Andreas Pevernage

Immagine del mottetto Gloria in Excelsis, nella quale sono osservabili degli angeli reggenti una composizione di Andreas Pevernage. Dettaglio da un'incisione di Johannes Sadeler basata su un disegno di Maarten de Vos, 1587[1]

Andreas[2] Pevernage (Harelbeke, 1542 o 1543 – Anversa?, 30 luglio 1591) è stato un compositore e maestro di coro fiammingo del tardo rinascimento, attivo nelle città di Bruges, Kortrijk ed Anversa.

Fu un prolifico autore di chansons, mottetti e madrigali, ed al contempo stesso uno dei pochi compositori dei Paesi Bassi che rimase nella sua terra natale durante il turbolento periodo dei conflitti religiosi avvenuti nel tardo XVI secolo[3].

Biografia

Pevernage nacque a Harelbeke, una cittadina nei pressi di Kortrijk, prestando probabilmente servizio come cantore e chierichetto nella chiesa di quest'ultima. Dopo essere divenuto maestro del coro prima della Cattedrale di Bruges il 21 febbraio 1563 e poco dopo della Onze-Lieve-Vrouwekerk di Kortrijk, nel 1564 divenne cappellano di quest'ultima raggiungendo nel 1569 la carica di vicario permanente. Sempre a Kortrijk, Pevernage entrò a far parte della corporazione di Santa Cecilia, per la quale scrisse una buona parte della sua musica[4].

Frontespizio dell'Encomium Musices, mostrante il mottetto di Pevernage à sei voci Nata et grata polo, inciso e pubblicato da Philip Galle, circa 1590[5]

Le guerre di religione del XVI secolo devastarono i Paesi Bassi e le regioni confinanti, tanto che la guerra raggiunse perfino Kortrijk. Pevernage fuggì da quest'ultima nel 1577 o 1578 con la sua famiglia quando i calvinisti, gente non amante d'ogni genere di musica, presero il potere; inoltre, in quanto cattolico romano, il compositore non era al sicuro durante quel periodo di massacri. Fu così che la sua famiglia si trasferì ad Anversa, dove vi rimase sino all'anno successivo, anno nel quale Pevernage fu nominato maestro di coro a Bruges. Tuttavia, anche questa città fu conquistata dai calvinisti ed il musicista rimase senza lavoro fino al 1584, quando riprese il suo precedente impiego a Kortrijk. Il 29 ottobre 1585 fu nominato maestro di coro presso la Cattedrale di Nostra Signora, poco dopo la conquista spagnola della città, dedicandosi inoltre alla ricostruzione della vasta biblioteca musicale saccheggiata e incendiata dai calvinisti. Rimase in questo incarico fino alla sua morte, avvenuta nel 1591, venendo sepolto nella Onze-Lieve-Vrouwekathedraal[3].

Musica

Le 235 composizioni superstiti di Andreas Pevernage sono tutte esclusivamente vocali e distinguibili in sacre (115) e profane (120).

La sua produzione chiesastica comprende sei messe, pubblicate ad Anversa postume nel 1602 per cinque o sette voci, seguite da una raccolta di mottetti intitolata Cantiones sacrae, risalente al 1578 ed includente anche alcune opere profane, molte delle quali sono pezzi d'occasione scritti in onore della nobiltà locale, tra cui Margherita di Parma, ed un gruppo di 14 antifone mariane, pubblicate postume come le messe. Stilisticamente sono tipiche della prassi di fine Cinquecento, alternando tessiture omofoniche e polifoniche ed utilizzando gruppi di voci in alternanza in uno stile cori spezzati (di qui si concerne che l'influenza della scuola veneziana si fece sentire persino nei Paesi Bassi).

Pevernage scrisse anche madrigali italiani, in quanto questo genere era estremamente popolare persino nell'Europa settentrionale (in Inghilterra la moda stava appena iniziando alla fine degli anni 1580), componendo anche molte chanson francesi, pubblicate in quattro libri distinti. Quest'ultime fanno uso di sincopi, melismi e ritmi complessi[6].

Note

  1. ↑ (EN) Harvard, Annunciation to the Shepherds | Harvard Art Museums, su harvardartmuseums.org. URL consultato il 26 marzo 2026.
  2. ↑ o Andries
  3. 1 2 Kristine Forney, Pevernage [Bevernage, Beveringen], Andreas, in Oxford Music Online, Oxford University Press, 2001. URL consultato il 26 marzo 2026.
  4. ↑ John A. Rice, Saint Cecilia in the Renaissance: the emergence of a musical icon, the University of Chicago Press, 2022, ISBN 978-0-226-81710-1.
  5. ↑ Encomium Musices - Galle, Philip, su www.wurlitzerbruck.com. URL consultato il 26 marzo 2026 (archiviato l'8 dicembre 2019).
  6. ↑ Gustave Reese, Music in the Renaissance, Rev. ed, Norton, 1959, ISBN 978-0-393-09530-2.

Bibliografia

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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