Alessandro Moreschini

Alessandro Moreschini nel suo studio

Alessandro Moreschini (Castel San Pietro Terme, 1966) è un artista e pittore italiano.

Il suo stile si colloca nell'ambito della pittura aniconica e del pattern painting[1], con una ricerca incentrata sull'ornamento inteso come categoria filosofica. Le sue opere sono incluse in collezioni pubbliche e istituzionali, tra cui il MAMbo di Bologna e la Fondazione San Patrignano, e sono state oggetto di analisi da parte di critici quali Renato Barilli e Roberto Daolio.

Biografia

Dopo il Diploma di Maturità d'Arte Applicata presso l'Istituto statale d'arte di Bologna, si laurea in Discipline delle Arti Visive presso il DAMS dell'Università degli Studi di Bologna, ottenendo successivamente l'abilitazione all'insegnamento di Disegno e Storia dell'Arte presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna.

La sua pratica artistica si è sviluppata in una sperimentazione multidisciplinare che include pittura, design e installazione ambientale.

Il percorso espositivo di Moreschini inizia nel 1996, anno in cui viene selezionato nell'ambito dei concorsi Iceberg G.A.I. (Giovani Artisti Italiani, promosso dal Comune di Bologna) e Quotidiana - Luoghi d'origine (Comune di Padova). Nello stesso anno ha inaugurato la sua prima mostra personale alla galleria Graffio di Bologna, curata da Roberto Daolio; lo stesso critico lo ha invitato l'anno seguente all'esposizione Lab.12.2/T.I.N.A. (there is no alternative) presso lo spazio Careof/Viafarini a Milano[2].

Nel 1997 viene selezionato da Renato Barilli per la rassegna Officina Italia[3], panoramica sull'arte italiana di fine secolo ospitata alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna. Nel 2003 ha ricevuto un invito internazionale per la Sharjah Biennial 6[4] negli Emirati Arabi Uniti, dai curatori Peter Lewis e Hoor Al Qasimi.

Negli anni successivi ha partecipato a diverse esposizioni istituzionali: nel 2015 ha esposto nella mostra Bologna dopo Morandi 1945-2015[5] a Palazzo Fava e nel 2018 è stato tra gli artisti scelti per il progetto internazionale NewFaustianWorld[6] di Raffaele Quattrone e edito da 24 Ore Cultura, presentato alla Reale Accademia di Spagna a Roma. Nel 2026, nell'ambito di Art City Bologna[7], ha realizzato una mostra personale al Museo Civico Medievale, su invito del direttore del MAMbo Lorenzo Balbi e curata da Raffaele Quattrone[8].

Ricerca artistica

A partire dagli anni novanta la ricerca di Moreschini si concentra sull'indagine della superficie attraverso l'uso di texture ornamentali. La sua produzione si fonda sul confronto tra la manualità pittorica, riconducibile al pattern painting, e l'impiego di mezzi tecnologici o supporti extra-artistici[9]. Tali strutture cromatiche e iperdecorative mirano a indagare il superamento dei limiti culturali del canone estetico occidentale nel contesto della globalizzazione[10].

A proposito della tecnica e del valore teorico del suo lavoro, il critico d'arte Renato Barilli ha scritto:

«La sua pittura è certosina e meditata, svolta nei tempi richiesti dalla meticolosità con cui viene eseguita su superfici inaspettate, egli amministra con sicurezza quello che si può considerare un passaggio epocale dei nostri tempi dall’hard al soft.»

Il nucleo della sua indagine risiede in un'analisi critica della società contemporanea che, in linea con le tesi del sociologo francese Yves Michaud, viene interpretata come un contesto dominato da una diffusa estetizzazione della vita quotidiana. In questo scenario, Moreschini esplora la tensione tra la ricerca estetica e la responsabilità sociale, proponendo l'atto artistico come strumento per ristabilire un equilibrio tra dimensione etica ed estetica.

Mostre principali

Personali

  • 1997 – Senza Titolo, Zone c/o Galleria Graffio, Bologna, a cura di Roberto Daolio.
  • 1999 – ZOO incursioni, Zoom Laboratorio delle Arti Contemporanee, Bologna, a cura di Alessandra Borgogelli.
  • 2015 – Punti di vista e non di fuga, Dislocata, Vignola, a cura di Raffaele Quattrone.
  • 2017 – KI. Alberto Di Fabio - Alessandro Moreschini, AICIS, Bologna, a cura di Raffaele Quattrone.
  • 2019 – Beata Solitudo, Fondazione Rocca di Vignola, Vignola, a cura di Lucia Biolchini.
  • 2026 – L’ornamento non è più un delitto, Museo Civico Medievale, Bologna, a cura di Raffaele Quattrone.[12][13]

Collettive

  • 1997 – Lab.12.2/T.I.N.A. (there is no alternative), Viafarini, Milano, a cura di Roberto Daolio.
  • 1997 – Officina Italia, Galleria d'Arte Moderna, Bologna, a cura di Renato Barilli.
  • 1997 – Quotidiana, Luoghi d’Origine, Galleria Civica Cavour, Padova.
  • 1998 – Romagna-Kassel, Galleria d’Arte Contemporanea V. Stoppioni, Santa Sofia, a cura di Dede Auregli e Fabio Cavallucci.
  • 1999 – Arte in Campus, Università degli Studi di Salerno, Fisciano, a cura di Silvana Sinisi.
  • 2003 – Sharjah International Art Biennial/6th session, Sharjah Art Museum, Emirati Arabi Uniti, a cura di Hoor Al Qasimi e Peter Lewis.
  • 2003 – Pavia/Giovane Arte Europea, Castello Visconteo, Pavia, a cura di Rossana Bossaglia.
  • 2003 – Premio Città di Fondi, Castello Caetani, Fondi, a cura di Maurizio Calvesi.
  • 2008 – Il Gran Teatro Ceramico, M.I.A.A.O. Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi, Torino, a cura di Enzo Biffi Gentili.
  • 2016 – Bologna Dopo Morandi 1945-2015, Palazzo Fava, Bologna, a cura di Renato Barilli.[14][15]
  • 2017 – Roberto Daolio. Vita e incontri di un critico d’arte, MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, a cura di Uliana Zanetti.
  • 2019 – L’ultimo Espaliú e il contesto italiano, Accademia di Spagna, Roma.
  • 2021 – Collezione Fondazione San Patrignano, PART Palazzi dell’Arte, Rimini.
  • 2025 – Per la "Storia di Bologna", Casa Saraceni Genus Bononiae, Bologna.

Alessandro Moreschini nei musei

Opera "Ora et labora" (2004) di Alessandro Moreschini, collezione permanente MAMbo.

Le opere dell'artista sono conservate presso istituzioni pubbliche e collezioni museali, tra cui:

  • MAMbo - Museo d'Arte Moderna, Bologna (Collezione permanente e Donazione Roberto Daolio, 2017).[16]
  • Museo della città Luigi Tonini, Rimini.
  • PART - Palazzi dell'Arte Rimini | Collezione Fondazione San Patrignano, Rimini (acquisizione 2021).[17]
  • Raccolta Lercaro, Bologna.
  • Collezioni d'Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna|Collezioni Fondazione Carisbo.[18]

Note

  1. ↑ Carlo Allegri, Alessandro Moreschini. Il decorativo come pratica critica, su artslife.com, 15 febbraio 2026. URL consultato il 27 aprile 2026.
  2. ↑ LAB.12.2 - T.I.N.A. (there is no alternative), su viafarini.org. URL consultato il 24 aprile 2026.
  3. ↑ (IT) Officina Italia, rete Emilia Romagna, Milano, Mazzotta, 1997, ISBN 9788820212506.
  4. ↑ (EN) Sharjah Biennial 2003 - List of participants, su universes.art. URL consultato il 24 aprile 2026.
  5. ↑ Claudia Collina, Bologna dopo Morandi 1945-2015, su rivista.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 24 aprile 2026.
  6. ↑ Raffaele Quattrone (a cura di), New Faustian World. 17 pittori per l'arte del XXI secolo, traduzione di Michael Phillips, 24 Ore Cultura, 21 gennaio 2019, ISBN 9788866484189.
  7. ↑ Alessandro Moreschini. L'ornamento non è più un delitto, su artcity.bologna.it. URL consultato il 24 aprile 2026.
  8. ↑ Starter - fermenti culturali - Puntata 154, su neuradio.it. URL consultato l'11 giugno 2026.
    «Raffaele Quattrone, curatore della mostra di Alessandro Moreschini "L'ornamento non è più un delitto", al Museo Civico Medievale dal 17 gennaio al 22 marzo 2026.»
  9. ↑ Renato Barilli, Toh, chi si rivede il colore sulla tela, in L'Espresso, 13 aprile 1999, p. 145.
  10. ↑ A. McDonald, Alberto Di Fabio / Alessandro Moreschini, in Gagosian Magazine, Febbraio 2017.
  11. ↑ Renato Barilli, Un felice esponente del ritorno alla decorazione, in Raffaele Quattrone (a cura di), Punti di vista e non di fuga, Wunderkammer, 2015.
  12. ↑ Paola Naldi, Moreschini "I miei oggetti qualunque trasformati in arte", in la Repubblica - Bologna, 18 gennaio 2026.
  13. ↑ Alessandro Moreschini. L'ornamento non è più un delitto, su culturabologna.it, 21 marzo 2026. URL consultato il 28 aprile 2026.
  14. ↑ Claudia Collina, Bologna dopo Morandi 1945-2015, in Rivista Istituto Beni Culturali, XXIV/2, 2016.
  15. ↑ Bologna dopo Morandi, su genusbononiae.it. URL consultato il 28 aprile 2026.
  16. ↑ Alessandro Moreschini - Archivio RAAM, su archivioraam.org. URL consultato il 27 aprile 2026.
  17. ↑ M. Santacatterina, Il PART lancia un premio e acquisisce nuove opere, in Artribune, 8 novembre 2021.
  18. ↑ Angelo Mazza, Per la “Storia di Bologna”. Donazioni e acquisizioni d’arte della Fondazione Carisbo (2017-2025), Sillabe, 2025.

Bibliografia

Cataloghi e testi di riferimento

  • Angelo Mazza (a cura di), Per la “Storia di Bologna”. Donazioni e acquisizioni d’arte della Fondazione Carisbo (2017-2025), Livorno, Sillabe, 2025. ISBN 978-8833405759
  • Pasquale Fameli, Soglie del reale. Prospettive di fine millennio, in Arte a Bologna nel secondo Novecento. L’invenzione infinita, Bologna, Persiani, 2021. ISBN 979-1259560278
  • A. Bernucci e R. Quattrone, Le opere di Dante nella storia della Gambalunga, Rimini, Biblioteca antica Gambalunga, 2021.
  • Raffaele Quattrone, NewFaustianWorld. 17 pittori per l'arte del XXI secolo, Milano, 24 Ore Cultura, 2019. ISBN 978-8866484189
  • Renato Barilli (a cura di), Bologna dopo Morandi 1945-2015, Bologna, Bononia University Press, 2016. ISBN 978-8869231667
  • R. Barilli e R. Quattrone, Alessandro Moreschini / Punti di vista e non di fuga, Vignola, Dislocata, 2015.
  • Raffaele Quattrone, In Itinere. Arte contemporanea in trasformazione, Roma, EQUIPèCO, 2014. ISBN 978-8898281008
  • Raffaele Quattrone, Modernità e campo dell’arte, Milano, Lampi di stampa, 2010. ISBN 978-8848810111
  • Renato Barilli, Prima e dopo il 2000. La ricerca artistica 1970-2005, Milano, Feltrinelli, 2006. ISBN 978-8807819049
  • Hoor Al Qasimi e Peter Lewis (a cura di), Sharjah International Biennial 6, Sharjah Art Museum, 2003.
  • Dede Auregli, Il Castello delle meraviglie, Bologna, Galleria Loretta Cristofori, 2000.
  • Alessandra Borgogelli, Bagno ad Arte, Milano, Erre & Pi, 1999.
  • Fabio Cavallucci e Dede Auregli, Romagna-Kassel, S. Sofia, Galleria Vero Stoppioni, 1998.
  • F. Naldi, Brain Machine, Sarajevo, Gradska Galerija, 1998.
  • Renato Barilli, Officina Italia, Milano, Mazzotta, 2a ed. 2011. ISBN 978-8820219703

Emerografia (Quotidiani e periodici)

  • M. Santacatterina, A Bologna il Museo Civico Medievale ospita opere contemporanee per parlare di “ornamento”, in Artribune, 15 marzo 2026.
  • C. Allegri, Alessandro Moreschini. Il decorativo come pratica critica, in ArtsLife, 15 febbraio 2026.
  • R. Sala, L’ornamento non è più un delitto, in Segnonline, 13 febbraio 2026.
  • P. Naldi, Moreschini: I miei oggetti qualunque trasformati in arte, in la Repubblica, ed. Bologna, 18 gennaio 2026.
  • F. Pozzi, La nostra casa è in fiamme, in Segno, n. 295, marzo-aprile 2024.
  • Emanuele Trevi, L’architetto dell’aria fa viaggi impossibili, in la Lettura - Corriere della Sera, 31 marzo 2024.
  • A. Trezza, L'arte del donare per l'arte, in CUBo Unibo, 1 febbraio 2024.
  • M. Santacatterina, Novità da Rimini. Il PART lancia un premio e acquisisce nuove opere, in Artribune, 8 novembre 2021.
  • L. Casati Modignani, Tutte le novità dei Palazzi dell’Arte di Rimini, in ArtsLife, 31 ottobre 2021.
  • Renato Barilli, Van der Stokker e Moreschini: l’ornamento non è più un delitto, in renatobarilli.it, 11 gennaio 2020.
  • A. McDonald, Alberto Di Fabio / Alessandro Moreschini, in Gagosian Magazine, febbraio 2017.
  • Raffaele Quattrone, L’estetica è etica?, in Wall Street International, 15 novembre 2017.
  • C. Collina, Bologna dopo Morandi 1945-2015, in Rivista IBC, XXIV/2, novembre 2016.
  • A. Mammì, Che arte, l’utopia, in L'Espresso, 22 marzo 2013.
  • C. Viroli, When (Italian) Responsibilities Become Form, in Exibart, 26 marzo 2012.
  • P. Lewis, /seconds, issue 09, Leeds Metropolitan University, ottobre 2008.
  • F. Naldi, Joie de vivre, in Flash Art, n. 219, dicembre-gennaio 2000.
  • Sentieri intrecciati di arte e design, in Domus, n. 822, gennaio 2000.
  • P. Naldi, Venti artisti e meraviglie per la Rocchetta Mattei, in la Repubblica, ed. Bologna, 29 aprile 2000.
  • Renato Barilli, Toh, chi si rivede il colore sulla tela!, in L'Espresso, n. 13, aprile 1999.
  • F. Fanelli, La giovane Italia, morbida, graziosa e gaudente, in Vernissage - Il Giornale dell'Arte, n. 159, ottobre 1997.

Collegamenti esterni