Alphonse Juin

Alphonse Juin
Alphonse Juin nel 1952
NascitaAnnaba, 16 dicembre 1888
MorteParigi, 27 gennaio 1967
Luogo di sepolturaHôtel des Invalides
Dati militari
Paese servito Terza repubblica francese
Francia di Vichy (bandiera) Francia di Vichy
Francia libera (bandiera) Francia libera
GPRF
Francia (bandiera) Quarta Repubblica francese
Francia (bandiera) Quinta Repubblica francese
Forza armata Armée de terre
Anni di servizio1912 - 1962
GradoGenerale d'armata[1]
GuerreGuerra zayana
Prima guerra mondiale
Guerra del Rif
Seconda guerra mondiale
Guerra d'Indocina
CampagneCampagna di Francia
Campagna di Tunisia
Campagna d'Italia (1943-1945)
BattaglieBattaglia di Verdun
Prima battaglia della Marna
Prima battaglia della Champagne
Offensiva Nivelle
Comandante diCapo di stato maggiore della difesa
Corpo di spedizione francese in Italia
15ª Divisione di fanteria motorizzata
3º Reggimento zuavo
DecorazioniCavaliere dell'Ordine della Legion d'onore
Studi militariÉcole spéciale militaire de Saint-Cyr
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Alphonse Pierre Juin (Annaba, 16 dicembre 1888 – Parigi, 27 gennaio 1967) è stato un generale francese, maresciallo di Francia dal 1952.[2]

Biografia

Suo padre faceva parte della gendarmeria. Juin entrò nel 1910 all'École spéciale militaire de Saint-Cyr.[2][3] Il suo primo comando riguardò la conduzione di truppe coloniali;[4][5] allo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914, fu inviato sul fronte occidentale, alla testa di un'unità di tabors marocchini.[6] In questo periodo subì una grave ferita al braccio destro, perdendone l'uso;[7] trascorse la convalescenza in Marocco, dove tenne il comando di una compagnia mitraglieri. Nel 1918 divenne Capo di stato maggiore della 150ª Divisione di fanteria.

Alla fine della prima guerra mondiale si occupò prima dell'insegnamento in accademia, poi riprese il comando attivo in Marocco per la soppressione di una rivolta. Insegnò tattica col grado di colonnello;[8] divenne capo di Stato Maggiore Generale allorché torno in colonia e generale dell'armata africana nel 1938.[8][9]

Seconda guerra mondiale

Durante l'attacco tedesco alla Francia nel 1940 era al comando della 15ª Divisione di fanteria motorizzata a Dunkerque.[8][10] Fu fatto prigioniero dai tedeschi[11] e rilasciato grazie all'intervento di Philippe Pétain presso il comando germanico con cui la Francia di Vichy collaborava.[8]

Al comando dell'armata coloniale di Vichy, nel novembre 1942 si arrese alle truppe statunitensi. Venne prima messo a capo di truppe in Tunisia,[11][12] poi al comando del corpo di spedizione francese in Italia.[11][13] Nel 1943 si posizionò con le sue truppe durante le battaglie di Cassino nella zona più vicina alla costa tirrenica della linea Gustav.[14][15] Ed è alle truppe di Alphonse Juin che sono addebitati i turpi delitti, detti "marocchinate", commessi all'epoca ai danni della popolazione civile in Sicilia,Lazio, Toscana e Umbria.[16][17]

La questione del falso volantino

Nel 1965, l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra pubblicò il testo di un presunto volantino in francese e in arabo, secondo il quale sarebbe stato lo stesso Juin ad istigare le truppe coloniali francesi alle turpi azioni: "...oltre quei monti, oltre quei nemici che stanotte ucciderete, c’è una terra larga e ricca di donne, di vino, di case. Se voi riuscirete a passare oltre quella linea senza lasciare vivo un solo nemico, il vostro generale vi promette, vi giura, vi proclama che quelle donne, quelle case, quel vino, tutto quello che troverete sarà vostro, a vostro piacimento e volontà. Per 50 ore. E potrete avere tutto, fare tutto, prendere tutto, distruggere e portare via, se avrete vinto, se ve lo sarete meritato. Il vostro generale manterrà la promessa, se voi obbedirete per l’ultima volta fino alla vittoria...". Di tale presunto volantino non è mai stato ritrovato l'originale, tanto che il Senato italiano non lo citò all'interno del progetto di legge del 1996 che intendeva riconoscere pubblicamente le sofferenze della popolazione a causa della marocchinate. Cionondimeno, l'idea delle cinquanta ore di carta bianca garantite da Juin si è fortemente impressa nell'immaginario collettivo[18].

Dopo la guerra

Il generale Juin dopo la guerra divenne capo di Stato Maggiore della Difesa nazionale[11] e dal 1951 fu comandante per il centro Europa della NATO.[11][19] Alphonse Juin, malgrado non parteggiasse per Charles de Gaulle, non sostenne il colpo di Stato dei generali.[11]

Morì il 27 gennaio 1967 e fu sepolto all'Hôtel des Invalides.[20][21]

Onorificenze

Onorificenze francesi

Medaille d'Outre-Mer con barrette "Maroc" "Tunisie". - nastrino per uniforme ordinaria
Medaille d'Outre-Mer con barrette "Maroc" "Tunisie".
— [25]

Onorificenze straniere

Note

  1. ↑ Maresciallo di Francia è un titolo e non un grado
  2. 1 2 Juin, Alphonse Pierre - TracesOfWar.com, su www.tracesofwar.com. URL consultato il 17 maggio 2026.
  3. ↑ Clayton, pp. 10-12.
  4. ↑ Clayton, pp. 13-15.
  5. ↑ marechal alphonse juin, su bone.piednoir.net. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2011).
  6. ↑ lt_juin1, su 1914ancien.free.fr. URL consultato il 17 maggio 2026.
  7. ↑ Clayton, pp. 14-16.
  8. 1 2 3 4 (FR) Alphonse Juin | Chemins de Mémoire - Ministère de la Défense, su www.cheminsdememoire.gouv.fr. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2018).
  9. ↑ Clayton, pp. 21-22
  10. ↑ Clayton, pp. 65-66
  11. 1 2 3 4 5 6 Juin, Alphonse-Pierre - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 17 maggio 2026.
  12. ↑ Clayton, pp. 74-77
  13. ↑ Blumenson, pp. 254-255.
  14. ↑ (EN) General Alphonse Juin, su Monte Cassino Belvédère. URL consultato il 17 maggio 2026.
  15. ↑ Blumenson, pp. 314-315.
  16. ↑ Filmato audio ANVM, IL FALCO E IL GABBIANO. Enrico Ruggeri ricostruisce l’orrore delle marocchinate.. URL consultato il 24 aprile 2022.
  17. ↑ Clayton, pp. 85-87
  18. ↑ Eliane Patriarca, La colpa dei vincitori. Viaggio nei crimini dell'esercito di Liberazione, Casale Monferrato, Piemme Edizioni, 2008, ISBN 8856665751. URL consultato il 12 febbraio 2022.
  19. ↑ (FR) Décret du 18 août 1953 PORTANT AFFECTATION DU MARECHAL DE FRANCE JUIN : COMMANDANT EN CHEF DES FORCES ALLIEES DU SECTEUR CENTRE (EUROPE), su legifrance.gouv.fr.
  20. ↑ Clayton, pp. 194-197
  21. ↑ St. Petersburg Times - Ricerca Archivio di Google News, su news.google.com. URL consultato il 17 maggio 2026.
  22. ↑ Journal officiel de la République française. Lois et décrets, su gallica.bnf.fr.
  23. ↑ Journal officiel de la République française. Lois et décrets, su gallica.bnf.fr.
  24. ↑ Journal officiel de la République française. Lois et décrets, su gallica.bnf.fr.
  25. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Historique de la 94e promotion (1909-12), promotion de Fès (Fez) (PDF), su www.saint-cyr.org. URL consultato il 17 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2014).

Bibliografia

  • (EN) Anthony Clayton, Three Marshals of France, Londra, Brassey's, 1992, ISBN 0-08-040707-2, OCLC 25026611.
  • (EN) Martin Blumenson, Salerno to Cassino (PDF), in United States Army in World War II: The War in the Mediterranean, Washington, Office of the Chief of Military History, U.S. Department of the Army, 1969, OCLC 22107 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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