Alessandro Maria Litta

Alessandro Maria Litta
arcivescovo della Chiesa cattolica
 
Incarichi ricoperti
 
Nascita5 gennaio 1671 a Milano
Ordinazione sacerdotale22 settembre 1714
Nomina a vescovo10 gennaio 1718 da papa Clemente XI
Consacrazione a vescovo23 gennaio 1718 dal cardinale Ferdinando d'Adda
Elevazione ad arcivescovo22 settembre 1749 da papa Benedetto XIV
Morte4 marzo 1754 (83 anni)

Alessandro Maria Litta (Milano, 5 gennaio 1671 – 4 marzo 1754) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia

Nacque a Milano il 5 gennaio 1671, figlio di Gerolamo Maria, appartenente ad una nobile famiglia lombarda[2], e di Antonia Maria Grimaldi.

Intrapresa la carriera ecclesiastica, il 22 settembre 1714 fu ordinato sacerdote, mentre il 10 gennaio 1718 papa Clemente XI lo nominò vescovo di Cremona. Ricevette la consacrazione episcopale il 23 gennaio seguente dalle mani del cardinale Ferdinando d'Adda, cardinale vescovo di Albano, co-consacranti gli arcivescovi Vincenzo Petra, arcivescovo titolare di Damasco (poi cardinale), e Pier Luigi Carafa, arcivescovo titolare di Larissa in Tessaglia (poi cardinale).

Appena giunto in diocesi, avviò la visita pastorale, conclusa nel 1726 con la convocazione del sinodo diocesano. Inoltre, si distinse per l'impegno profuso nella gestione del Seminario e nella riorganizzazione della Curia[3]. Nel 1741, a seguito di una scossa di terremoto, fece restaurare la chiesa di San Tommaso e l'annesso convento, facendoli inoltre decorare[4].

Il 12 settembre 1749 rinunciò al governo pastorale della diocesi, mentre dieci giorni dopo papa Benedetto XIV lo elevò alla dignità arcivescovile, assegnandogli la sede titolare di Lepanto.

Morì il 4 marzo 1754.

Genealogia episcopale

La genealogia episcopale è:

Note

  1. ↑ Codice diplomatico dell'Italia medievale, su LombardiaBeniCulturali.
  2. ↑ Litta - EFL - Società Storica Lombarda, su famiglie.societastoricalombarda.it. URL consultato il 31 marzo 2026.
  3. ↑ L'età post-tridentina, su DiocesidiCremona.it. URL consultato il 31 marzo 2026.
  4. ↑ maria grazia teschi, Quando un terremoto 'ruinò' la chiesa maggiore, su www.laprovinciacr.it, 3 gennaio 2017. URL consultato il 31 marzo 2026.

Collegamenti esterni

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