Alfonso Armada
| Alfonso Armada Comyn | |
|---|---|
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| Nascita | Madrid, 12 febbraio 1920 |
| Morte | Madrid, 1º dicembre 2013 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Corpo | Artiglieria |
| Unità | Divisione Blu |
| Anni di servizio | 1936 - 1981 |
| Grado | Generale di divisione |
| Guerre | Guerra civile spagnola |
| Battaglie | Assedio di Leningrado Colpo di Stato in Spagna del 1981 |
| Comandante di | Secondo capo di stato maggiore dell'Esercito spagnolo Governatore militare di Lérida |
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Alfonso Armada Comyn (Madrid, 12 febbraio 1920 – Madrid, 1º dicembre 2013) è stato un generale spagnolo, noto per il suo coinvolgimento nel tentato colpo di Stato del 1981.[1][2]
Biografia
Entrato nell'esercito all'età di 16 anni, prese parte alla Guerra civile aderendo al Bando nacional delle unità militari ribelli al governo in carica, comandate dal generale Francisco Franco, combattendo sui fronti di Madrid, Andalusia, Guadalajara, Teruel e Valencia. Combatté anche nella seconda guerra mondiale come volontario nella 250. Infanterie-Division (Azul) della Wehrmacht sul fronte di Leningrado.[1][3][4][5]
Nel dopoguerra, a partire dal 1945 fu istruttore in varie scuole militari come comandante, tenne corsi militari anche al principe Juan Carlos erede al trono,[4][6] di cui divenne amico e consigliere, ed arrivò ad essere membro dello Stato Maggiore dell'Esercito.[1][3]
Importante incarico fu quello di segretario generale della Casa del Re, che mantenne per 17 anni.[1][3][5] Dopo che Juan Carlos salì al trono, per le elezioni del 1977 si scoprì che aveva inviato documenti con il timbro della casa reale invitando a votare per Alianza Popular.[5] Venne perciò rimosso dall'incarico e fu nominato professore principale della Scuola Superiore dell'Esercito, ottenendo nel 1981 le cariche di governatore militare di Lérida e di secondo capo di Stato Maggiore dell'Esercito.[4]
Armada fu una figura di spicco nel tentativo di colpo di stato spagnolo del 1981. [1][2][3][6][7] Sebbene avesse finto di essere un mediatore nel colpo di stato recandosi al Congresso dei Deputati dopo che Antonio Tejero aveva preso in ostaggio il parlamento, il pieno coinvolgimento di Armada venne presto alla luce: era uno dei "tre principali cospiratori", e aveva pianificato di diventare presidente. [3] Quando Armada si recò al parlamento, lui e Tejero non erano d'accordo sulla direzione del governo e il colpo di stato fallì. Nel giro di cinque giorni, Armada fu rimosso da tutte le cariche e arrestato..[4][8] Il processo che ne seguì, con la sua condanna a 30 anni di prigione, pose termine alla sua carriera militare.[1][5][8]
Il 24 dicembre 1988, a seguito delle sue ripetute richieste di grazia, venne scarcerato con uno specifico provvedimento di indulto voluto dal Governo su proposta della Corte Suprema di Giustizia, motivato da motivi di salute[1][5][8] e dalla costante manifestazione di fedeltà alla Corona ed all'ordine costituzionale manifestati dall'ex militare durante la pena.[9]
Dopo essere uscito di prigione visse in Galizia, ove ebbe successo nella coltivazione e vendita di fiori silvestri.[1][4] È scomparso nel 2013 all'età di 93 anni.[1][2][3][6][7][10]
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (EN) Michael Eaude, General Alfonso Armada obituary, in The Guardian, 10 dicembre 2013. URL consultato il 29 maggio 2026.
- 1 2 3 Spagna, è morto l’ex generale Armada, su Il Secolo XIX, 2 dicembre 2013. URL consultato il 29 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Joaquín Prieto, Alfonso Armada, one of the leaders of the failed 1981 coup, su EL PAÍS English, 3 dicembre 2013. URL consultato il 29 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 (EN) General Alfonso Armada: Soldier whose death means that the mysteries, su The Independent, 5 dicembre 2013. URL consultato il 29 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 (ES) Alfonso Armada Comyn, su Memorial Hispanidad. URL consultato il 29 maggio 2026.
- 1 2 3 Spagna, morto Alfonso Armada, uno dei protagonisti del tentato golpe di Tejero nel 1981, su Secolo d'Italia, 2 dicembre 2013. URL consultato il 29 maggio 2026.
- 1 2 Agenzia ANSA, Spagna: è morto l'ex generale Armada - Mondo, su Agenzia ANSA, 2 dicembre 2013. URL consultato il 29 maggio 2026.
- 1 2 3 23-F: THE COUP ATTEMPT IN SPAIN, su Google Arts & Culture. URL consultato il 29 maggio 2026.
- ↑ (ES) Carlos Yárnoz, El Gobierno indulta al ex general Alfonso Armada, condenado por dirigir el golpe del 23-F, in El País, 23 dicembre 1988. URL consultato l'8 gennaio 2021.
- ↑ (ES) Fallece el ex militar español Alfonso Armada, su ondacero.es (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Alfonso Armada
Collegamenti esterni
- (CA) Alfonso Armada, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.
- (ES) Alfonso Armada, in Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 37140034 · ISNI (EN) 0000 0001 1567 2051 · LCCN (EN) n84113864 · GND (DE) 1089849419 · BNE (ES) XX1520963 (data) · BNF (FR) cb14464574j (data) |
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