Ambaradan
Ambaradan (anche ambaradam) è, nella lingua italiana, un termine che indica un insieme disordinato di elementi, un guazzabuglio, una grande confusione.
Origine
Questo termine ha avuto origine dall'Amba Aradam[1], un massiccio dell'Etiopia presso cui, nel 1936, avvenne una cruenta battaglia tra italiani e abissini. Durante questa battaglia le truppe italiane erano alleate con alcune tribù locali ma, a seconda delle trattative in corso, alcune di queste si alleavano a loro volta con il nemico, per poi riaffiancare i soldati italiani.
Al loro ritorno in Italia, i soldati, di fronte a una situazione disordinata e caotica, cominciarono a definirla «come ad Amba Aradam», «è un'Amba Aradam» e, per crasi, le due parole si sono fuse in una sola diventando "ambaradam". La trasformazione della consonante finale m in n è un errore di pronuncia diventato comune poiché la parola si trova raramente in forma scritta.
Un'evoluzione simile la si può notare nell'espressione «fare un quarantotto», «è successo un quarantotto» con riferimento ai moti rivoluzionari che sconvolsero l'Europa nel 1848.
Note
Bibliografia
- N. Zingarelli (a cura di), Vocabolario della lingua italiana, 2002
- Etiopia, quella strage fascista, La Repubblica, 22 maggio 2006
Voci correlate
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Collegamenti esterni
- Accademia della Crusca, Origine della parola ambaradan
- Dove il fascismo mostrò il suo volto disumano, su dolcevitaonline.it.