Alfred Druschel

Alfred Druschel
NascitaBindsachsen, 4 febbraio 1917
MorteAquisgrana, 1º gennaio 1945
Cause della morteMorto in combattimento
Luogo di sepolturasconosciuto
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Germania nazista
Forza armata Luftwaffe
SpecialitàBombardamento
Anni di servizio1936-1945
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Polonia
Operazione Marita
Fronte orientale (1941-1945)
BattaglieBattaglia di Francia
Battaglia d'Inghilterra
Operazione Bodenplatte
Decorazionivedi qui
dati tratti da Druschel, Alfred[1]
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Alfred Druschel (Bindsachsen, 4 febbraio 1917 – Aquisgrana, 1º gennaio 1945) è stato un militare e aviatore tedesco, insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con foglie di quercia e spade nel corso della seconda guerra mondiale, asso dell'aviazione con sette vittorie al suo attivo[2][3].

Biografia

Nacque a Bindsachsen, distretto di Büdingen, il 4 febbraio 1917.[1] Si arruolò nella Luftwaffe il 1 aprile 1936, e con il grado di tenente fu osservatore presso il Fliegergruppe 20 che, dopo la fusione con il Fliegergruppe 40, fu ribattezzato II.(Schl)/Lehrgeschwader 2 (LG 2) il 1° novembre 1938.[3] In seguito prestò servizio per un breve periodo come aiutante di campo nello stato maggiore di una Luftflotte.

Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, il 1 settembre 1939, prestò servizio nel 4.(Schl)/LG 2, equipaggiato con gli Henschel Hs 123, durante la campagna di Polonia e la battaglia di Francia (10 maggio-22 giugno 1940).[3] Durante l'invasione della Francia, con il suo reparto, prese parte all'attacco alle forze corazzate francesi a nord di Cambrai, che minacciava il fianco dell'avanzata tedesca.[3] Al termine di questa operazioni risultava insignito delle Croci di Ferro di prima e seconda classe.[4] Durante la battaglia d'Inghilterra, divenne staffelkapitän del 4.(Schl)/LG 2 nel settembre 1940 e, pilotando un caccia Messerschmitt Bf 109E, guidò l'unità in missioni di attacco al suolo contro obiettivi in Inghilterra e navi nel canale della Manica. Nell'aprile del 1941, il 4.(Schl)/LG 2 operò sulla Jugoslavia meridionale e sulla Grecia (Operazione Marita) e, dal 21 giugno 1941, l'unità prese parte all'invasione dell'Unione Sovietica (Operazione Barbarossa).[1] Durante i combattimenti sul lago Ilmen, ottenne grandi successi sia come combattente solitario che come comandante di squadriglia.[1] Abbatté sette aerei nemici e sventò un attacco di carri armati nemici a sud di Grodno.[1] Il 21 agosto 1941, come sottotenente e comandante di squadriglia, gli fu conferita la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.[1][5] Considerato un maestro nel pilotare lo Hs 123, possedeva eccellenti capacità di osservazione, che gli consentivano di redigere rapporti di ricognizione estremamente precisi.[1]

Quando il 13 gennaio 1942 il II.(Schl)/LG 2 fu rinominato I./Schlachtgeschwader 1 (Schl.G.1), egli ne fu promosso Gruppenkommandeur.[6] Il 4 febbraio 1942 completò la sua 600ª missione di combattimento.[1] Durante i combattimenti intorno a Kretsch, Sebastopoli e nel Caucaso, il 3 settembre 1942 gli fu conferite le foglie di quercia sulla Croce di Cavaliere della Croce di Ferro mentre manteneva il grado di capitano.[1][7] Entro il mese di gennaio 1943 aveva compiuto la sua 800ª missione di combattimento, e il 19 febbraio successivo furono aggiunte le spade sulla Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.[1][8] Nell'estate del 1943, lo Schlachtgeschwader 1 (GV 1) fu riequipaggiato con il più veloce Focke-Wulf Fw 190 ede egli divenne Geschwaderkommodore l'11 giugno 1943.[3] Operò sul fronte orientale fino all'ottobre 1943.[1] Il 18 ottobre 1943 il I./Sch.G.1 fu sciolto e riformato come II./Schlachtgeschwader 77 (II./SG 77).[3] In quel momento, promosso tenente colonnello, lasciò il servizio attivo e fu nominato Inspizient der Tag-Schlachtfliegerverbände (supervisore delle unità aeree d'attacco al suolo diurno).[1] Fu promosso colonnello nel 1944, e nel dicembre dello stesso anno rientrò in servizio di attivo e fu nominato Geschwaderkmodore dello Schlachtgeschwader 4 (SG 4) con sede a ovest, in previsione dell'inizio della battaglia delle Ardenne.[1][3] Il 1° gennaio 1945 partecipò all'Operazione Bodenplatte, l'attacco agli aeroporti Alleati nei Paesi Bassi e in Belgio.[1] Accompagnato dallo Jagdgeschwader 2 (JG 2), l'SG 4 da lui comandato, condusse guidò un pesante attacco antiaereo verso la zona di Bruxelles e risulta ancora oggi disperso nella zona a sud di Aquisgrana.[1][3] A lui sono state ufficialmente attribuite sette vittorie aeree in oltre 800 missioni di combattimento.[3] Volò principalmente in missioni di supporto a terra a bordo dei cacciabombardieri Henschel Hs 123, Messerschmitt Bf 109E e Focke-Wulf Fw 190. Suo fratello, Kurt, Oberleutnant Leitender Ingenieur (ingegnere capo) sul sommergibile U-154, fu un testimone chiave nella corte marziale dell'Oberleutnant zur See Oskar Kusch. Kusch fu condannato a morte per Wehrkraftzersetzung (sedizione e disfattismo).[9] Mentre Kurt rimase ucciso nell'affondamento dello U-154, avvenuto il 3 luglio 1944.[9]

Onorificenze

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 21 maggio 1940.[4]
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 27 settembre 1939.[4]
Coppa d'onore della Luftwaffe - nastrino per uniforme ordinaria
— 30 novembre 1940.[3]
Flugzeugführer und Beobachterabzeichen - nastrino per uniforme ordinaria
Flugzeugführer und Beobachterabzeichen
— [11]
Frontflugspange in oro con barretta "800" - nastrino per uniforme ordinaria
Frontflugspange in oro con barretta "800"
— [11]
Scudo di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria
Scudo di Crimea
— 1942.[3]

Note

Bibliografia

  • (EN) Walther-Peer Fellgiebel, Elite of the Third Reich. The recipients of the Knight's Cross of the Iron Cross 1939-1945: A Reference, Solihull, Helion & Company Limited, 2003, ISBN 1-874622-46-9.
  • (EN) Florian Berger, Mit Eichenlaub und Schwertern. Die höchstdekorierten Soldaten des Zweiten Weltkrieges, Wien, Selbstverlag Florian Berger, 1999, ISBN 978-3-9501307-0-6.
  • (EN) Christer Bergström, Stalingrad - The Air Battle: 1942 through January 1943 Stalingrad, Hinkley, Midland Publishing, 2007, ISBN 978-1-85780-276-4.
  • (EN) Christer Bergström, Kursk - The Air Battle: July 1943, Hinkley, Midland Publishing, 2, ISBN 978-1-903223-88-8.
  • (EN) Henry L. de Zeng IV e Douglas G. Stankey, Dive-Bomber and Ground-Attack Units of the Luftwaffe, 1933–1945: A Reference Source, Vol. 1, Ian Allan Publishing, 2009, ISBN 978-1-9065-3708-1.
  • (EN) Henry L. de Zeng IV e Douglas G. Stankey, Dive-Bomber and Ground-Attack Units of the Luftwaffe, 1933–1945: A Reference Source, Vol. 2, Ian Allan Publishing, 2009, ISBN 978-1-9065-3709-8.
  • (DE) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939–1945 — Die Inhaber der höchsten Auszeichnung des Zweiten Weltkrieges aller Wehrmachtteile, Friedberg, Podzun-Pallas, 2000, ISBN 978-3-7909-0284-6.
  • (DE) French L. MacLean, Luftwaffe Efficiency & Promotion Reports: For the Knight's Cross Winners, Atglen, Pennsylvania, Schiffer Military History, 2007, ISBN 978-0-7643-2657-8.
  • (DE) Ernst Obermaier, Die Ritterkreuzträger der Luftwaffe 1939–1945 Band II Stuka- und Schlachtflieger, Mainz, Verlag Dieter Hoffmann, 1976, ISBN 978-3-87341-021-3.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.
  • (DE) Franz Thomas, Die Eichenlaubträger 1939–1945 Band 1: A–K, Osnabrück, Biblio-Verlag, 1997, ISBN 978-3-7648-2299-6.
  • (DE) Gerhard Von Seemen, Die Ritterkreuzträger 1939–1945: die Ritterkreuzträger sämtlicher Wehrmachtteile, Brillanten-, Schwerter- und Eichenlaubträger in der Reihenfolge der Verleihung: Anhang mit Verleihungsbestimmungen und weiteren Angaben, Friedberg, Podzun-Verlag., 1976, ISBN 978-3-7909-0051-4.
  • (DE) Heinrich Walle, Die Tragödie des Oberleutnants zur See Oskar Kusch, Stuttgart, Franz Steiner Verlag, 1995, ISBN 978-3-515-06841-3.

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