Angiolo Pasqui

Angiolo Pasqui, talvolta riportato come Angelo Pasqui (Arezzo, 8 settembre 1857 – Roma, 15 ottobre 1915), è stato un archeologo italiano.

Biografia

Nacque l'8 settembre 1857 ad Arezzo, nel Granducato di Toscana; ebbe almeno un fratello minore, Ubaldo (nato nel 1859). I genitori lo avviarono verso gli studi tecnici ma dopo averli completati nel 1871, optò per lo studio di letteratura e archeologia, avendo come insegnante Gian Francesco Gamurrini.[1]

Nel 1874 compose un primo studio di ricostruzione di un monumento sepolcrale chiusino, pubblicato poi negli Annali dell'Istituto di corrispondenza archeologica nel 1877, mentre nel 1876 avviò un imponente lavoro sulle pitture parietali nelle tombe etrusche, raccogliendo una gran quantità di materiale e osservazioni; dovette tuttavia interrompere quest'ultimo incarico quando fu nominato segretario del Regio commissariato delle antichità dell'Etruria e dell'Umbria. Insieme a Gamurrini e a Adolfo Cozza avviò i lavori preparatori per una Carta archeologica dell'Italia centrale, visitando tutto l'Agro romano e la bassa Etruria.[1] Si dedicò spesso anche alla sua città, realizzando insieme al fratello Ubaldo una monografia sulle chiese di Arezzo.[2]

Entrò di ruolo come adiutore nel personale delle Antichità e Belle Arti nel 1891, venendo poi promosso viceispettore nel 1895 e ispettore nel 1897. Trascorse questo periodo tra Roma e Firenze, venendo nominato direttore del Museo Nazionale Romano e dell'Ufficio degli scavi di Roma e collaborando con Felice Barnabei all'allestimento del Museo etrusco di Villa Giulia.[2] Si occupò anche di numerosi scavi tra cui quelli presso la villa di Boscoreale, quelli per la scoperta della villa di Orazio a Licenza[2], quelli per il tempio di Giunone Sospita a Lanuvio, quelli di Ostia antica e quelli per la riscoperta dell'Ara Pacis Augustae a Roma.[1]

Morì il 15 ottobre 1915 a Roma.[1]

Nel 1931 il governatorato di Roma ha destinato il suo nome a una costruenda strada al Lido di Ostia, poi individuata negli anni successivi.[3]

Note

  1. 1 2 3 4 Cronaca delle Belle Arti (PDF), in Bollettino d'Arte, n. 11, pp. 77-79. URL consultato il 19 maggio 2026.
  2. 1 2 3 Luca Mazzocco, Angiolo Pasqui, su museoetru.it, Museo nazionale etrusco di Villa Giulia. URL consultato il 19 maggio 2026.
  3. ↑ Via Angiolo Pasqui, su geoportale.comune.roma.it, Ufficio toponomastica - Roma Capitale. URL consultato il 19 maggio 2026.

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