Anabas testudineus

Anabas testudineus
Persico scalatore
Stato di conservazione
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdineAnabantiformes
SottordineAnabantoidei
FamigliaAnabantidae
GenereAnabas
SpecieAnabas testudineus
Nomenclatura binomiale
Anabas testudineus
Bloch, 1792
Sinonimi

Amphiprion scansor
Bloch & Schneider, 1801
Amphiprion testudineus
(Bloch, 1792)
Anabas elongatus Reuvens, 1895
Anabas macrocephalus
Bleeker, 1855
Anabas microcephalus
Bleeker, 1857
Anabas scandens (Daldorff, 1797)
Anabas spinosus Gray, 1834
Anabas tastudineus (Bloch, 1792)
(errore ortografico)
Anabas testudinens (Bloch, 1792)
(errore ortografico)
Anabas testudineus lacustri
Das, 1966
Anabas testudineus ricei Das, 1966
Anabas testudineus riveri Das, 1966
Anabas trifoliatus Kaup, 1860
Anabas variegatus Bleeker, 1851
Anabus testudineus (Bloch, 1792)
(errore ortografico)
Anthias testudineus Bloch, 1792
Antias testudineus (Bloch, 1792)
Lutjanus scandens (Daldorff, 1797)
Lutjanus testudo Lacepède, 1802
(sinonimo ambiguo)
Perca scandens Daldorff, 1797
Sparus scandens (Daldorff, 1797)
Sparus testudineus (Bloch, 1792)
[1][2]

Il Pesce rampicante del Pacifico[3], conosciuto anche come Persico scalatore è una specie di pesci d'acqua dolce appartenente alla famiglia degli Anabantidae (genere Anabas), originario del Subcontinente indiano e del Sud-est asiatico, ad ovest della Linea di Wallace. Una delle sue caratteristiche è quella di passare da un corso d'acqua (o stagno) ad un altro vicino salendo sulla riva e attraversando così piccoli tratti di terraferma[4] e fuori dell'acqua, in ambiente opportunamente umido, può sopravvivere più giorni. Edule, nel Sud-est asiatico è un importante alimento.[5]

Caratteristiche

L'Anabas testudineus può raggiungere una lunghezza compresa fra i 23 ed i 25 cm.[5][6]

La colorazione degli esemplari viventi va dal grigio-chiaro al grigio-scuro. La parte inferiore è molto chiara mentre quella superiore è verde-oliva scuro. Sulla testa, verso la pancia, corrono lunghe strisce, sul bordo interno della copertura dell'opercolo si trova una macchia scura.[7]

Sulla linea laterale vi sono da 26 a 32 squame.[7] Le squame sono grosse e disposte regolarmente. L'iride è di color rosso[5]

Diffusione ed habitat

L'Anabas testudineus è largamente diffuso nel Sud-est asiatico:[6] la zona di diffusione va dal Subcontinente indiano alla linea di Wallace ed infine fino in Cina.[5]

Esso vive in fiumi di portata media fino a grande, nei canali e nei fossati per irrigazione, nei laghi, nelle paludi e nelle risaie.[6]

Modo di vita

Per spostarsi sul terreno l'Anabas testudineus adotta un movimento ondulato del proprio corpo e utilizza la copertura spinosa del suo opercolo, favorendo così la respirazione con il suo organo labirintico,[4] potendo in questo modo percorrere fino a 180 metri in una notte.[6] Si nutre di piante e di avannotti.[5]

Può trascinarsi all'asciutto alla ricerca di pozze d'acqua migliori, e può persino arrampicarsi sugli alberi.[8]

Note

  1. ↑ Anabas testudineus, su fishbase.de. URL consultato il 27 ottobre 2025.
  2. ↑ Anabas testudineus, su marinespecies.org. URL consultato il 27 ottobre 2025.
  3. ↑ Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 27 ottobre 2025.
  4. 1 2 (DE) Wilfried Westheide (Herausgeber), Gunde Rieger (Herausgeber): Spezielle Zoologie. Teil 2: Wirbel- oder Schädeltiere. Spektrum Akademischer Verlag, 2009, ISBN 978-3827420398, S. 305.
  5. 1 2 3 4 5 (EN) Anabas testudineus. in FishBase
  6. 1 2 3 4 (EN) Tim M. Berra: Freshwater Fish Distribution. University Of Chicago Press, 2007, ISBN 978-0226044422. S. 483.
  7. 1 2 (EN) Leng Sy Vann, Eric Baran, Chheng Phen: Biological Reviews of Important Cambodian Fish Species., S. 103. (Online (PDF) (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2014).
  8. ↑ Donald R. Prothero, Capitolo 10, L'origine degli anfibi, in La storia della vita in 25 fossili, traduzione di Costanza Bocchia, Aboca, 2015, p. 147, ISBN 978-88-5523-111-4.

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