Andezeno

Andezeno
comune
Andezeno – Stemma
Andezeno – Bandiera
Andezeno – Veduta
Andezeno – Veduta
Panorama del paese
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Piemonte
Città metropolitana Torino
Amministrazione
SindacoAgostino Ambrassa (lista civica Tutti per Andezeno) dal 09-5-2024
Territorio
Coordinate45°02′15.89″N 7°52′13.9″E
Altitudine306 m s.l.m.
Superficie7,49 km²
Abitanti1 965[1] (31-5-2026)
Densità262,35 ab./km²
Comuni confinantiArignano, Chieri, Marentino, Montaldo Torinese
Altre informazioni
Cod. postale10020
Prefisso011
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001009
Cod. catastaleA275
TargaTO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 813 GG[3]
Nome abitantiandezenesi[4]
Patronosan Giorgio, santa Giustina
Giorno festivo25 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Andezeno
Andezeno
Andezeno – Mappa
Andezeno – Mappa
Localizzazione del comune di Andezeno nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Andezeno (pronuncia /andeˈʣʣeno/[5]; Andzen in piemontese) è un comune italiano di 1 965 abitanti[1] della città metropolitana di Torino in Piemonte. Sorge su un'altura a nord-ovest del Monferrato e a est della pianura di Chieri.

Geografia

Piccolo centro di 7,8 km² sulle pendici della collina torinese, dista 20 chilometri da Torino, sulla strada Provinciale Chieri-Castelnuovo Don Bosco in direzione del Monferrato e di Asti.

Origini del nome

Il toponimo di origine celtico-latino, secondo Dante Olivieri, deriva da Andicus, da cui sarebbero derivate le proprietà di Andi, Andeco e Andicello, tre curterm distinte, poi divenuto Andsèn, che rimanda a un derivato in -ellus, successivamente italianizzato in Andezeno. Una differente considerazione sull'origine toponomastica è stata proposta nel derivato da Andes, nome di tribù celtica (Giulio Cesare, De bello Gallico) attestata nel centro della Francia e nella pianura padana, nei pressi di Mantova, da cui Andi > Andio, collina a nord di Andezeno, trasformatosi poi nel diminutivo sulla collina più a valle, di Andes-ellus, Andezeno.

Storia

Andezeno (Andzèn) è un'antica località di origine celtico-latina. In età romana per la sua vicinanza, due miglia, apparteneva all'agro del Municipium di Carreum (o Carream) Potentia, l'attuale Chieri. La sua prima citazione scritta risale all'anno 992 in un documento dell'imperatore Ottone III, di conferma di beni al monastero benedettino di Breme già della Novalesa. Il luogo si forma con l'unione di più proprietà (curtem e celle monasteriali) del territorio. Citato nel 992 il monastero di Breme, già monastero della Novalesa, nel 1034 il monastero di Nonantola e la nobile famiglia Pombia-Biandrate con le curtem di Andego e il villaggio di Cesole, nel 1047 le curtem di Andio e Andego del vescovo di Torino e nel 1159 la curtem de Calliano del vescovo di Torino, e nel 1253, ma già in precedenza la Bicocca di Moano dei nobili Valimberti.

La Curtem/Cella monastero benedettina in Andesellus, in età medioevale, è il luogo di maggior sviluppo, fortificato con castello e mura, appartiene ai Monaci del monastero di Breme/Novalesa, che ne sono anche feudatari ed è successivamente feudo diretto dell'imperatore di cui sono commendatari nel 1026-1027 il vescovo di Como, per amicizia personale con l'imperatore Corrado, nel 1048 il vescovo di Pavia e dal 1065 il vescovo di Como. Nel 1152 papa Eugenio III riconferma a Rainaldo, abate di San Pietro di Breme, tutti i suoi possessi.

Con la pace in Andezeno del 1260 nella lotta fra il libero comune di Chieri e la nobile famiglia Biandrate, il vicino villaggio di Cesole viene diviso a metà fra Chieri e Andezeno con la distruzione del castello. I Biandrate a loro volta assegnano la proprietà terriera di Cesole al nobile Pietro De Castello (padre di Algisa, moglie di Gottofredo di Biandrate). È assai probabile (pur mancando la documentazione) che i Biandrate, proprietari anche della curten in Andeco, sul territorio di Andezeno, al fine di non perdere la loro maggior influenza su Chieri, si accordino o acquistino dal Monastero di Breme i diritti sugli uomini di Andezeno per cinque soldi d'oro di Vienne, annuali, come risulta dalla successiva vendita (se pur impropria) della proprietà (per duemila lire Astesi) fatta del luogo con i suoi abitanti al comune di Chieri nel dicembre del 1290, a danno del Monastero di Breme. Da tale data Andezeno è unito a Chieri pur mantenendo autonomia amministrativa con un suo podestà prima di nomina chierese e poi del luogo.

Il luogo segue le vicissitudini del comune di Chieri che, nel 1339, presta dedizione al re Roberto d'Angiò, e nel 1347 ad Amedeo VI di Savoia e a Ludovico d'Acaia. Nel febbraio 1333 re Giovanni di Boemia ne incendiò il ricetto, ma poi si ritirò per aver subito la perdita del suo capitano e altri due soldati. Nel 1396 Facino Cane devastò il Chierese e bruciò alcune case anche in Andezeno. Di questo secolo è la notizia di una comunità Catara affiliata a quella di Moncalieri ed è risolta la lite per la parrocchia a favore del vescovo di Torino contro il monastero di Breme. Nel XV secolo, dopo una lunga lite per il pagamento del tasso, venne diviso il territorio con i comuni confinanti. A metà di tale secolo risale la costruzione del mulino in regione cesole con la deviazione delle acque del rio Canarone nei rio Santena. Nel 1510 a seguito dell'elezione di papa Giulio II, commensale e parente dell'abate commendatario, Breme si impossessò nuovamente della parrocchia e ne nominò un suo parroco. Nella successiva guerra tra Francia e Spagna, Breme perse ogni diritto sulla parrocchia per l'occupazione e distruzione del monastero stesso. Nei primi giorni del dicembre 1543, Andezeno fu occupato dalle truppe francesi e pochi giorni dopo venne distrutto da quelle spagnole alleate dei Savoia al fine di rioccupare il luogo ed allontanare la minaccia degli imperiali su Chieri. Considerati traditori per essersi arresi ai francesi, gli andezenesi furono allontanati dal luogo e solo nell'aprile del 1545 ottenneroo la grazia dal re Carlo di Savoia alla rioccupazione e ricostruzione del luogo e infeudati delle loro proprietà. Una nuova deviazione delle acque del Rio Santena in località Fruttera per portare l'acqua in regione S. Vito con la costruzione di un nuovo mulino per la macina dei cereali e l'irrigazione dei terreni circostanti. Nel 1619 Andezeno fu concesso in feudo, al chierese Giovanni Battista Gabaleone, intendente di Casa Savoia e, dal 1649, elevato al titolo di contado con Baldicchieri e Salmour. Il 15 giugno 1728 il conte Francesco Giacinto Gabaleone di Salmour, con approvazione del Senato, emanò i Bandi Campestri da osservarsi nel territorio. Imparentati con la nobile famiglia dei Balbiano di Colcovagno, gestirono alternativamente con i loro eredi ed altri la riscossione del tasso.

Nel 1719, dopo tre giorni di missione dei Padri Gesuiti, in Andezeno sorse l'Associazione di Carità contro l'accattonaggio ed in soccorso dei poveri. Nel 1753, denominata "la filatura", fu attivo un setificio, proprietà della più prospera della famiglia Villa, commercianti a Torino. Nello stesso anno la Comunità approntò una fornace per i laterizi da utilizzare nella costruzione della nuova chiesa parrocchiale. Ceduta nel 1819 alla famiglia Pasquina, cessò l'attività nel 1939. Circa la metà del XVIII sec. nel molino di San Vito è attiva la lavorazione della affaiteria e concia delle pelli di animali. Di tale attività è ancora oggi nominata tale zona. Con l'occupazione napoleonica del Piemonte, Andezeno fu incluso nel cantone del Po, distretto di Riva presso Chieri. Nel 1834 tramite il conte Giulio Cesare Balbiano d'Aramengo, il comune ricorse, senza esito, al fine di erigersi a distretto indipendente. Il 25 novembre dello stesso anno, ebbe inizio, finanziata dal medesimo conte Balbiano, la prima scuola, un laboratorio femminile, l'asilo infantile e una piccola infermeria, presso la parrocchia, gestita da due suore vincenzine di S. Giuseppe Benedetto Cottolengo. Il 5 marzo 1885 fu costituita la Società Cooperativa Agricola di Andezeno con trentacinque soci. Nel 1907 nacque la Società Cooperativa in n.c. Coppo, Gaschino e C., Cassa Rurale di prestiti S. Giorgio con ventuno soci, in seguito affiliata a quella di Bagnolo Piemonte, rovinosamente fallita nel 1926.

A causa dell'emigrazione verso la città e relative industrie, la popolazione si ridusse a poco più di 900 abitanti, per aumentare nuovamente dopo la seconda guerra mondiale con l'immigrazione prima dal Veneto e poi dal sud Italia. Nella seconda metà degli anni 1950, tramite il sindacalista Luigi Macario, Andezeno fu riconosciuto area depressa con i relativi benefici per nuovi insediamenti produttivi e nel 1959 alla presenza del ministro Giuseppe Pella fu inaugurato lo stabilimento industriale Plaximetal. Dalla vicina Chieri si trasferirono nuove industrie tessili che con altri nuovi stabilimenti produttivi, nel tempo, costituirono l'area industriale e la conseguente trasformazione territoriale da area prevalentemente agricola ad area produttiva. Il 19 gennaio 1972 il consiglio comunale, su proposta del vice sindaco Ernesto Coppo, fu adottato il primo piano regolatore generale individuando le aree abitative, commerciali, produttive e agricole.

Simboli

Lo stemma, derivato da quello dei nobili Rochato (Roccati)[6], è utilizzato dal comune anche se privo di formale decreto di concessione e si può blasonare: d'azzurro, alla montagna di verde al naturale, movente dalla punta, dalla quale sgorga una sorgente scorrente in banda verso il cantone sinistro della punta, sormontata da tre stelle d'argento, ordinate in fascia. Lo scudo è accompagnato da due cartigli, uno sormonta il capo con l'iscrizione latina Sic virtus e l'altro sotto alla punta: Communitas Antecelli. La corona è quella da comune.[7]

Il gonfalone in uso è costituito da un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il centro storico

Andezeno fu quasi totalmente distrutta nel 1543. Vi sono scarse testimonianze dell'originale tessuto urbano medioevale che, con alcune piccole viuzze, forma oggi il centro storico in cima alla collina, bastionata con mura risalenti al XVIII secolo: l'ex asilo infantile, ora casa privata; un edificio risalente al XV secolo con una pregevole facciata in mattoni a vista con quattro finestre ad arco acuto; la parrocchiale di San Pietro, Giorgio e Giustina del 1753; la chiesa dei "Batu" del 1596; la torre campanaria risalente al XIII secolo, in origine torre di difesa del castello; l'antico Palazzo dei nobili, conti Balbiano del XVIII secolo; Palazzo degli Ormea; e dai più moderni Palazzo-residenza della famiglia Villa (Villa S. Carlo) del XVIII secolo; dalla casa Angelino del XIX secolo; dalla vigna"settecentesca della famiglia Valimberti-Varrone, ora Condio. Casa Richeto, Richetto del XVII secolo residenza (nel XIX secolo) del comandante della Guardia Civile di Chieri, Francesco Piovano, ora Villa Balbiano. La Villa-Castello Simeon costruita tra 1825-1830. Sul territorio gli antichi nuclei agrari (ex curtensi), con Cappella, di "Cesole" con il mulino ad acqua del XV sec. e di "Fruttera", dal 1818 proprietà del ministro savoiardo e filosofo francese Joseph de Maistre, ove nel 1857 soggiornò don Bosco con i suoi ragazzi ospiti della contessa Ottavia, deceduta in concetto di santità. La Cascina "Tario", in parte trasformata in residenza civile e in parte, in comodato d'uso, sede della Comunità "Cascina Tario" di don Luigi Ciotti.

Il castello

L'ultima notizia del castello medioevale di Andezeno è fornita dall'antico catasto del 1533, in cui risulta occupato dalla famiglia dei tre fratelli Pozzo. Il nucleo originario del castello, di cui restano poche tracce, risale al XII-XIII secolo. Fu gravemente danneggiato e poi distrutto nel XVI secolo dall'esercito spagnolo e da quel momento non se ne hanno più notizie. Esso è stato in parte incorporato nella costruzione della nuova residenza della famiglia Ormea e Berta nel secolo XVII e della famiglia Villa all'inizio del XVIII secolo, con la totale trasformazione della collina sul lato sud-ovest verso Chieri.

La parrocchiale di San Pietro, Giorgio e Giustina

Chiesa parrocchiale San Giorgio

Dedicata ai patroni del paese, è opera dell'architetto Giovan Battista Casasopra. Fu costruita fra il 1753 ed il 1764 e consacrata nel 1775, dopo anni di discussioni sull'opportunità o meno di abbattere la vecchia chiesa parrocchiale medievale di San Pietro (di proprietà dei monaci del monastero di Breme, già della Novalesa), troppo piccola e fatiscente.
La chiesa è a navata unica rettangolare con sei cappelle, tre per lato, comunicanti. Il soffitto è a botte ed affrescato dai fratelli Paolo Emilio Morgari e Luigi Morgari. Sotto l'altare maggiore è presente un'urna riccamente cesellata in cui è conservato il corpo di santa Giustina martire proveniente dalle catacombe romane, protettrice dei frutti della terra, festeggiata ogni anno nell'ultima domenica di ottobre.

La chiesa dei Batu

La confraternita di San Marco, conosciuta con il nome di "Chiesa dei Batu", ha svolto un ruolo significativo nella storia del paese. Essa era proprietà dell'antica Compagnia dei disciplinanti, o Battuti, movimento religioso che si rifà alla predicazione di san Vincenzo Ferreri ma che ha le sue origini più lontane nei movimenti pauperistici dell'XI secolo. I lavori per la costruzione iniziarono nel 1596 e si conclusero con la consacrazione nel 1604 da parte dell'arcivescovo Carlo Broglia che per l'occasione ricevette il dono di un baldacchino in damasco. In una relazione del tempo si legge «…si andava a gara tra confratelli e sorelle, di arricchir di arredi la nuova chiesa…», tanto che diventò uno specchio per la nobiltà locale, che poteva confrontarsi nelle iniziative devozionali. Il risultato fu la creazione di un ricco e fastoso arredo di cui ora non rimane altro che la descrizione.
Ristrutturata nel 1844 e nuovamente alla fine del secolo per rimediare a una situazione dissestata da interventi provvisori. La decadenza iniziò ai primi anni del millenovecento quando le peggiorate condizioni della popolazione locale non permisero più di elargire doni come in passato.

La chiesa di San Gregorio (Grato) e poi Giorgio al Cimitero

Chiesa di San Giorgio nel cimitero

La chiesa era originariamente detta di "San Gregorio, (poi, Grato)", come risulta nella visita pastorale del 1584 di monsignor Peruzzi. Sorge alla sommità dell'omonima collina di San Giorgio, a nord, poco distante dal paese, nell'antico cimitero (I-II, secolo a.C.), ed ex Curtem in Andeco. Di antichissima origine, la parete sud (meglio conservata), seppur ampiamente rimaneggiata, conserva i segni di muratura costruita con materiale litico di recupero dall'adiacente cimitero e risalente all'età romana. Nel X-XI secolo, sono state aggiunte l'abside ed i portali in stile romanico-lombardo e successivamente restaurata più volte nei secoli. I lavori di restauro del 1959 hanno evidenziato la natura più antica della chiesa: la parete nord ed il tetto sono state totalmente rifatti e la facciata rimaneggiata.

Società

Evoluzione demografica

Negli ultimi settanta anni, a partire dal 1951, la popolazione residente è raddoppiata.

Abitanti censiti[8]

Stranieri

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti ad Andezeno sono 188[9], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[10]:

  1. Romania, 136

Cultura

Biblioteche

Ad Andezeno è presente una biblioteca civica, registrata sotto il Polo regionale Piemonte 2[11].

Economia

Paese prevalentemente agricolo sino al secondo dopoguerra, dai primi anni Sessanta ha subito una forte industrializzazione. Ai primi anni Ottanta risale la costruzione di un'area artigianale-industriale situata a sud-ovest rispetto all'abitato.
Oggi Andezeno vanta numerose piccole e medie aziende nei settori alimentare, meccanico, tessile, grafico, cartotecnico, stampaggio materie plastiche, industria molitoria, produzione di mangimi e alimenti per animali.
Tra i prodotti tipici locali spiccano il grissino Rubatà, il rinomato vino Freisa, le cipolle "piatline", i cardi, protagonisti della "Sagra del Cardo e della Bagna Càuda", manifestazione che ha luogo ogni anno la seconda domenica di ottobre.

Amministrazione

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Emanuelita Nosengo lista civica Sindaco
2009 2014 Emanuelita Nosengo lista civica Sindaco II mandato
2014 2019 Franco Gai lista civica Tutti per Andezeno[12] Sindaco
2019 2024 Franco Gai lista civica Tutti per Andezeno Sindaco II mandato
2024 in carica Agostino Ambrassa lista civica Tutti per Andezeno Sindaco

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Comune di Andezeno : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Andezeno e città, Torino, Piemonte, su www.comune-italia.it. URL consultato il 4 agosto 2026.
  5. ↑ Cioè con la -z- sonora e l'-e- chiusa. Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Andezeno", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, ISBN 978-88-397-1478-7.
  6. ↑ D’azzurro, alla rupe (rocca) d'argento, carica di una palma di verde, accompagnata da tre stelle (8) d'oro (male ordinate?). Motto: Sic virtus.
  7. ↑ Stemmario civico piemontese, vol. I, Consiglio Regionale del Piemonte, 2016, p. 15, ISBN 978-88-96074-98-5.
  8. ↑ Dati tratti da:
  9. ↑ Dato Istat al 31 dicembre 2017, su demo.istat.it. URL consultato il 27 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  10. ↑ Dati superiori alle 20 unità.
  11. ↑ Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche 3A - Biblioteca civica di Andezeno, su iccu.sbn.it. URL consultato il 30 marzo 2022.
  12. ↑ Comune di Andezeno Liste e risultati, su repubblica.it. URL consultato il giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2014).

Bibliografia

  • Il Piemonte paese per paese, Ed. Bonechi, 1993, pp. 69 – 71.
  • Andezeno "Mille anni di storia" Territorio, popolamento e potere nei secoli medioevali - Ed. Comune di Andezeno, 1992
  • Andezeno "Mille anni di storia" Produzione sacra, strategie devozionali e tutela, sec. XVII-XIX - Ed. Comune di Andezeno, 1992.
  • Archivio di Stato, Torino e Milano.
  • L.C. Bollea "Cartario dell'Abazia di Breme".
  • Anonimo, "Cronicom Monasterii Novalicensis".
  • P.D. Luigi Tatti, "Degli annali Sacri della città di Como"
  • Archivio storico Città di Chieri, "Libro Rosso".
  • Archivio storico "Comune di Andezeno".
  • Archivio "Parrocchia S. Pietro, Giorgio, Giustina, di Andezeno"
  • Archivio della Curia Arcivescovile di Torino

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 245413192 · GND (DE) 4615273-8