Amadio Salsi

Passaporto di Amadio Salsi

Amadio (Vignola, 1849 – Napoli, 11 febbraio 1923) è stato un ingegnere italiano.

Figura di rilievo nel grande processo di trasformazione urbanistica del capoluogo partenopeo noto come Risanamento, è ricordato per la realizzazione di edifici monumentali, teatri e strutture alberghiere.

Biografia

Fulvia Musette

Originario di Vignola, in provincia di Modena, Amadio Salsi (su alcuni documenti Amodio) si trasferì a Napoli in giovane età, seguendo lo zio che era proprietario di un'azienda di trasporto di materiali edili[1]. Operò come ingegnere e costruttore per conto del Comune, della Società del Risanamento e del Genio Civile[2]. Nel contesto del Risanamento di Napoli, contribuì, tra l’altro, ai lavori di riempimento e costruzione nella zona di Santa Lucia, su incarico della Società Anonima Santa Lucia[3], ai lavori di realizzazione del Corso Umberto I, di Piazza Garibaldi e di Piazza Carlo III.

Opere principali

Tra le principali opere edili realizzate da Amadio Salsi si ricordano:

  • Il Grand Hôtel de Londres, in piazza Municipio;
  • Il Teatro Umberto I, noto per la sua programmazione musicale;
  • Il Teatro Trianon, nel quartiere Forcella, tuttora attivo[4][5];
  • Il Teatro Orfeo, acquistato nel dicembre 2025 dalla famiglia Giugliano, proprietaria del ristorante Mimì alla Ferrovia, situato nei locali confinanti[6][7][8];
  • La Sala Impero (già “Londra”), poi trasformata in cinematografo[9] in via Depretis 12-14 a Napoli;
  • Palazzi e residenze signorili in via Depretis, via Santa Lucia, corso Umberto e via Generale Orsini;
  • Hotel Santa Lucia[10];
  • Opere pubbliche per il Comune e il Genio Civile.

Attività culturale

Fu anche impresario e promotore culturale, gestendo teatri e sale di spettacolo. Nei suoi spazi si esibirono numerosi artisti, tra cui la cantante Fulvia Musette (nome d’arte di Angiolina Lombardi), moglie del figlio Luigi Salsi, ingegnere, editore e pioniere dello sport a Napoli[11][12].

Riconoscimenti

Nel 1905, fu insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro, con iscrizione nel Libro d’Oro dei Benemeriti del Lavoro del Regno d’Italia[13].

Nel 1911, gli fu riconosciuta l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, con decreto del 6 aprile 1911, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n. 97 del 23 aprile 1912[14].

Eredità

Gli eredi della famiglia Salsi hanno mantenuto fino al XXI secolo la proprietà di alcuni beni storici, tra cui il Teatro Orfeo, venduto soltanto nel 2025[15].

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ Massimo Cardillo, Tra le quinte del cinematografo: cinema, cultura e società in Italia 1900-1937, EDIZIONI DEDALO, 1987, p. 86, ISBN 978-88-220-4522-5. URL consultato il 16 giugno 2025.
  2. ↑ Archivio Notarile Distrettuale di Napoli, atti edilizi e patrimoniali, 1890–1915, registri associati a incarichi pubblici per il Genio Civile.
  3. ↑ Archivio di Stato di Napoli, Fondo Presidenza del Consiglio, Serie Onorificenze, fascicolo "Amadio Salsi", 1905.
  4. ↑ Storia del teatro, su teatro Trianon Viviani. URL consultato il 12 giugno 2025.
  5. ↑ Teatri di Napoli Archivi, su AGIS Campania. URL consultato il 12 giugno 2025.
  6. ↑ Intervista alla famiglia Giugliano, Il Mattino, edizione Napoli, 14 dicembre 2025.
  7. ↑ Seguite il consiglio di Totò e Peppino, da Mimì alla Ferrovia si assaggia Napoli, su la Repubblica, 5 agosto 2022. URL consultato il 12 giugno 2025.
  8. ↑ Cardillo, p. 96.
  9. ↑ Massimo Cardillo, Tra le quinte del cinematografo: cinema, cultura e società in Italia 1900-1937, EDIZIONI DEDALO, 1987, p. 34, 36, ISBN 978-88-220-4522-5. URL consultato il 16 giugno 2025.
  10. ↑ Elio Matacena, su Caronte SpA. URL consultato il 12 giugno 2025.
  11. ↑ Maurizio Boursier Niutta e Antonio Matarazzo (a cura di), Azzurri 1990 – Storia iconografica e bibliografica del calcio a Napoli, Napoli, Edizioni Graus, 1990, p. 29.
  12. ↑ calcioantico, Naples Football Club - Stagione 1906-07 - Storia, su Calcioantico, 3 agosto 2017. URL consultato il 15 giugno 2025.
  13. ↑ Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, Libro d’Oro dei Benemeriti del Lavoro, Roma, 1905.
  14. ↑ Nomine a Cavaliere, N. 97, in Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, 23 aprile 2012.
  15. ↑ Intervista alla famiglia Giugliano, Il Mattino, 14 dicembre 2025.