine di Alepidocline mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùMillerieae
SottotribùGalinsoginae
GenereAlepidocline
S.F.Blake, 1934
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùMillerieae
SottotribùGalinsoginae
GenereAlepidocline
Specie

Alepidocline S.F.Blake, 1934[1] è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Millerieae, sottotribù Galinsoginae.[2][3]

Etimologia

Il nome del genere deriva da tre radici della lingua greca antica: "a-" (ἀ-) alfa privativo, con il significato di "senza" o "privo di", "lepido-" (da lepís, lepídos, λεπίς, λεπίδος) significa "squama" o "scaglia" (in botanica spesso riferito alle squame o pagliette del ricettacolo) e "-cline" (da klínē, κλίνη) significa "letto" o "giaciglio". Ossia "ricettacolo privo di pagliette" a protezione della base dei fiori.[4]

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Sidney Fay Blake (1892-1959) nella pubblicazione "Journal of the Washington Academy of Sciences. Baltimore, MD" (J. Wash. Acad. Sci. 24: 439) del 1934.[5]

Descrizione

Portamento. Le specie di questo genere sono delle erbe annuali.[6][7][8][9]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto e sono picciolate. La forma della lamina fogliare varia da lanceolata a ampiamente ovata. La superficie è triplinervata.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini terminali solitari o in raccolte formazioni panicolate. I capolini, radiati, sono formati da un involucro, con forme da urceolate a emisferiche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, con consistenze da erbacee a scariose, striate e con apici tinti di porpora, sono disposte in modo più o meno embricato su 3-5 serie. Il ricettacolo ha una forma conica. Le pagliette del ricettacolo hanno delle forme da filiformi a strettamente lanceolate; inoltre qualche volta sono caduche, altre volte sono caduche con il frutto achenio.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è debolmente ligulata e spesso inconsistente; raramente sono trilobate; i colori sono bianco, giallo o bianco sfumato di rosa;
  • fiori del disco: la forma è tubulare con una gola basale; le gole sono affusolate e gradualmente o improvvisamente si aprono alla fine del tubo in 5 lobi (raramente sono tetramere); i tubi sono più brevi della gola; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; le corolle sono colorate di giallo o giallo-verde.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono ovate; normalmente sono prive di tricomi ghiandolari. Le teche delle antere sono pallide o lievemente oscurate. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi sono provvisti di due ampie e parallele superfici stigmatiche (raramente sono fuse insieme). Le appendici degli stigmi sono corte, papillose e con forme da deltate a acute.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è obovata, debolmente asimmetrica e sono obcompressi lievemente incurvati. La superficie è nera e glabra. Il carpodio è presente ed è laterale. Il pappo è assente o è formato da alcune caduche setole di varia lunghezza.

Biologia

Riproduzione. Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.

Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in America centrale.[3]

Tassonomia

La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi.[11] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[2][8][9]

Specie

Il genere comprende 6 specie:[3]

  • Alepidocline annua S.F.Blake[12]
  • Alepidocline breedlovei (B.L.Turner) B.L.Turner[13]
  • Alepidocline macdonaldiana B.L.Turner
  • Alepidocline macrocephala (H.Rob.) B.L.Turner
  • Alepidocline pochutlana B.L.Turner
  • Alepidocline trifida (J.J.Fay) B.L.Turner

Nota: in alcune pubblicazioni il genere Cuchumatanea Seid. & Beaman, Rhodora, 1966 è considerato sinonimo di Alepidocline.[9]

Filogenesi

La sottotribù Galinsoginae, all'interno della tribù, occupa un clade ben supportato, insieme alle sottotribù Jaegeriinae e Desmanthodiinae, la cui caratteristica maggiore è il numero cromosomico (2n = 16). Altre caratteristiche principali della sottotribù sono: le brattee dell'involucro non sono dimorfiche, eventualmente sono subuguali o scalate in altezza; gli acheni variano da glabri a densamente pubescenti, con o senza pappo; il pappo è vario, ma per lo più è caduco.[9]

Alcuni caratteri distintivi del genere:[9]

  • le corolle dei fiori del raggio sono poco appariscenti;
  • il pappo è formato da alcune caduche setole di varia lunghezza;
  • il portamento delle piante è erbaceo annuale.

Il numero cromosomico delle specie di Alepidocline è: 2n = 16.[9]

Note

  1. ↑ (EN) Alepidocline S.F.Blake, su The International Compositae Alliance (TICA), 1934. URL consultato il 20 luglio 2026 (archiviato il 21 maggio 2024).
  2. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  3. 1 2 3 (EN) Alepidocline S.F.Blake, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 20 luglio 2026.
  4. ↑ (EN) Sidney Fay Blake, Journal of the Washington Academy of Sciences, vol. 24, n. 10, 1934, pp. 439-442.
  5. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 15 giugno 2026.
  6. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  7. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  8. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 705.
  9. 1 2 3 4 5 6 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 484.
  10. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
  12. ↑ (EN) Alepidocline annua S.F.Blake, su The International Compositae Alliance (TICA), 1934. URL consultato il 20 luglio 2026.
  13. ↑ (EN) Alepidocline breedlovei (B.L.Turner) B.L.Turner, su The International Compositae Alliance (TICA), 1990. URL consultato il 20 luglio 2026 (archiviato il 20 luglio 2026).

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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