Apostolato del Mare

Apostolato del Mare
Apostolatus Maris
provvede alla cura pastorale specifica rivolta alla “gente del mare”, cioè ai naviganti, ai marittimi e alle loro famiglie, nonché ad altre persone le cui vite sono esistenzialmente legate alla navigazione e alla pesca sui mari, sui fiumi e sui laghi[1]
Santa Sede  · Chiesa cattolica
I dicasteri della Curia romana

L'Apostolato del Mare (in latino Apostolatus maris) è l'opera della Chiesa cattolica dedicata alla cura pastorale della gente di mare,[2] posta sotto il patronato mariano nel titolo della Stella Maris, denominazione sotto cui operano i gruppi e le associazioni presenti nei porti del mondo.[3][4]

Dal 13 novembre 2025 è costituito come organo centrale della Curia romana col compito di coordinare l'azione delle realtà locali in favore delle "persone e comunità dedite alla navigazione, alla pesca e alla cura dei relativi ambienti".[5]

La realtà dell'Apostolato è presente in 353 porti di 57 diversi paesi, con oltre 1.000 fra sacerdoti e volontari laici impegnati in tutto il mondo.[6]

Targa all'ingresso della sede di Amburgo

Storia

L'esigenza di assicurare un'assistenza spirituale ai naviganti - spesso unita ad interventi di sostegno materiale - è antica e si è accresciuta nei secoli in concomitanza con la crescita dei traffici marittimi e l'allungarsi delle percorrenze.[7] Nelle singole realtà ecclesiali costiere sono perciò sorte cappellanie ed opere di assistenza, che si sono affiancate alla presenza su alcune navi di cappellani di bordo, pur mancando di un'organizzazione unitaria e regolata canonicamente o di specifici indirizzi liturgici e pastorali.[8]

Fu solo nel XIX secolo, in ambito protestante, che furono avviate le prime iniziative espressamente rivolte alla gente di mare.[7][9][10] Sul finire dello stesso secolo presero avvio le prime esperienze nella Chiesa Cattolica, incoraggiate anche dalla nuova attenzione verso il mondo del lavoro e le questioni sociali inaugurata con l'enciclica Rerum novarum:[11] nel 1894 gli Agostiniani dell'Assunzione promossero la nascita della Société Œuvres de Mer per l'assistenza spirituale e materiale ai pescatori francesi che operavano fra l'isola di Terranova e l'Islanda.[12] Sempre sul finire del XIX secolo la Società di San Vincenzo de' Paoli avviò un programma di visita agli imbarcati nei porti britannici, con la fondazione di quattro missioni dedicate alla gente di mare[13] e a Glasgow, sotto gli auspici dell'Apostolato della preghiera prese il via una prima esperienza pastorale dedicata ai marittimi.[3]

L'esperienza nel porto scozzese fu ripresa nel 1920, per opera di Peter F. Anson, Arthur Gannon e del gesuita Daniel Shields, fondando il primo nucleo dell'Apostolato, con il compito dichiarato di "promuovere lo sviluppo spirituale, morale e sociale dei marittimi". L'iniziativa ricevette l'approvazione di Papa Pio XI nel 1922, che ne auspicò una diffusione mondiale.[14]

In effetti la presenza dell'Apostolato si estese in pochi anni dal Regno Unito anche verso Paesi Bassi, Francia, Stati Uniti d'America, Canada, Belgio e Italia. Nel 1927 fu tenuto il primo congresso mondiale a Port-en-Bessin-Huppain e negli anni successivi si tennero congressi a Londra, Amburgo, Les Sables-d'Olonne, Anversa e Glasgow. Nel 1942 fu posto sotto l'alta direzione della Sacra congregazione concistoriale.[15]

Nel 1952, con l'esortazione apostolica Exsul familia, il consiglio internazionale venne spostato da Glasgow a Roma e posto sotto il coordinamento del neocostituito "Segretariato per la cura pastorale dei migranti e dei marittimi". Nel 1957 l'Apostolato fu organicamente disciplinato con le Leges Operis Apostolatus Maris.[16]

Nel 1969 partecipò alla fondazione dell'International Christian Maritime Association, organismo ecumenico che raggruppa organizzazioni cattoliche e protestanti che assistono la gente di mare,[17] riconosciuto con status consultivo presso l'Organizzazione marittima internazionale e l'Organizzazione internazionale del lavoro.[18]

Gli statuti furono rivisti nel 1977 per adeguarli alla nuova realtà segnata dal Concilio Vaticano II e nuovamente nel 1997, con la lettera apostolica Stella Maris di Papa Giovanni Paolo II,[19] che ribadiva l'importanza dell'Apostolato, pur escludendone la natura di soggetto giuridico a sé stante e confermandolo invece nell'ambito delle competenze del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti.[20]

Da ultimo, con chirografo del 6 novembre 2025, Papa Leone XIV ha istituito l'Apostolato quale persona giuridica canonica pubblica strumentale alla Curia romana, posta sotto il controllo canonico del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale (alla cui competenza era stato ricondotto con la costituzione apostolica Praedicate evangelium), col compito di coordinare l'Opera dell'Apostolato del Mare nel mondo.[1]

Con riferimento all'organizzazione dell'Apostolato sul territorio lo statuto ha rimesso alle singole Conferenze episcopali, che ne daranno comunicazione al Dicastero, di determinarsi sul costituire entità locali dotate di propria personalità giuridica ovvero di assumere la forma di progetti pastorali coordinati da uffici delle stesse Conferenze.[21]

Organizzazione e attività

XXIV congresso internazionale dell'Apostolato del Mare a Taiwan

L'Opera dell'Apostolato è articolata variamente nelle varie realtà del mondo, sulla base delle scelte assunte dalle Conferenze episcopali nazionali fra loro coordinate su base macro-regionale in 9 aree (America settentrionale e Caraibi, America centrale e meridionale, Africa occidentale e costa atlantica, Africa orientale, Europa, paesi del Golfo Persico, Asia meridionale, Asia orientale e sud-orientale e Oceania). Nell'ambito dell'Opera agiscono - oltre a presbiteri e diaconi impegnati nelle parrocchie e cappellanie portuali - anche laici volontari che operano come "visitatori delle navi" e "agenti pastorali".[3]

Oltre alle attività propriamente legate alla cura pastorale ed alle celebrazioni liturgiche, l'Apostolato realizza interventi di sostegno sociale, educativo e culturale per i naviganti, i pescatori, gli addetti ai lavori portuali, marittimi e subacquei e loro famiglie, cura l'accoglienza dei marittimi stranieri nei porti e realizza azioni di supporto nei casi di necessità, senza distinzioni di nazionalità, etnia e religione[22] anche cooperando con altre realtà del settore (sindacati, imprese, associazioni, autorità pubbliche) e con le realtà ecclesiali del territorio.[10][23]

Fra le famiglie religiose più attive nell'Apostolato si segnalano gli scalabriniani, che gestiscono 18 centri della Stella Maris in 15 diversi paesi del mondo.[24]

Liturgia

Le particolari condizioni in cui spesso si realizza l'azione dell'Apostolato comportano anche alcune peculiarità nell'esercizio dell'azione pastorale e della liturgia, che devono tenere conto, tra l'altro, della diversità linguistica e culturale fra i fedeli (a volte provenienti da realtà molto distanti) e delle contingenze operative (ad esempio già le Leges operis apostolatus maris del 1957 avevano consentito la celebrazione delle messe a bordo nelle navi senza l'utilizzo di candele per evitare rischi di incendi o esplosioni).[25]

Nell'ambito di tale contesto ai cappellani impegnati nell'opera sono riconosciute ampie facoltà ed una certa flessibilità nella cura pastorale, nella liturgia (con la possibilità di celebrare ordinariamente anche fuori dal luogo consacrato e anche fino a tre celebrazioni eucaristiche al giorno se necessario) e nell'amministrare i sacramenti, con la sola esclusione di quello del matrimonio (per il quale è richiesta delega da parte dell'ordinario diocesano) ma con una deroga esplicita per conferire la confermazione ove non sia presente a bordo o sul posto un vescovo.[20] Significativo anche il ruolo riconosciuto ai laici nell'affiancare e integrare il lavoro pastorale e di assistenza dei cappellani e nell'operare come ministri straordinari dell'Eucaristia.[3]

Tra le pratiche di culto diffuse globalmente vi è la celebrazione della "Domenica del mare", condivisa ecumenicamente con le altri missioni cristiane marittime e spesso coincidente con la festività della Nostra Signora del Monte Carmelo,[26][27] e, sia pure non parte del calendario liturgico, con celebrazioni in occasione della Giornata mondiale della pesca[28] e di quella dei marittimi.[29]

Inoltre un manuale liturgico comune, diffuso specialmente nei paesi di lingua inglese, è stato approvato nel 2006.[30] Nelle singole realtà locali sono comunque mantenuti e valorizzati i momenti liturgici tradizionali, spesso di origine antica, legati alle comunità marinare e dei pescatori.

Nel mondo

Africa

Kenya

La città di Mombasa, principale porto del paese, ospita un centro della Stella Maris fin dagli anni '70 del XX secolo. La stessa città ha ospitato il XVIII congresso internazionale dell'Apostolato nel 1987.[31] L'opera si è poi estesa in altre località costiere (Lamu, Malindi) e fra le comunità di pescatori dei fiumi e dei laghi dell'entroterra.[32]

Madagascar

Il primo centro dell'Apostolato fu fondato nel 1973 a Toamasina, principale porto del paese, per iniziativa dell'allora vescovo Jérôme Razafindrazaka che ne affidò la direzione al sacerdote monfortano François Le Gall.[33] Da allora l'opera si è consolidata e diffusa, anche grazie all'apporto dei missionari oblati, in altre località costiere, realizzando anche interventi e programmi specifici di supporto alle famiglie dei pescatori.[34][35]

Mauritius

Le prime attività ebbero inizio già intorno al 1970 per iniziativa del vescovo di Port Louis Jean Margéot,[36] consolidandosi stabilmente dal 1979 anche grazie all'apporto dei volontari della Legio Mariae.[37]

Sudafrica

Il primo insediamento dell'Apostolato risale al 1923, fondato dagli oblati dell'Immacolata nel porto di Durban. Un secondo centro nacque negli anni successivi a Città del Capo, operato dal 1996 dagli scalabriniani.[38] Nella stessa città è stato aperto un nuovo centro assistenziale della Stella Maris nel 2024.[39]

Americhe

Stati Uniti d'America

I primi Catholic Maritime Clubs furono fondati a cavallo fra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo a New York City (1894), New Orleans (1903) e San Francisco (1932). Un forte impulso allo sviluppo di cappellanìe e servizi di assistenza spirituale e materiale arrivò con la seconda guerra mondiale, per rispondere alle accresciute necessità della marina militare e di quella mercantile, tanto che venne disposto un contributo economico straordinario a carico del National War Fund, che contribuì alla nascita di ben 34 strutture sparse fra il territorio metropolitano e le basi americane all'estero. Nel 1947 fu istituita la National Conference of the Apostleship of the Sea.[40] Dal 1976 l'opera è formalmente affiancata da un'associazione professionale appositamente costituita come AoS-USA[41] e per diversi anni è stata attiva anche la National Catholic Conference of Seafarers, inoltre l'Apostolato è cofondatore e parte attiva della collaborazione ecumenica nell'ambito della North American Maritime Ministry Association (NAMMA).[35]

Al 2018 l'Apostolato era presente in 53 diversi porti di 26 stati, con 10 centri dedicati e oltre 100 fra religiosi e volontari laici.[42]

Uruguay

Sede della Stella Maris di Montevideo

L'Apostolato è presente nel paese dal 1940. Nel 2016 i padri scalabriniani hanno riattivato il centro della Stella Maris nella capitale Montevideo.[43][44]

Asia

Corea del Sud

L'Apostolato del Mare ha avviato le proprie attività nel 1978 ed è attivo nelle diocesi di Busan, Incheon e Suwon.[45]

Filippine

La presenza dell'Apostolato nelle Filippine è particolarmente significativa per l'elevata incidenza del lavoro marittimo - fra imbarcati di lungo corso, emigrati e operatori della pesca locale - e per la forte diffusione della fede cattolica nel paese.[46] L'Apostolato è attivo nel paese dal 1958 e sono presenti 11 centri della Stella Maris nei principali porti del paese.[47] A Davao si è tenuto nel 1997 il XX congresso mondiale.[35]

L'Apostolato del mare ha contributo all'avanzamento della legislazione sociale e dei diritti della gente di mare[48][49] e ha promosso anche attività di sensibilizzazione e coinvolgimento per marittimi, pescatori e loro famiglie in concorso con l'Organizzazione internazionale del lavoro.[50]

Singapore

L'Apostolato è attivo a Singapore fin dagli anni '40 del XX secolo. Il centro della Stella Maris è stato fondato nel 1958 e coopera con la locale autorità portuale e, in spirito ecumenico, con altre organizzazioni cristiane, nel fornire assistenza e supporto ai marittimi in transito.[51]

Europa

Belgio

Il Belgio fu tra i primi paesi in cui l'esperienza britannica si estese: la formale fondazione della sezione belga dell'Apostolato, con sede ad Anversa risale al 1930, per opera dell'ex cappellano militare Eugeen Boogaers, che raccolse anche l'esperienza già avviata l'anno precedente dal frate scheutista Alfons Kruynen di ricovero e supporto ai marinai provenienti dall'allora colonia del Congo belga.[52][53] Nel dopoguerra fu commissionata e realizzata una nuova sede della Stella Maris, inaugurata nel 1951 e dotata di servizi (biblioteca, sala per le feste, ristorante) e di un ostello per marittimi, poi ulteriormente ampliata anche con una cappella dedicata. Cessata negli anni 1980 la missione dedicata ai marittimi congolesi, l'attività proseguì fino alla pandemia da Covid-19. L'edificio fu successivamente ceduto e le attività ricreative e assistenziali trasferite in una nuova sede.[54][55] È inoltre presente un altro centro della Stella Maris nel porto di Gand.[56]

Francia

La prima sede dell'Apostolato fu fondata nel 1925 a Port-en-Bessin per iniziativa del sacerdote Alfred Bernard. Nella stessa località si tenne il primo congresso nazionale nel 1927, avviando un percorso che riunì nella Fédération des Ouvres maritime catholiques françaises circa 50 diverse realtà ecclesiali (confraternite e gruppi locali, organizzazioni educative e formative, centri di assistenza e ostelli portuali) sviluppatesi nelle diverse realtà marinare del paese a partire dalla fine del secolo precedente.[57] La federazione fu poi riordinata nel 1951 con la nascita di un'associazione nazionale denominata Mission de la mer.[58]

Tra le peculiarità dell'esperienza francese vi fu la presenza di un piccolo ma significativo gruppo di "preti naviganti", ravvicinabile a quella dei cosiddetti preti operai, che fu attivo fino alla fine degli anni 1950[59][60] e nell'ambito del quale si distinse il domenicano Louis-Joseph Lebret.[61]

La Mission de la mer è articolata in 4 delegazioni regionali con presenze in 18 porti.[62]

Germania

Sede della Stella Maris di Amburgo

L'Apostolato del mare iniziò le sue attività in Germania nel 1929 sotto la guida del vescovo Hermann Wilhelm Berning e affidate al cappellano gesuita Hans Ansgar Reinhold, che fondò i centri di Brema e Amburgo (quest'ultima città ospitò anche il III congresso mondiale nel 1934).[63] Lo sviluppo delle attività venne ostacolato dalla Gestapo e le due strutture furono chiuse e confiscate durante la guerra, per riaprire poi solo nel 1950.[64]

Sono presenti centri della Stella Maris con attività ricreative e assistenziale nei porti di Amburgo e di Brema.[65]

Irlanda

L'Apostolato è presente in Irlanda fin dagli albori e già nel 1910 le esperienze pastorali e assistenziali iniziate in Scozia si erano estese al porto di Dublino,[9] con la famosa "Saylors' Home" menzionata nell'Ulisse di James Joyce,[66] trasferitasi nel 2016 nel nuovo centro capace di ospitare e assistere 7.500 marittimi l'anno.[67]

Italia

Esperienze di assistenza spirituale e materiale alla gente di mare in Italia, precursori del moderno Apostolato, risalgono all'epoca medioevale.[68]

La prima struttura dell'Apostolato del mare in Italia nasce a Genova nel 1932, per iniziativa del sacerdote britannico Desmond Chute assieme al futuro cardinale Giacomo Lercaro, che ne divenne il primo cappellano.[69][70]

L'esperienza del porto ligure si estese presto a molte altre realtà, portando nel 1942 alla costituzione a Roma di un ufficio centrale e di una consulta nazionali, poi trasferite nel 1947 a Genova.[71] A seguire e promuovere le attività in Italia a partire dal 1948 e per molti anni fu il cardinale Giuseppe Siri.[72][73]

Nel gennaio 2012 la Conferenza episcopale italiana ha istituito un apposito ufficio nazionale, scorporando le competenze prima attribuite alla Fondazione Migrantes.[74]

Sono attive 24 associazioni della Stella Maris nei principali porti di 11 regioni, riunite dal 2006 in una Federazione nazionale.[75]

Malta

La fondazione dell'Apostolato risale al 1944, per opera del francescano Giuseppe Scalpello. Dal 1961 la sede liturgica è stata fissata nella chiesa della Nostra Signora di Liesse, a La Valletta e dal 2016, accanto all'edificio di culto, è stata attivata un residenza per marittimi.[76][77]

Polonia

Il primo centro in Polonia è sorto nel 1956 a Gdynia per opera dei redentoristi.[78] La stessa città ha ospitato nel 2007 il XXII congresso mondiale dell'Apostolato.[79] Oltre che a Gdynia sono presenti centri nei porti di Danzica[80] e Stettino [81] e una struttura ricreativa sulle rive del lago Raduńskie.[82]

Regno Unito

Il paese, principale potenza marittima fra il XIX secolo e la prima parte del XX, ha visto la nascita dell'Apostolato nel porto scozzese di Glasgow e ne ha ospitato la sede centrale dal 1931 fino al trasferimento a Roma nel 1952.[83][84]

La presenza della Stella Maris è rimasta forte anche nei decenni successivi, con tre centri di accoglienza e supporto ai marittimi attivi a Southampton, Hull e Tilbury [85] e una diffusa presenza di cappellani e gruppi di volontari organizzati in tre gruppi regionali rispettivamente per Scozia e Irlanda del Nord, Inghilterra meridionale e Galles, Inghilterra nord-orientale.[86]

Spagna

L'attività dell'Apostolato in Spagna prese il via dal porto di Barcellona nel 1927 e nel 1944 la sede nazionale fu posta a Vigo. La città galiziana ospitò anche il XIII congresso mondiale nel 1959.[87] Al 2023 sono presenti 15 sedi dell'Apostolato.[88]

Ucraina

Le attività dell'Apostolato hanno preso il via nel 2001, assumendo un carattere ecumenico e concentrandosi naturalmente nella città portuale di Odessa.[89]

Il centro della Stella Maris è stato particolarmente attivo nel sostegno morale e materiale dei marittimi rimasti bloccati in seguito all'invasione russa dell'Ucraina del 2022.[90][91]

Oceania

Australia

In ragione dei legami storici e politici con il Regno Unito e delle peculiarità locali l'Australia è stato uno dei primi paesi extra-europei in cui l'Apostolato ha messo radici.[13] Nel 1902 i lazzaristi avviarono una missione rivolta alla gente di mare di Melbourne, la cui esperienza si estese in pochi anni ad altre località portuali,[92] contribuendo allo sviluppo di una vasta rete di attività assistenziali e pastorali nell'intero paese.

Al 2015 erano attivi centri della Stella Maris ad Adelaide, Albany, Brisbane, Darwin, Fremantle, Melbourne, Port Hedland e Sydney, alcuni dei quali operati in collaborazione con l'organizzazione anglicana Mission to Seafarers.[13]

Note

  1. 1 2 Chirografo del Santo Padre Leone XIV d’istituzione dell’Apostolato del mare, quale organo di Coordinamento dell’Opera dell’Apostolato del mare, su press.vatican.va, 13 novembre 2025. URL consultato il 12 gennaio 2026.
  2. ↑ (EN) New Catholic Encyclopedia (PDF), vol. 1, Thomson Gale, 2023, p. 578, ISBN 0-7876-4004-2. URL consultato il 27 giugno 2026.
  3. 1 2 3 4 (EN) Manual for chaplains and pastoral agents of the Apostleship of the Sea (PDF), su humandevelopment.va, Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. URL consultato il 12 gennaio 2026.
  4. ↑ Associazioni Stella Maris, su apostolatomare.chiesacattolica.it, Conferenza Episcopale Italiana, 10 marzo 2014. URL consultato il 5 luglio 2026.
  5. ↑ Leone XIV istituisce l’Apostolato del mare, diventa persona giuridica canonica, su vaticannews.va, Vatican News, 13 novembre 2025. URL consultato il 12 gennaio 2026.
  6. ↑ (EN) Our achievements - Stella Maris, su stellamaris.org.uk. URL consultato il 12 gennaio 2026.
  7. 1 2 (EN) Christianity on the Seas (PDF), in Christian History, n. 159, Christian History Institute, 2026. URL consultato il 26 maggio 2026.
  8. ↑ (EN) Savino Bernardi, The Pastoral Care of Seafarers (PDF), in Exodus, n. 8, Quezon City, Scalabrini Migration Center, 2005. URL consultato il 12 gennaio 2026.
  9. 1 2 (EN) Joseph Marmion, The Apostolate of the Sea (PDF), in Irish Monthly, vol. 77, n. 914, Dublino, agosto 1949, pp. 381-386, ISSN 2009-2113. URL consultato il 7 giugno 2026.
  10. 1 2 (EN) Stephen J. McKinney, Mary Wheeler e Joseph O’Donnell, I was a stranger and you welcomed me. Stella Maris: chaplaincy to seafarers, in International Journal for the Study of the Christian Church, vol. 24, n. 1, Taylor & Francis, 2024, DOI:10.1080/1474225X.2024.2316991, ISSN 1474-225X. URL consultato il 26 maggio 2026.
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  12. ↑ (EN) R.W.H. Miller, The Société Œuvres de Mer: Welfare Work among French Fishermen off Newfoundland and Iceland (PDF), in Newfoundland & Labrador Studies, vol. 20, n. 2, 2005, ISSN 1715-1430. URL consultato l'11 gennaio 2026.
  13. 1 2 3 (EN) Alston Kennerley, The development of welfare provision for seafarer in Australia since the early Nineteenth century (PDF), in The Great Circle, vol. 39, n. 1, Australian Association for Maritime History, 2017, pp. 89-115, ISSN 0156-8698. URL consultato il 7 giugno 2026.
  14. ↑ L'Apostolato del mare compie 90 anni (PDF), su humandevelopment.va, Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. URL consultato l'11 gennaio 2026.
  15. ↑ L'attività della Santa Sede dal 15 dicembre 1945 al 15 dicembre 1946, Roma, Tipografia poliglotta vaticana, 1946, p. 147.
  16. ↑ (LA) Acta Apostolicae Sedis (PDF), su vatican.va, pp. 375-383. URL consultato il 12 gennaio 2026.
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  18. ↑ (EN) icma.as, https://icma.as/ilo-and-imo/. URL consultato il 28 giugno 2026.
  19. ↑ Lettera apostolica motu proprio "Stella Maris" sull'apostolato marittimo, su vatican.va, 31 gennaio 1997. URL consultato il 12 gennaio 2026.
  20. 1 2 Nota alla Lettera apostolica «motu proprio» sull'apostolato marittimo Stella Maris (PDF), in Ius Ecclesiae, vol. 9, n. 2, Giuffrè Editore, 1997, pp. 789-800, ISSN 1120-6462. URL consultato il 5 luglio 2026.
  21. ↑ Statuto dell’Apostolato del mare, su press.vatican.va, Sala stampa della Santa Sede, 13 novembre 2025. URL consultato il 14 giugno 2026.
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