Altımermer

Altımermer
semt
StatoTurchia (bandiera) Turchia
CittàIstanbul
DistrettoFatih

Altımermer ("Sei marmi"; originariamente in greco έξι μάρμαρα?, Exi Mármara, con lo stesso significato) è un quartiere (in turco semt) situato nella parte europea di Istanbul, in Turchia.

Ubicazione

Il quartiere si trova nella parte occidentale del distretto di Fatih (la città murata). Sebbene sia difficile definirne con esattezza i confini, Altımermer si trova tra le mahalleler di Koca Mustafapaşa e Seyyid Ömer. L'asse principale del quartiere, Altımermer Caddesi, si estende tra Koca Mustafapaşa e Sayyidina Umar.

Origine del nome

Il nome del quartiere, "sei marmi" in italiano, deriverebbe dai frammenti di una colonna bizantina caduta, i quali durante il periodo ottomano si riteneva avessero proprietà taumaturgiche. In realtà, inizialmente, e prima dell'espansione delle mura sotto Teodosio, si trovava fuori dalla città murata di Costantino.[1] Il nome originale della zona era Exo Kionion ("fuori della piccola colonna" in italiano) perché,secondo l'erudito greco Skarlatos Bizantios, "lì Costantino il Grande eresse una statua di se stesso su una colonna" oppure da una statua di Costantino, Leone e Irene.[1] Già prima della conquista ottomana della città, il nome fu corrotto, e "exo" divenne "ex" e poi "exi" , mentre "kionion" inizialmente divenne "kionia" ("colonne") e poi "marmara".[1] Dalla corruzione greca Exi Marmara, emerse così il turco Altı Mermer, che ne è la traduzione letterale.[1]

Monumenti e luoghi d'interesse

In questo quartiere fu costruita tra il V e il VI secolo la Cisterna di Mocio, il più grande serbatoio d'acqua di Costantinopoli, conosciuta fin dal periodo ottomano come Altımermer Çukurbostanı ("il giardino sommerso di Altımermer", poiché era utilizzata come orto),[2] e ora trasformata nel parco didattico di Fatih. Il quartiere ospita la moschea di Hekimoğlu Ali Pascià, la Chiesa greco-ortodossa della Panaghia[3] e la chiesa armena di Surp Hagop.

Note

  1. 1 2 3 4 (EL) Έξι Μάρμαρα, in Εγκυκλοπαίδεια Μείζονος Ελληνισμού Κωνσταντινούπολη. URL consultato il 24 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2026).
  2. ↑ Müller-Wiener (1977), p. 279
  3. ↑ (EL) Αρχιεπισκοπή Κωνσταντινουπόλεως, su ec-patr.org. URL consultato il 22 gennaio 2026 (archiviato il 29 gennaio 2026).

Bibliografia

  • (DE) Wolfgang Müller-Wiener, Bildlexikon Zur Topographie Istanbuls: Byzantion, Konstantinupolis, Istanbul bis zum Beginn des 17. Jahrhunderts, Tübingen, Wasmuth, 1977, ISBN 978-3-8030-1022-3.

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