Andrea Causin

Andrea Causin

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato23 marzo 2018 –
12 ottobre 2022
LegislaturaXVIII
Gruppo
parlamentare
- FI-BP-UDC (fino al 25/01/2021)
- EU-MAIE-CD (dal 25/01/2021 al 29/03/2021)
- Misto/Ni (dal 29/03/2021 al 22/12/2021)
- Misto/IaC (I-C-EU-NdC (NC)) (dal 23/12/2021 al 10/07/2022)
- Misto/MAIE-CI (dal 11/07/2022)
CoalizioneCentro-destra 2018
CircoscrizioneVeneto
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato15 marzo 2013 –
22 marzo 2018
LegislaturaXVII
Gruppo
parlamentare
- SCpI (fino al 16/12/2014)
- AP-CpE-NCD (dal 16/12/2014 al 20/06/2017)
- FI-PdL-BP (dal 20/06/2017)
CoalizioneCon Monti per l'Italia
CircoscrizioneVeneto 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoForza Italia (2017-2021; dal 2025)
In precedenza:
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
PD (2007-2011)
Ind. (2011-2013; 2014-2017; 2021)
SC (2013-2014)
CI (2021-2025)
Titolo di studioDiploma di maturità classica
ProfessioneImprenditore del settore dei servizi

Andrea Causin (Venezia, 13 settembre 1972) è un politico italiano.

Biografia

Nato a Mestre (Venezia) ma residente a Martellago (Venezia), dove vive con la moglie Claudia Padovan e i due figli è iscritto alle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (ACLI), di cui è stato presidente del suo movimento giovanile, Gioventù Aclista, dal 1999 al 2001, facendo anche parte del Consiglio, della Direzione e della Presidenza nazionale delle ACLI, e dell'associazione provinciale di Venezia dal 2002 al 2005[1]. Nel frattempo, è dirigente presso varie aziende pubbliche nel settore dell'energia e dell'ambiente.

Alle elezioni comunali in Veneto del 1994 si candida al consiglio comunale di Martellago, tra le liste del Partito Popolare Italiano (PPI) a sostegno del candidato sindaco di centro Marco Stradiotto, risultando eletto consigliere comunale.

Nel 2002 aderisce allo scioglimento del PPI e la sua confluenza ne La Margherita di Francesco Rutelli come partito, mentre alle elezioni regionali in Veneto del 2005 si candida con la lista civica Per il Veneto con Carraro, a sostegno del candidato presidente di centro-sinistra Massimo Carraro, risultando eletto nel collegio di Venezia con 2.672 preferenze in consiglio regionale del Veneto[2].

Nel 2007 partecipa allo scioglimento della Margherita e la sua confluenza nel Partito Democratico (PD), di cui diventa responsabile agli enti locali nella segreteria nazionale guidata da Walter Veltroni e vice-segretario regionale in Veneto[1].

Alle elezioni primarie del PD del 2009 sostiene la mozione di Dario Franceschini, segretario uscente e vicesegretario sotto Veltroni, ma che risulterà perdente arrivando secondo con il 34,27% dei voti dietro all'ex ministro Pier Luigi Bersani (53,23%), per cui si era candidato alla segreteria regionale in Veneto quale espressione locale[3], venendo a sua volta sconfitto dalla candidata Bersaniana Rosanna Filippin.

Alle regionali venete del 2010 viene confermato consigliere regionale, tra le liste del PD nel medesimo collegio come primo degli eletti con 7.008 preferenze.[4]

Nel marzo 2011 formalizza l'uscita dal PD, evidenziando il tradimento del progetto riformatore del Lingotto da parte della segreteria Bersani.

Dopo aver organizzato in Veneto il movimento Italia Futura, promosso da Luca Cordero di Montezemolo, contribuisce alla formazione della lista Scelta Civica, nella quale è candidato ed eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione Veneto 2 a seguito delle elezioni politiche del 2013. È stato membro del Consiglio direttivo del gruppo parlamentare Scelta Civica per l'Italia alla Camera dei deputati e responsabile organizzazione nazionale di Scelta Civica fino alla fine dell'esperienza di Scelta Civica, seguita alla decisione di Mario Monti di abbandonare la politica attiva.

Pur non avendo aderito ad alcun partito, è componente del gruppo di Area Popolare nella convinzione che ci sia bisogno in Italia di un grande partito che faccia riferimento al Partito Popolare Europeo.

Il 20 giugno 2017 aderisce a Forza Italia, con cui alle elezioni politiche del 2018 viene candidato al Senato della Repubblica, tra le sue liste nel collegio plurinominale Veneto - 01 in quarta posizione, venendo eletto.

Nel dicembre 2019 è tra i 64 firmatari (di cui 41 di Forza Italia) per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari: pochi mesi prima i senatori berlusconiani avevano disertato l'aula in occasione della votazione sulla riforma costituzionale.[5]

Il 19 gennaio 2021, vota la fiducia al Governo Conte II, in dissenso dal suo gruppo. Viene immediatamente espulso da Forza Italia.[6] Il 27 gennaio al Senato nasce Europeisti-Maie-Centro Democratico, gruppo di 10 parlamentari del Misto di diversa provenienza (MAIE, CD, Autonomie, ex M5S, ex PD, ex FI) che sostengono un nuovo incarico a Giuseppe Conte, tra cui Causin, che sarà il vice presidente.[7] Il 29 marzo il gruppo si scioglie. Il 23 dicembre, sulle orme di quanto avevano fatto prima di lui la senatrice Mariarosaria Rossi e il senatore Raffaele Fantetti, aderisce a Coraggio Italia, entrando a far parte della componente IDeA-Cambiamo-Europeisti-noi di Centro (Noi Campani).

Nel giugno 2022 Giovanni Toti e Marco Marin, insieme a una folta schiera di parlamentari, lasciano Coraggio Italia, pertanto l'11 luglio Causin esce dalla componente Italia al Centro al Senato e aderisce alla componente del Movimento Associativo Italiani all'Estero, per l'occasione rinominata MAIE-Coraggio Italia.[8]

Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene candidato al Senato nel collegio uninominale Trentino-Alto Adige - 06 (Bressanone/Brixen) per il centro-destra in quota Noi moderati, lista composta da Coraggio Italia, Italia al Centro, Noi con l’Italia e UdC, per la quale è capolista nel collegio plurinominale Veneto - 01.[9] Tuttavia, nel collegio uninominale Causin con il 6,97% arriva quarto dietro a Meinhard Durnwalder di SVP-PATT (46,11%), Hans Heiss di Alleanza Verdi e Sinistra (15,58%) e Ulli Mair di Die Freiheitlichen (8,89%), mentre a livello nazionale Noi moderati non supera la soglia di sbarramento del 3%, non conseguendo seggi nella quota proporzionale.

Il 25 febbraio 2025 dalla sede di Forza Italia a Padova, il segretario regionale Flavio Tosi annuncia il rientro ufficiale di Causin nel partito.[10]

Note

  1. 1 2 Tutti gli uomini (e le donne) del segretario . Corriere della Sera, su www.corriere.it.
  2. ↑ Regionali 03/04/2005 Area ITALIA Regione VENETO Provincia VENEZIA, su Eligendo.
  3. ↑ Filippin, Causin e Casson: tre nomi per il Pd - Corriere del Veneto, su corrieredelveneto.corriere.it.
  4. ↑ Regionali 28/03/2010 Area ITALIA Regione VENETO Provincia VENEZIA, su Eligendo.
  5. ↑ Taglio parlamentari, Forza Italia guida la coalizione dei salva-poltrone. Firmano per il referendum pure 7 Pd, 3 M5S e due renziani, su ilfattoquotidiano.it, il Fatto Quotidiano, 18 dicembre 2019. URL consultato il 21 dicembre 2019 (archiviato il 20 settembre 2020).
  6. ↑ Senato, Rossi e Causin sì a fiducia: fuori da Forza italia, Adnkronos, 19 gennaio 2021. URL consultato il 21 gennaio 2021 (archiviato il 20 gennaio 2021).
  7. ↑ Sky TG24, Crisi di governo, in Senato nasce il gruppo degli Europeisti: chi sono, su tg24.sky.it, 28 gennaio 2021. URL consultato l'11 agosto 2023.
  8. ↑ Nascono alla Camera e al Senato le componenti di Coraggio Italia, su Coraggio Italia, 7 luglio 2022. URL consultato il 25 luglio 2022.
  9. ↑ Elezioni Senato 2022: tutte le sfide uninominali, ecco i candidati delle 4 coalizioni, su la Repubblica, 23 agosto 2022. URL consultato l'11 agosto 2023.
  10. ↑ Forza Italia prosegue la campagna acquisti: Andrea Causin torna azzurro, su www.ilgazzettino.it, 26 febbraio 2025. URL consultato il 26 febbraio 2025.

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