Ambrogio Campodonico

Ambrogio Campodonico (Castel Gandolfo, 14 agosto 1792 – Castel Gandolfo, 22 marzo 1869) è stato un presbitero e diplomatico italiano.[1]

Biografia

Studiò materie umanistiche al Collegio Romano ed entrò nell'allora Seminario di Sant'Apollinare, dove studiò teologia e fu ordinato sacerdote, anche se la data è sconosciuta. Conseguì anche la laurea in diritto canonico.[1]

Carriera diplomatica

Accompagnò il cardinale Tommaso Bernetti in un viaggio in Russia per l'incoronazione dello zar Nicola I nel 1826, rimanendo nel paese fino al 1835, quando fu inviato a Torino come incaricato d'affari e lavorò con Carlo Alberto di Savoia, del quale ottenne il favore.[1] Fu testimone di una maldestra caduta da cavallo del futuro re Vittorio Emanuele II, su cui scrisse una lettera inviata al cardinale Bernetti: testimonia che suo padre si arrabbiò molto.[2]

Fu nominato Internuzio apostolico in Brasile il 30 marzo 1841, presentandosi all'imperatore Pietro II l'11 settembre di quell'anno. Dal 6 settembre 1842, ricoprì anche l'incarico di delegato apostolico per Argentina, Paraguay, Uruguay e Cile.[3]

Durante la sua nunziatura, fece importanti passi avanti per proteggere i gesuiti nelle ex colonie ispaniche sotto la sua giurisdizione, così come per la reintroduzione della Compagnia nell'Impero brasiliano.[3] Tuttavia, dovette confrontarsi con le autorità locali, sia civili che ecclesiastiche, riguardo alla disposizione dei membri degli ordini religiosi, in particolare dei Cappuccini: poiché il governo brasiliano era in disaccordo con i superiori generali degli ordini, ignorava le leggi ecclesiastiche e intendeva disfarsi dei missionari semplicemente perché richiedeva e pagava i loro viaggi dall'Italia al Brasile.[4] Per quanto riguarda la nomina dei vescovi Basilio Antonio López e Marco Antonio Maiz alla diocesi di Asunción, assunse una posizione critica, sia perché riteneva che mancassero delle conoscenze necessarie per amministrare una grande circoscrizione, sia a causa delle difficoltà che il paese stava affrontando per politiche attuate dal presidente José Gaspar Rodríguez de Francia anni prima, che ostacolavano la libera circolazione in tutto il paese.[5]

L'8 novembre 1845 si dimise dalla nunziatura e tornò a Roma.[1] Fu nominato prelato domestico e cameriere segreto di Sua Santità, nonché canonico della Basilica Liberiana. Tuttavia, rifiutò di essere elevato alla dignità di arcivescovo da papa Gregorio XVI e di essere membro del Consiglio di Stato. Fu anche nominato rettore dell'Università di Roma "La Sapienza" nel 1855.[1][6]

Morì il 22 marzo 1869 nella sua città natale.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (PT) Notizia biografica di don Ambrogio Campodonico, su memoria.bn.gov.br, O Apóstolo (n°43). 22 de outubro de 1871, pp. pp. 340-341. URL consultato il 30 novembre 2025.
  2. ↑ Caduta da cavallo di Vittorio Emanuele II, su www.atlanteditorino.it. URL consultato il 30 novembre 2025.
  3. 1 2 (PT) Luiz Fernando Medeiros Rodrigues, O retorno da Companhia, a partir das missões populares dos jesuítas espanhóis, no extremo sul do Brasil (1842-1867) * The return of the Company, as from the popular missions of the Spanish Jesuits, in extreme Southern Brazil (1842-1867), in História e Cultura, vol. 3, n. 2, 22 settembre 2014, pp. 316-337, DOI:10.18223/hiscult.v3i2.983. URL consultato il 30 novembre 2025.
  4. ↑ (PT) Edilmar Cardoso Ribeiro, Impasse nas relações entre o Governo Imperial Brasileiro e a Santa Sé: do Decreto de n° 373, de 30 de julho de 1844, ao Acordo sobre as Missões Apostólicas de 1862, in Cadernos de História, vol. 20, n. 33, 2019, pp. 71–71, DOI:10.5752/P.2237-8871.2019v20n33p71. URL consultato il 30 novembre 2025.
  5. ↑ (ES) Patrícia Victòria Martínez i Àlvarez, La construcción de los estados nacionales y el conocimiento de las instituciones como fuente en la educación para la ciudadanía: el proyecto de cooperación Jornadas Educación y Ciudadanía con Perú, Bolivia, Ecuador y Paraguay, Edicions Universitat Barcelona, 2011, pp. 68-71, ISBN 978-84-475-3573-6. URL consultato il 30 novembre 2025.
  6. ↑ Almanacco romano ossia, raccolta dei primari dignitari e funzionari della citta' di Roma, 1858. URL consultato il 30 novembre 2025.

Collegamenti esterni