Anna Leska

Anna Leska
Nascita14 novembre 1910
Morte21 gennaio 1998
Luogo di sepolturacimitero di Powązki, Varsavia
Dati militari
Paese servitoPolonia (bandiera) Polonia
Regno Unito (bandiera) Regno Unito
Forza armataSiły Powietrzne
Royal Air Force
Anni di servizio1939-1947
GradoPilot First Officer
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Polonia
Decorazionivedi qui
dati tratti da Anna Leska-Daab /1910–1998/[1]
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Anna Leska (14 novembre 1910 – 21 gennaio 1998) è stata una militare e aviatrice polacca, che fu la prima donna pilota arruolata nell'Air Transport Auxiliary britannico durante il corso della seconda guerra mondiale. Insignita delle Golden Wings[2].

Biografia

Nacque il 14 novembre 1910 figlia di Juliusz Stanisław Natanson-Leski (1884-1953) e Maria Marta Olszyńska (1886-1949).[N 1][3] Nel 1927 superò l'esame di maturità presso la scuola privata femminile "Cecylia Plater-Zyberkówna" di Varsavia.[1] Dall'età di diciotto anni, si addestrò al pilotaggio di alianti, mongolfiere e aeroplani presso l'Aeroclub di Varsavia e l'Aeroclub della Pomerania, ottenendo infine la licenza di pilota di aliante A e B e la qualifica di pilota di mongolfiera.[1] Dal 1938, fu membro dell'Aeroclub di Varsavia.[3] Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, completò un corso di pilotaggio per velivoli a motore e compì i suoi primi voli su un RWD-8, l'aereo da addestramento basico dell'aeronautica militare.[4] Nel settembre del 1939, subito dopo lo scoppio della , fu chiamata al servizio militare ausiliario, nominata podporuchik e assegnata allo Squadrone di Stato maggiore (Eskadra sztabowa) a disposizione del a disposizione del Comandante Supremo dell'Aeronautica Militare e della Difesa Aerea.[3] Il 22 settembre 1939, con l'avvicinarsi della capitolazione della Polonia, riuscì a fuggire su un aereo RWD-13 dall'aeroporto di Okęcie, ormai circondato dai tedeschi, da dove assistette al bombardamento di Varsavia.[4] Gli aerei polacchi erano stati nascosti nelle foreste circostanti per proteggerli dagli attacchi ed erano mimetizzato tra gli alberi.[4] Ai piloti fu ordinato di spostare gli aerei fuori dalla foresta tra un raid aereo e l'altro e di decollare rapidamente senza aspettare che il motore si riscaldasse.[4]I velivoli decollarono da un campo di patate non ancora arato.[4] Arrivata in Romania, da li raggiunse la Francia e successivamente la Gran Bretagna, dove fece domanda per essere ammessa alla Air Transport Auxiliary (ATA) della Royal Air Force.[3]

Per entrare come piloti nell'ATA si richiedeva almeno 250 ore di volo da soli, ma ella, sul suo libretto di volo, arrivava a circa 30 conseguite durante la campagna di settembre.[3] In seguito disse "certo, ho mentito e ho ammesso di averne circa 250".[3] Il 1 gennaio 1941, dopo l'addestramento e il superamento degli esami, divenne terzo ufficiale pilota nei ranghi dell'Air Transport Auxiliary.[2] Fu la 1ª donna accettata nell'ATA e la prima donna polacca insieme a Stefania Wojtulanis-Karpińska, cui poi si aggiunse Jadwiga Piłsudski, figlia del generale Józef Piłsudski, ex Presidente della Repubblica di Polonia.[2] Dall'inizio del 1941 pilotò aerei da fabbriche e officine di riparazione ad aeroporti operativi e prese parte ai trasferimenti di attrezzature di volo.[1] Spesso pilotavano bombardieri, trasportandoli dagli aeroporti delle fabbriche agli aeroporti degli squadroni di bombardieri in tutto il Regno Unito.[1] Come ha ricordato Stefania Wojtulanis-Karpińska, "La maggior parte [delle donne pilota] erano inglesi, 27 americane, così come canadesi, neozelandesi, sudafricane, un piccolo numero di donne olandesi e solo tre di noi polacche".[2] Durante il volo, il piloti dell'ATA erano soggetti a numerose restrizioni in quanto non era loro consentito utilizzare radio (per evitare di bloccare le comunicazioni di combattimento), contrassegnare mappe (per evitare che cadessero in mani nemiche), eseguire acrobazie aeree (per ridurre al minimo il rischio di disastri) o volare tra le nuvole (per evitare di essere abbattuti dalle difese antiaeree amiche).[4] Gli aerei erano inoltre privi di munizioni, il che li lasciava indifesi in caso di incontro con i caccia della Luftwaffe.[4]

Tomba di Anna Leska-Daab e della sua famiglia.

Prestò servizio nell'ATA dal 6 gennaio 1941 al 30 novembre 1945, venendo promossa Flight Lieutenant.[3][2] Fu nominata Capo Volo nella primavera del 1943 e supervisionò otto donne pilota, cinque britanniche, una cilena, una argentina e una americana.[2] Durante quel periodo era di stanza presso i depositi ATA sia a Hatfield che a Hamble.[2] Trasportò 1295 aerei di 93 tipi, inclusi idrovolanti, cacciabombardieri Hawker Typhoon e 557 caccia Supermarine Spitfire, per un totale di 1241 ore di volo.[3][2] Insieme ad altre donne pilota, fu fotografata per scopi pubblicitari, tra cui uno scatto di lei nella cabina di pilotaggio di uno Spitfire a White Waltham scattato dalla fotografa Lee Miller Penrose e pubblicato da British Vogue nel giugno 1942.[3][5][6] Dopo la fine della guerra rimase in Gran Bretagna, e nel 1947 sposò il capitano pilota Mieczysław Daab del No.301 (Polish) Squadron.[4]

Nel 1977 Leska ed il marito ritornarono definitivamente in Polonia.[3] Successivamente fu attiva nel Warszawskim Klubie Seniorów Lotnictwa.[4] Morì il 21 gennaio 1998 e fu sepolta nel cimitero di Powązki, a Varsavia, nella sezione 24, fila 6, tomba 1, insieme ai suoi genitori e fratelli.[1]

Note

Annotazioni

  1. ↑ Suo padre era un ingegnere e un pioniere dell'industria bellica polacca, mentre suo fratello minore era il colonnello pilota Kazimierz Leski, nome in codice "Bradl", un ufficiale dei servizi segreti dell'Esercito Nazionale Polacco.

Fonti

  1. 1 2 3 4 5 6 Rokamerykanski.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 Boyne 2002, p. 501.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Hawker Typhoon.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Polska Zbrojna.
  5. ↑ (EN) autore Elizabeth Paton, Lee Miller's Journey From Model to War Photographer, in The New York Times, 21 novembre 2015-, ISSN 0362-4331. URL consultato il 19 marzo 2023.
  6. ↑ Air Transport Auxilliary pilot flying a spitfire, - 4221 LeeMiller, su leemiller.co.uk. URL consultato il 19 marzo 2023.

Bibliografia

  • (PL) Kazimierz Leski, Życie niewłaściwie urozmaicone: wspomnienia oficera wywiadu i kontrwywiadu AK, Oficyna Wydawnicza Volumencittà=Warszawa:, 2001.
  • (PL) Tadeusz Jerzy Krzystek e Anna Krzystek] Grzegorz Śliżewski, Polskie Siły Powietrzne w Wielkiej Brytanii w latach 1940-1947 łącznie z Pomocniczą Lotniczą Służbą Kobiet (PLSK-WAAF), Sandomierz, Stratus, 2012.
  • (EN) Walter J. Boyne, Air Warfare. An International Encyclopedia, Santa Barbara, California, ABC CLIO, 2002.
  • (PL) Piotr Sikora, Asy polskiego lotnictwa, Warszawa, Oficyna Wydawnicza Alma-Press, 2014.
  • (PL) Józef Zieliński, Lotnicy polscy w Bitwie o Wielką Brytanię, Warszawa, Oficyna Wydawnicza MH, 2005.

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