Anselmo Marzato

Anselmo Marzato, O.F.M.Cap.
cardinale di Santa Romana Chiesa
Ritratto del cardinale Marzato, presso la Chiesa di Ognissanti a Firenze
 
Incarichi ricoperti
 
Nascita16 novembre 1557 a Monopoli
Ordinazione sacerdotalein data sconosciuta
Nomina ad arcivescovo12 febbraio 1607 da papa Paolo V
Consacrazione ad arcivescovo24 febbraio 1607 da papa Paolo V
Creazione a cardinale9 giugno 1604 da papa Clemente VIII
Morte17 agosto 1607 (49 anni) a Frascati

Anselmo Marzato (Monopoli, 16 novembre 1557 – Frascati, 17 agosto 1607) è stato un cardinale, arcivescovo cattolico e teologo italiano. Di nobili natali, fu frate cappuccino ed un valente predicatore (fu il primo membro del suo ordine ad essere innalzato alla dignità cardinalizia).

Biografia

Nacque da una nobile famiglia: il padre, Andrea, di origine sorrentina, era governatore della città di Monopoli, la madre Cornelia Maizza De Tolomeis era monopolitana[1]. Rifiutando il matrimonio combinatogli dalla famiglia, nel 1573 entrò come novizio tra i frati cappuccini mutando il suo nome da Claudio a frate Anselmo da Sorrento o da Monopoli[2]: compì gli studi teologici ed emise i voti perpetui in anno sconosciuto e comunque intorno al 1577.

Venne ordinato sacerdote e divenne un apprezzato omileta: fu anche nominato predicatore apostolico (1595) da papa Clemente VIII (che lo definì "Paolo redivivo" e "tromba celeste") e consultore della Congregazione del Sant'Uffizio. Nel 1589 fu eletto ministro della Provincia Romana del suo Ordine e poi procuratore generale dal 1599.

Clemente VIII gli affidò delicate missioni diplomatiche (soprattutto in Francia) e, nel concistoro del 9 giugno 1604, lo creò cardinale presbitero del titolo di San Pietro in Montorio; fu il primo cardinale dell'Ordine dei cappuccini.

Scomparso Clemente VIII, al conclave del marzo 1605 sostenne la candidatura di papa Leone XI Medici, che però morì solo ventisette giorni dopo l'elezione. Partecipò quindi al conclave del maggio 1605, quello da cui uscì eletto papa Paolo V, che il 12 febbraio 1607, probabilmente per liberarsene, lo elesse arcivescovo di Chieti, con l'obbligo di risiedervi. Venne consacrato dal Papa stesso nella Cappella Sistina il 24 febbraio successivo. Si ammalò subito dopo il forzato allontanamento da Roma e morì nel convento cappuccino di Frascati.

Genealogia episcopale

La genealogia episcopale è:

Note

  1. ↑ La sua famiglia si estinse con Ippolita Aldobrandini Marzati sposa di Mario Indelli.
  2. ↑ L. Finamore-Pepe, Monopoli e la Monarchia delle Puglie, Monopoli 1897.

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Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 89204827 · ISNI (EN) 0000 0000 6288 2281 · SBN UBOV421538 · BAV 495/216197