Anna Khanum
| Anna Khanum | |
|---|---|
| Morte | 9 settembre 1647 |
| Casa reale | dinastia safavide |
| Consorte di | Safi di Persia |
| Figli | Abbas II |
| Religione | islam sciita |
Anna Khanum (in persiano آنا خانم; ... – 9 settembre 1647) è stata consorte del re safavide Safi di Persia (r. 1629–1642) e madre del successore Abbas II.
Biografia
Anna Khanum aveva origini circasse.[1][2] Probabilmente nell'ambito della tratta degli schiavi della Crimea, si ritrovò nell'harem imperiale safavide, in cui fu data come schiava concubina allo scià Safi, figlio di Mohammad Baqer Mirza, il figlio maggiore di Abbas I (r. 1588–1629). Divenne la madre di Abbas II.[3] I re safavidi non si sposavano, ma prolificavano attraverso il concubinato, e le schiave che possedevano divenivano le loro consorti.[4]
Regina madre
Dopo la morte di Safi nel 1642 ascese al trono suo figlio Abbas II. Khanum contribuì all'amministrazione del potere a corte nei primi tre anni del regno di Abbas, alleandosi con il triumvirato composto da Saru Taqi, Mohammad Ali Khan e Jani Khan Shamlu.[5] Saru Taqi mantenne la sua posizione di gran visir. Anna Khanum fu sua alleata e fu colei che ne consolidò il potere nella sua fazione.[6] Jean Chardin, un gioielliere e viaggiatore francese, scrisse della loro amicizia e della loro collaborazione nella sua trattazione dell'accesso al trono di Abbas nel 1645[7][8]:
Saru Taqi venne assassinato da Jani Khan, probabilmente col consenso di Abbas che cercava di ottenere indipendenza dalla madre e dai suoi alleati. Contrariata da Jani Khan, Anna Khanum inviò uno dei suoi principali eunuchi, probabilmente il più anziano, il rish sefid dell'harem, chiedendogli conto delle sue azioni. Jani Khan avrebbe risposto dando del cane e del ladro a Saru Taqi, per poi insultare direttamente Anna Khanum.[9][10] In seguito all'omicidio, lo stesso Jani Khan fu tradito dal sommelier di corte, Safi Qoli Beg (figlio di Amir Beg Armani), che temeva che l'obiettivo finale del complotto fosse detronizzare lo stesso scià, ma il movente reale fu la vendetta di Anna Khanum. Jani Khan venne ucciso quattro giorni dopo l'esecuzione di Saru Taqi.[11]
Anna Khanum è nota per aver promosso la costruzione di una moschea e di una scuola ad Abbasabad, sobborgo della capitale reale Esfahan.[12]
Note
Bibliografia
- (EN) Sussan Babaie, Kathryn Babayan, Ina Baghdiantz-McCabe e Massumeh Farhad, Slaves of the Shah: New Elites of Safavid Iran, I.B.Tauris, 2004, ISBN 978-0857716866.
- (EN) Kathryn Babayan, Mystics, Monarchs, and Messiahs: Cultural Landscapes of Early Modern Iran, Harvard CMES, 2002, ISBN 978-0-932-88528-9.
- (EN) Andrew J. Newman, Safavid Iran: Rebirth of a Persian Empire, I.B.Tauris, 2008, ISBN 978-0857716613.
- (EN) Rudi Matthee, Persia in Crisis: Safavid Decline and the Fall of Isfahan, I.B.Tauris, 2012, ISBN 978-1-845-11745-0.