Anna Cabras Brundo

Anna Grazia Maria Cabras Brundo (Cagliari, 26 novembre 1919 – 26 maggio 2008) è stata una scultrice e pittrice italiana del Novecento. Realizzò numerosi ritratti e busti di noti personaggi dell'ambito culturale e politico sardo e italiano.

Biografia
Anna Brundo nasce a Cagliari nel 1919 da Erminio Brundo e Marta Garbati. Fin da piccola ha sempre dimostrato una particolare predisposizione per il disegno e per la matematica. Autodidatta, all’età di 16 anni aveva già realizzato la sua prima scultura raffigurante il nonno Domenico Garbati, successivamente il suo autoritratto oltre a diversi disegni magistrali.[1]
Nel 1936 frequenta lo studio dello scultore Francesco Ciusa che si accorge immediatamente delle doti della giovane artista apprezzandone le innate capacità prospettiche, la istintiva conoscenza dell’anatomia umana e la destrezza nel disegno.[2]
Abbandonato, quindi, il corso dopo soli due mesi, su consiglio dello stesso Ciusa, che riteneva di non avere nulla da insegnarle, la Brundo continua a lavorare e disegnare seguendo solo il suo istinto e non le mode del tempo. Ritrattista sensibile e autentica riesce con facilità e successo a cogliere non solo le sembianze fisiche, ma l’essenza e l’anima del modello.

Nel mese di dicembre del 1942 sposa Mario Cabras, da cui nascono nell'arco di 5 anni dal 1943 al 1948 i quattro figli, Sandro, Paolo, Elisabetta e Carla. In questi anni immediatamente successivi della Seconda Guerra Mondiale si dedica principalmente alla famiglia, senza però dimenticare la sua arte utilizzando come modelli i suoi figli.
Nel 1958, all’età di 39 anni partecipa alla sua prima mostra collettiva assieme al gruppo di artisti denominato “Studio 58” e dei Transazionali, ma ben presto se ne distacca per diversità di vedute e di obbiettivi. Sempre nel 1958, provocata da un collega che le contesta di saper fare solo “facce”, realizza per la prima volta un nudo di donna di grandezza naturale pur senza aver a disposizione una modella.[4]

Tra le opere eseguite per enti pubblici si segnala il busto del pittore-incisore Felice Melis Marini per il Gabinetto delle Stampe all’Università di Cagliari realizzato nel 1952;[5] nel 1957 per lo Stadio Amsicora le viene ordinato il busto del fondatore Guido Costa; per il Comune di Cagliari i sindaci Giuseppe Brotzu, Gavino Dessì Deliperi, Luigi Crespellani;[6] la Provincia di Cagliari acquista sue opere e il busto di Emilio Lussu; l’Istituto Cambosu le commissiona la Madonna di Bonaria in grandezza naturale;[7] per il Seminario Arcivescovile di Cagliari realizza il busto di Papa Paolo VI; per l’Episcopio (Palazzo Arcivescovile) il busto di Papa Giovanni Paolo II; per la Chiesa di Sant'Antonio da Padova (Chiesa O.F.M. Cappuccini di Cagliari) realizza il busto del Beato Fra Nicola da Gesturi; per la Biblioteca Universitaria il busto di Felice Melis Marini; per la Cittadella dei Musei il busto di Giuseppe Peretti.[8]
Inoltre realizza due opere che si trovano nella parrocchia del Margine Rosso a Quartu Sant'Elena, prima un bassorilievo raffigurante San Luca Evangelista rappresentato con i suoi simboli (bue e libro) in principio collocato dietro l'altare del "Fortino" che fu la prima sede della chiesa omonima, e successivamente spostato nella nuova Parrocchia di San Luca (dopo l'abbandono del Fortino come "sede secondaria" della Parrocchia) e dopo alcuni anni un altro bassorilievo raffigurante un passo del Vangelo di Luca (Luca 24:13-53), che rappresenta la resurrezione e l’ascesa al cielo di Gesù Cristo: La cena in Emmaus. Nel 1977 realizza la via Crucis per il Santuario di Sant’Ignazio da Laconi a Cagliari e all’età di 72 anni per la cripta della chiesa cagliaritana di San Lucifero modella un notevole bassorilievo raffigurante il Santo e l’antica chiesa.
Sperimenta altri soggetti quali il paesaggio, la natura morta, i fiori e studi di nudo. Questi ultimi vengono realizzati presso l’accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia dove partecipa ai corsi d’arte figurativa per un arco di tempo di 15 anni a partire dal 1974.[9]
Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti per i suoi meriti artistici ricordiamo il titolo di "Grande Ufficiale al merito della Repubblica Italiana".
La sua dote la abbandona definitivamente verso l’età di ottanta anni.
Note
- ↑ La biografia di Anna Cabras su "Artribune", su artribune.com.
- ↑ L'informazione su Anna Cabras riportata sul quotidiano "L'Unione Sarda" (PDF), su anakina.net.
- ↑ La notizia su "Comune Cagliari News" (La testata giornalistica quotidiana del Comune di Cagliari), su comunecagliarinews.it.
- ↑ "Percorsi nella Storia dell'Arte" a cura di Rita Pamela Ladogana e Simona Campus - Università di Cagliari (PDF), su iris.unica.it.
- ↑ La Sala Settecentesca della Biblioteca Universitaria di Cagliari, su buca.cultura.gov.it.
- ↑ I busti citati sul sito dei "Beni Culturali", su catalogo.beniculturali.it.
- ↑ Sul sito del "Comune di Cagliari" (PDF), su comune.cagliari.it.
- ↑ Il sito web "Micromega Karalis", su micromegakaralis.it.
- ↑ "Figura femminile seduta" nel catalogo dei Beni Culturali, su catalogo.beniculturali.it.
- ↑ Mostra per i Cento anni dalla nascita di Anna Cabras Brundo: "“Non solo muse. Arte al femminile", su mediterraneaonline.eu.
Bibliografia
- Luigi Spano, Dizionario biografico di Cagliaritani, TEA, Cagliari 1984;
- Nicola Valle, Persone e personaggi. Narratori, poeti, artisti, musicisti, Cagliari, Ed. della rivista "Il Convegno", 1987.
- Franca Sini, Il "chi è?" delle donne sarde, Edes, Sassari 2000;
- Marta Cincotti, Anna Cabras Brundo. Ritratto d'artista, ottobre 2014. in Antas n.3;
- Persone e personaggi nella galleria delle opere di Anna Cabras Brundo, catalogo della mostra a cura di Marta Cincotti, Exmà, Cagliari aprile - maggio 2014;
- Marta Cincotti, Simone Mereu, Non solo muse. Arte al femminile, catalogo della mostra, ex ISOLA, Cagliari ottobre - novembre 2019.
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