Alessio Aspiete
| Alessio Aspiete | |
|---|---|
| Morte | Filippopoli, giugno 1205 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Guerre | Rivolta di Asen e Pietro |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Alessio Aspiete (in greco Ἀλέξιος Ἀσπιέτης?; 1159 circa – Filippopoli, giugno 1205) era un governatore bizantino e capo militare che fu catturato dai bulgari e guidò una ribellione anti-bulgara a Filippopoli nel 1205, venendo acclamato imperatore dai cittadini.
Biografia
Membro della famiglia Aspiete, di nobile origine armena[1], Alessio Aspiete era probabilmente un parente dei generali Michele Aspiete e Costantino Aspiete, attivi alla fine del XII secolo[2]. Alessio Aspiete compare per la prima volta nel 1195, quando era governatore della città di Serres e ricevette dall'imperatore Alessio III Angelo l'ordine di marciare contro la rivolta bulgaro-valacca dei fratelli Pietro e Ivan Asen. Nell'estate o nell'autunno dello stesso anno, Aspiete e il suo esercito furono sconfitti dai ribelli, che fecero molti prigionieri, tra cui lo stesso Aspiete[3].
Aspiete scompare dalle cronache per il decennio successivo, ma sembra che sia stato liberato dalla prigionia, poiché nel 1205 viene menzionato come residente a Filippopoli (l'odierna Plovdiv in Bulgaria). All'indomani della schiacciante vittoria dello zar dei bulgari Kalojan sulle forze dell'Impero latino nella battaglia di Adrianopoli del 14 aprile, la popolazione di Filippopoli, composta prevalentemente da cittadini greci bizantini, si ribellò contro l'imminente conquista della città da parte di Kalojan e proclamò Aspiete imperatore. Kalojan rivolse immediatamente il suo esercito contro la città e, dopo una breve resistenza, gli abitanti furono costretti ad arrendersi alle condizioni imposte nel mese di giugno. Kalojan, tuttavia, infuriato dalla collusione dei greci con i latini, non mantenne la parola data e giustiziò i capi della città, compreso Aspiete che, secondo Niceta Coninata, fu prima lasciato appeso a testa in giù prima di essere smembrato e gettato in un burrone per essere divorato dagli avvoltoi[4].
Note
- ↑ Kazhdan 1991, pp. 211–212.
- ↑ Savvides 1991, pp. 74–77.
- ↑ Savvides 1991, pp. 77–78.
- ↑ Savvides 1991, pp. 78–79.
Bibliografia
- (EN) Aleksandr Petrovič Každan, Aspietes, in Aleksandr Petrovič Každan (a cura di), The Oxford Dictionary of Byzantium, Oxford e New York, Oxford University Press, 1991, pp. 211-212, ISBN 0-19-504652-8.
- (EN) Alexis G. K. Savvides, Notes on the Armeno-Byzantine family of Aspietes, late 11th-early 13th centuries, in Byzantinoslavica, vol. 52, Praga, Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca, 1991, pp. 70-79.