Ali Reza Abbasi

Busto di Ali Reza Abbasi a Esfahan, monumento safavide

Ali Reza Abbasi Tabrizi (in persiano علیرضا عباسی‎; Tabriz, ... – ...; fl. XVI-XVII secolo) è stato un calligrafo persiano originario di Tabriz ma attivo soprattutto a Qazvin e a Esfahan.

Non va confuso con Reza Abbasi.

Biografia

Calligrafia nasta'liq di Ali Reza Abbasi presso il santuario dell'Imam Reza, rivista Honar va Mardem, n. 189-190 (luglio e agosto 1978)

La sua data di nascita è sconosciuta, tuttavia nel 1596 il calligrafo Ahmad Monshi Ghomi lo definisce "ancora giovane". La sua attività professionale è documentata dal 1585 al 1617. Pare che nel 1628-29 fosse ancora vivo.[1]

Viene principalmente ricordato per le iscrizioni thuluth realizzate per gli edifici di ʿAbbās I il Grande a Esfahan, ma anche per le calligrafie in stile nasta'liq e naskh. Il suo maestro fu il calligrafo Alaeddin Tabrizi, che lo avviò alla maggior parte degli stili della calligrafia persiana. Ali Reza Abbasi imparò da solo il nasta'liq ispirandosi fortemente a Mir Ali Tabrizi, tant'è che le loro opere sono indistinguibili.[1]

Dopo l'invasione ottomana di Tabriz, nel 1585 Ali Reza Abbasi si trasferì a Qazvin, dove trascorse sei anni realizzando iscrizioni e miniature, poi nel 1590-91 venne assunto dal generale Farhad Khan Qaramanlu, il quale lo portò con sé nelle sue spedizioni militari, e infine approdò alla corte di ʿAbbās I il Grande, dove rimase sino alla morte del sovrano. In seguito tornò a Qazvin, dove realizzò le iscrizioni della moschea del Venerdì, artefatti che secondo lo studioso Habibollah Fazaeli sarebbero conservati in un ex palazzo safavide, ora adibito a quartier generale della polizia di Qazvin.[1]

Una volta a corte di Scià Abbas cominciò a firmarsi con l'appellativo di "al-ʿAbbāsī", abbandonando il suo precedente epiteto "al-Tabrīzī". Per l'occasione compilò un album di campioni di calligrafia e dipinti per il sovrano intitolato Ḵerqat-nāma (1593-94). L'intimità con il sovrano crebbe soprattutto dopo il trasferimento della corte a Esfahan nel 1597, difatti poco dopo Ali Reza Abbasi venne nominato ketābdār della biblioteca del sovrano al posto di Sadiqi Beg,[1] il ché non fece altro che esacerbare i già tesi rapporti tra i due artisti.[2]

Oltre alla produzione di album, realizzò le iscrizioni degli edifici costruiti per volere dello Scià a Esfahan e altrove, come la moschea dello sceicco Lotfollah (1603-04) e la moschea dello Scià (1617), ma anche placche d'oro per il santuario dell'Imam Reza (iscrizioni in nasta'liq, 1615-16) e altre opere di calligrafia per il Boq'eh-ye Khajeh Rabi (la tomba di Al-Rabi ibn Khuthaym, 1617-18) a Mashhad.[1] Si occupò anche della ristrutturazione dell'Osservatorio di Maragheh.[2]

Si sa poco degli ultimi anni della sua vita. Alcuni biografi hanno ipotizzato un suo coinvolgimento nell'omicidio del calligrafo Mir Emad Hassani, suo rivale, sebbene non ve ne sia alcuna prova tangibile.[1] Entrambi furono allievi di Mohammad Hossein Tabrizi e cercarono di ingraziarsi i favori del sovrano, ma Ali Reza Abbasi ebbe decisamente la meglio: accompagnava il sovrano in ogni sua spedizione, al contrario del più schivo Mir Emad che evitava la corte, ed era un uomo estremamente ricco. Scià 'Abbas acquistò per 300 tuman gli appartamenti di Ali Reza Abbasi (una cifra principesca) per offrirli in dote alla moschea di Esfahan.[2]

Ciò che è certo è che il declino professionale di Ali Reza Abbasi ebbe inizio nel 1615, anno in cui si esaurisce la sua opera documentata. Tuttavia, è comunque possibile che continuasse a eseguire opere senza firmarsi, date le accuse di omicidio. La data di morte è sconosciuta, ma alcuni biografi ritengono che fosse ancora vivo alla morte di Scià 'Abbas, supponendo che, se fosse morto prima, la sua data di morte sarebbe stata sicuramente registrata dalle fonti a lui contemporanee.[2]

Anche i suoi figli Badi' al-Zaman Tabrizi, Muḥammad Riḍā (di cui esiste ancora la copia in naskh del Tahdhīb al-aḥkām) e Mīrzā Khān Beg (che eccelleva nel nastaʿlīq e soprattutto nel naskh) furono eminenti calligrafi.[2]

Lo stile

Iscrizione di Ali Reza Abbasi sulla parte superiore dell'iwan della moschea dello Scià a Esfahan

Lo stile calligrafico di Ali Reza Abbasi è ordinato e proporzionato. La chiarezza delle sue iscrizioni architettoniche le rende più leggibili di quelle presenti su molti edifici del periodo safavide. Nei portali delle moschee dello Scià e dello sceicco Lotfollah si intravede un unico testo continuo disposto su due livelli, i quali sono separati da vari espedienti. Ad esempio la coda allungata di una yāʾ viene utilizzata per sottolineare il livello superiore del testo. Le lettere sono costituite da forme ben progettate che conferiscono un senso di ordine generale. Anche la sua firma è su due livelli, con yāʾ invertite che servono per separare le due parti. La parola "ʿAlī" è scritta sopra e "Reżā" sotto, "al-ʿAbbā" sotto e "sī" sopra.[1]

Questa disposizione a due livelli si ritrova anche nelle iscrizioni di altri calligrafi, e si ritiene che il loro disegno di base provenisse dalla mano di Ali Reza Abbasi. Il suo stile ha influenzato notevolmente molti calligrafi safavidi a lui successivi.[1]

Il talento poetico

Ali Reza Abbasi non fu solo un rispettabile calligrafo, ma si distinse anche nell'arte della poesia. I suoi versi sono menzionati in testi storici e nei dizionari biografici dei calligrafi, mentre il suo nome è elencato in alcuni dizionari biografici dei poeti. Gli viene attribuito un diwan.[2]

Opere

Segue un elenco di iscrizioni, libri e miniature di Ali Reza Abbasi:[2]

Iscrizioni

La porta di ciò che resta del Palazzo Ali Qapu di Qazwin

Libri

  • Copia del Corano, conservata presso la Biblioteca centrale Astan Quds Razavi di Mashhad

Miniature

Nasta'liq di Ali Reza Abbasi nel Monājāt-nāme-ye Ḫāje di Abd Allah Ansari di Herat, Biblioteca centrale Astan Quds Razavi di Mashhad
  • Una sezione di un album completato a Esfahan, datato 1608 e conservato nella Biblioteca del Museo del Palazzo del Golestan
  • Due frammenti di un album, firmati e datati 1609, conservati nella Biblioteca del Museo del Palazzo del Golestan
  • Una sezione di un album, Biblioteca Malek di Teheran
  • Una sezione di un album firmata e datata 1616, Biblioteca nazionale dell'Iran a Teheran
  • Sei sezioni di un album firmate e datate 1600, Biblioteca centrale Astan Quds Razavi
  • Una sezione di un album, cruciforme e in stile nastaʿlīq, firmata ma non datata, Biblioteca centrale Astan Quds Razavi
  • Un frammento di un foglio di album, firmato e datato 1603, Biblioteca Bodleiana di Oxford
  • Sei sezioni di un album, Biblioteca Khazina del Museo Topkapi Sarayı di Istanbul
  • Una sezione di un foglio di album, firmata e datata 1613, British Library di Londra
  • Una sezione di un album eseguito a Sārī (nel Mazandaran), datato 1607, collezione privata di Mehdi Bayani
  • Un frammento di un album in stile naskh, collezione privata di Khūshniwīs-zādah

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) P. P. Soucek, ALĪ-REŻĀ ABBĀSĪ, in Encyclopædia Iranica, I/8, p. 880.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Hamid Reza Afsari, ʿAlī Riḍā ʿAbbāsī, su Matthew Melvin-Koushki (a cura di), Encyclopaedia Islamica Online. URL consultato il 1º settembre 2025.

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