Aphanomyces astaci

Aphanomyces astaci
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoChromista
PhylumOomycota
ClasseOomycota
OrdineSaprolegniales
FamigliaLeptolegniaceae
SpecieAphanomyces astaci
Nomenclatura binomiale
Aphanomyces astaci
Schikora, 1906

La peste del gambero[1][2] (Aphanomyces astaci)[3] è una muffa acquatica che infetta i gamberi, in particolare l'Astacus europeo, che muore entro poche settimane dall'infezione. In test sperimentali, anche specie provenienti da Australia, Nuova Guinea e Giappone sono risultate suscettibili all'infezione[4].

Fa parte delle cento specie invasive più dannose al mondo.

Morfologia

La peste del gambero invade i tessuti attraverso le ife, che sviluppano sporangi che rilasciano spore primarie ameboidi, le quali, dopo incistamento, si trasformano in zoospore secondarie flagellate. Le zoospore secondarie possiedono ciascuna due flagelli e possono incistarsi ripetutamente prima di raggiungere un ospite, attaccarsi e germinare[5][6].

Storia

La peste del gambero arrivò per la prima volta in Europa (e precisamente in Italia) nel 1859, sia con l'importazione di gamberi dal Nord America[7], sia tramite acque di zavorra scaricate dalle navi[8]. Dopo l'introduzione iniziale in Italia nel 1860, si diffuse rapidamente in Europa e venne individuata in Svezia nel 1907, in Spagna nel 1972, in Norvegia nel 1971, in Gran Bretagna nel 1981, in Turchia nel 1984 e in Irlanda nel 1987.

Nel 1959, per sostenere le popolazioni in declino di gamberi nativi, il gambero dal segnale fu introdotto in Svezia[7]. Era noto come resistente, e all'epoca non si sapeva che fosse un portatore della malattia[7]. Nel 2015, dopo 150 anni di contatto, non era ancora stata osservata resistenza nei gamberi europei nativi[9]. Tuttavia, negli anni successivi sono state individuate alcune popolazioni che sembrano aver sviluppato diversi livelli di resistenza[10].

Questa specie fu studiata e denominata dal micologo tedesco Friedrich Schikora (1859–1932) a partire da un campione tipo in Germania nel 1906.

Trasmissione

Melanizzazione della chela ventrale del gambero dal segnale
Melanizzazione della chela ventrale del gambero dal segnale

Il trasporto di gambero dal segnale, gambero della Louisiana e gamberi d'acqua dolce nativi europei infetti tra bacini idrici è la principale causa di contaminazione, sebbene la malattia possa diffondersi anche tramite oggetti entrati in contatto con acqua contaminata, come attrezzatura da pesca o calzature[11]. Le spore sono sensibili a temperature molto alte o molto basse. La maggior parte delle autorità dispone di norme locali per ridurre al minimo il trasferimento d'acqua tra diversi corpi idrici (ad esempio con le imbarcazioni) e raccomanda che i gamberi usati come esca provengano dallo stesso bacino in cui si pesca, oppure che vengano congelati ad almeno −10 °C per un giorno prima dell'uso, se esiste un rischio di contaminazione. Le spore della peste del gambero scompaiono da un sistema idrico infetto (laghi e fiumi collegati) entro poche settimane dalla rimozione dell'ultimo gambero infetto[11]. A quel punto la reintroduzione è possibile, purché non vi siano acque infette collegate al lago.

Sintomi

L'infezione da Aphanomyces astaci presenta pochi segni nelle fasi iniziali, e il primo indizio può essere la mortalità[12]. Nelle fasi avanzate, i muscoli della coda possono apparire sbiancati o bruno-rossastri, dove le cellule del sangue hanno incapsulato le ife. Gli effetti delle neurotossine dell'oomicete possono includere comparsa degli animali durante il giorno (i gamberi sono tipicamente notturni) e mancanza di coordinazione[12].

Note

  1. ↑ Checklist: Peste del gambero - come intervenire (PDF), su kfks.ch.
  2. ↑ Torna la peste del gambero nel bacino del Sangro: a rischio la specie autoctona, scattano le misure di protezione, su ASL2 Abruzzo, 11 ottobre 2025. URL consultato il 27 novembre 2025.
  3. ↑ World Register of Introduced Marine Species (WRiMS) - Aphanomyces astaci Schikora, 1906, su marinespecies.org. URL consultato il 27 novembre 2025.
  4. ↑ Susan Bower, Crayfish Plague (Fungus Disease), su www.pac.dfo-mpo.gc.ca. URL consultato il 27 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2008).
  5. ↑ Chapter 2.2.2. - Infection with Aphanomyces astaci (Crayfish Plague) (PDF), su woah.org.
  6. ↑ NOBANIS – Invasive Alien Species Fact Sheet – Aphanomyces astaci (PDF), su invasives.ie.
  7. 1 2 3 (EN) C. Nellemann e Emily Corcoran, Dead Planet, Living Planet: Biodiversity and Ecosystem Restoration for Sustainable Development: a Rapid Response Assessment, UNEP/Earthprint, 2010, ISBN 978-82-7701-083-0. URL consultato il 27 novembre 2025.
  8. ↑ (EN) Erkki Leppäkoski, Stephan Gollasch e Sergej Olenin, Invasive Aquatic Species of Europe. Distribution, Impacts and Management, Springer Netherlands, 31 agosto 2002, ISBN 978-1-4020-0837-5. URL consultato il 27 novembre 2025.
  9. ↑ Aphanomyces astaci (PDF), su europe-aliens.org. URL consultato il 27 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  10. ↑ María Martínez-Ríos, Sara Lapesa-Lázaro e Jokin Larumbe-Arricibita, Resistance to Crayfish Plague: Assessing the Response of Native Iberian Populations of the White-Clawed Freshwater Crayfish, in Journal of Fungi (Basel, Switzerland), vol. 8, n. 4, 25 marzo 2022, pp. 342, DOI:10.3390/jof8040342. URL consultato il 27 novembre 2025.
  11. 1 2 (EN) Bernie Barron, Crayfish plague, su www.environment-agency.gov.uk. URL consultato il 27 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2008).
  12. 1 2 Crayfish Plague (PDF), su scahls.org.au. URL consultato il 27 novembre 2025 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2015).

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