Antonio Tebaldeo

Antonio Tebaldi

Antonio Tebaldi, detto il Tebaldeo (Ferrara, 5 novembre 1462 – Roma, 2 novembre 1537), è stato un poeta italiano, amico di Raffaello Sanzio, che lo raffigurò in un ritratto di cui si sono perse le tracce durante la Seconda Guerra Mondiale.

Biografia

Molto legato alla famiglia degli Estensi, operò sia a Ferrara che a Mantova, in quest'ultima città al seguito di Isabella d'Este, di cui fu precettore. Nella storia della poesia volgare a Mantova, il Tebaldeo fu l'esponente più importante [1], purtuttavia continuando a studiare sia testi latini che volgari ed essere scrittore bilingue almeno fino al 1498.
Nel 1513, quando ormai la sua produzione letteraria era limitata alla lingua latina, si trasferì a Roma, dove alla morte fu sepolto nella Basilica di Santa Maria in Via Lata. Oggi si ritiene che proprio Tebaldeo - e non, come a lungo ipotizzato, Pietro Bembo - sia l'autore del celebre epitaffio funebre che compare sulla tomba di Raffaello:

(latino)
«ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI
RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI
»
(italiano)
«Qui giace quel Raffaello per il quale, quand'era in vita, Madre Natura
temette d'essere vinta e, mentre moriva, di morire [con lui].»

Note

  1. ↑ Giovanni Da Pozzo, Storia letteraria d'Italia. Il Cinquecento , ed. Piccin Nuova Libraria, Padova 2006, 3 voll., pag. 695

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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