Anselmo di Justingen

Anselmo di Justingen
Maresciallo della Corte imperiale
Stemma
Stemma
In caricaI: ottobre 1212 – dicembre 1212
II: aprile 1215 – dicembre 1224
III: dicembre 1227 – luglio 1235
PredecessoreI: Enrico di Kalden
II: Enrico di Kalden
III: ?
SuccessoreI: Enrico di Kalden
II: ?
III: ?
Conte di Catanzaro
In carica1221 –
luglio 1235
PredecessoreTeodora di Catanzaro
SuccessoreAnselmo iunior di Justingen
Altri titoliSignore di Justingen
FigliAnselmo
ReligioneCattolicesimo

Anselmo di Justingen (in tedesco Anselm von Justingen; ... – Austria, 1244) è stato un nobile tedesco e una delle figure di maggior rilievo nella prima corte dell'imperatore Federico II di Svevia, sotto il quale ricoprì a lungo il ruolo di maresciallo dell'Impero.

Biografia

Anselmo viene menzionato per la prima volta come signore di Justingen in un documento privato datato 1º luglio 1207. Durante la disputa sul trono tedesco parteggiò per gli Hohenstaufen contro Ottone IV e, quando nel settembre 1211 la sua fazione elesse il giovane Federico di Svevia come nuovo imperatore, Anselmo fu inviato in Italia insieme a Enrico I di Neifen per ottenere l'approvazione di papa Innocenzo III, per informare il giovane neoeletto imperatore, che si trovava in Sicilia, della sua elezione e per scortarlo in Germania. Quando Federico giunse oltralpe nell'autunno del 1212 nominò Anselmo come suo nuovo maresciallo (Kaiserlich Hofmarschall, o semplicemente Kaisermarschall). Pochi mesi dopo tuttavia Anselmo dovette cedere il suo nuovo titolo a Enrico di Kalden, storico maresciallo sotto i precedenti imperatori che giurò fedeltà allo Staufer dopo la sua incoronazione imperiale nel dicembre dello stesso anno. Il signore di Justingen rimase comunque nel seguito dell'imperatore e riottenne il titolo di maresciallo agli inizi del 1215 alla morte del Kalden.

Negli anni successivi Anselmo continuò a essere uno degli uomini di fiducia dell'imperatore e lo seguì in tutti i suoi spostamenti, comparendo in documenti siglati a Ulma, Eger, Costanza e Würzburg. Nel 1220 lo accompagnò a Roma per ricevere l'incoronazione imperiale dal pontefice, e pochi mesi dopo ricevette in compenso dall'imperatore la contea di Catanzaro in feudo.[1] Nell'agosto 1221 giunse a Damietta a capo di una flotta imperiale per dare supporto ai cristiani della quinta crociata, rientrando in Germania solo dopo il luglio 1222. A partire dal maggio 1223 entrò a far parte dell'entourage di Enrico, figlio primogenito di Federico II e da pochi mesi nominato Re dei Romani. Sembra che Anselmo abbia perso nuovamente il suo titolo di maresciallo a favore dei Pappenheim tra il dicembre 1224 e il dicembre 1227, forse un primo segno del deterioramento del suo rapporto con Federico, ma nel giugno 1228, recuperato nuovamente il suo titolo per concessione di Enrico, era a Brindisi insieme all'imperatore in partenza per la Terra santa e nel marzo 1229 era nella Marca Anconitana insieme al duca Rainaldo di Spoleto.

Con l'assenza di Federico II dalla Germania, tuttavia, Anselmo si avvicinò sempre di più alle posizioni del giovane e irrequieto Enrico, che sempre più bramava di governare per conto proprio libero dall'influenza paterna. Nel 1228 Enrico, raggiunta la maggiore età, si disfò del duca Ludovico di Baviera che suo padre gli aveva assegnato come reggente in sua assenza e questi in risposta passò dalla parte del papa e si ribellò. Enrico lo sconfisse e fu Anselmo a recarsi a Kelheim per accettarne la sottomissione nell'estate del 1230. Quando pochi anni dopo il giovane Re dei Romani si ribellò a suo padre, Anselmo si schierò con lui e il 17 dicembre 1234 fu lui a siglare a Milano l'alleanza tra Enrico e i comuni della Lega Lombarda in funzione anti-Federico. Quando quest'ultimo tornò in Germania per porre fine alla ribellione, Anselmo combatté contro di lui e, dopo che Enrico fu catturato, difese il suo castello di Justingen fino al luglio 1235, quando fu sconfitto e costretto a riparare a Klosterneuburg presso il duca Federico II d'Austria, anch'egli nemico dell'imperatore.

Anselmo trascorse il resto dei suoi giorni presso la corte del duca austriaco, dove viene menzionato in vari documenti fino al 1º luglio 1244, il che sembra suggerire che morì poco dopo questa data, molto probabilmente ancora in Austria. Un documento del marzo 1236 menziona un Anselmo di Justingen presso la corte dell'imperatore e un maresciallo con lo stesso nome fu al servizio del Re dei Romani Guglielmo d'Olanda nel 1249, ma è più probabile che questi documenti facciano riferimento a un omonimo figlio, già menzionato come teste alla firma del patto con i comuni lombardi del 1234 e poi citato esplicitamente come Anselmus iunior de Iustingen come testimone di un decreto imperiale del maggio 1242.[1]

Monumenti

La Stauferstele di Justingen

A partire dal 2000 il Komitee der Stauferfreunde (Comitato degli amici degli Staufer) ha iniziato a erigere in diversi luoghi d'Europa una serie di stele monumentali, chiamate Stauferstelen, per commemorare le principali vicende della storia dinastia degli Staufer. La ventesima di esse in particolare, eretta il 7 ottobre 2012 davanti alla chiesa parrocchiale di Justingen, commemora il ruolo svolto da Anselmo durante la vita di Federico II: su un lato della stele viene ricordata la sua missione in Italia per condurre il neoeletto imperatore fino in Germania e la sua successiva nomina a maresciallo; sull'altro viene ricordata la sua resistenza a oltranza alle truppe di Federico II al termine della ribellione di Enrico e la sua successiva fuga in Austria.[2][3]

Note

  1. 1 2 Pino Rende, Vicende feudali della contea di Catanzaro, dalle origini al dominio di Giovanni Ruffo (sec. XI-XIV), su Archivio Storico Crotone, 27 febbraio 2016. URL consultato il 13 dicembre 2025.
  2. ↑ (DE) Stauferstele: Justingen 2012, su Stauerstelen. URL consultato il 12 dicembre 2025.
  3. ↑ (DE) Kirche Justingen, su Ortsgruppe Justingen/Ingstetten. URL consultato il 12 dicembre 2025.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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