Ara tricolor

Ara rossa di Cuba
Una raffigurazione di John Gerrard Keulemans dell'ara rossa di Cuba tratta dal libro di Rotschild Extinct Birds.
Stato di conservazione
Estinto (1885 ca.)[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseAves
OrdinePsittaciformes
FamigliaPsittacidae
SottofamigliaPsittacinae
TribùArini
GenereAra
SpecieA. tricolor
Nomenclatura binomiale
Ara tricolor
Bechstein, 1811
Areale

L'ara rossa di Cuba (Ara tricolor Bechstein, 1811) è una specie estinta di pappagallo originaria di Cuba e dell'Isola della Gioventù, un'isola al largo delle coste occidentali di Cuba.[2]

Lunga circa 45–50 cm, era una delle più piccole specie del genere Ara[3]. È stata l'ultima specie di ara originaria delle isole dei Caraibi ad essersi estinta[1]. In alcuni musei se ne conservano alcune spoglie, ma nessun uovo è giunto fino a noi[3].

A partire dal 1760 ne venne allevata una coppia presso la ménagerie reale del Castello di Schönbrunn a Vienna, in Austria.

Descrizione

L'ara rossa di Cuba era lunga circa 45–50 cm. Aveva una fronte rossa che sfumava prima in arancione e poi in giallo sulla nuca. Attorno agli occhi presentava un'area di pelle glabra bianca; il becco era marrone scuro, più chiaro all'estremità, e l'iride gialla. Faccia, mento, petto, addome e cosce erano arancioni. Le zampe erano marroni. La parte superiore del dorso era rosso brunastra, ma vi si trovavano anche delle penne verdi. Il groppone, il sottocoda e la parte inferiore del dorso erano azzurri. Le penne delle ali erano marroni, rosse e azzurro violacee. La faccia superiore della coda era di un rosso scuro che si faceva azzurro all'estremità, mentre quella inferiore era rosso brunastra. I maschi e le femmine adulti erano identici nell'aspetto[3].

Estinzione

Studia la pelle al Museum für Naturkunde, uno dei 19 esemplari esistenti

Attorno al 1800 l'ara rossa di Cuba era piuttosto comune a Cuba e probabilmente viveva anche sull'Isola della Gioventù (chiamata in passato Isola dei Pini)[3]. Agli inizi del XIX secolo la popolazione umana dell'isola aumentò notevolmente di numero e ciò portò ad una susseguente deforestazione su larga scala. Questo uccello veniva anche cacciato a scopo alimentare, nonostante la sua carne avesse un sapore sgradevole[4], e i suoi nidi venivano danneggiati o saccheggiati per catturare esemplari immaturi da tenere come animali da compagnia[1]. Fino al 1849 la specie sembrava cavarsela piuttosto bene almeno in alcune aree remote, ma in seguito la sua popolazione collassò e un suo recupero divenne impossibile. Ne rimangono solamente 19 esemplari impagliati, l'ultimo dei quali venne abbattuto nel 1864 a La Vega, nelle vicinanze della Palude di Zapata, area che sembra essere stata l'ultima roccaforte della specie[1][3]. Una serie di avvistamenti non confermati fanno presumere che questo uccello sia sopravvissuto almeno fino al 1885[1].

Note

  1. 1 2 3 4 5 (EN) BirdLife International 2016, Ara tricolor, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ (EN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), Family Psittacidae, in IOC World Bird Names (ver 14.2), International Ornithologists’ Union, 2024. URL consultato il 19 maggio 2014.
  3. 1 2 3 4 5 Errol Fuller, Extinct Birds, Penguin Books (England), 1987, pp. 148–9, ISBN 0-670-81787-2.
  4. ↑ Richard Ellis, No Turning Back: The Life and Death of Animal Species, New York, Harper Perennial, 2004, pp. 166., ISBN 0-06-055804-0.

Bibliografia

  • Bechstein, Johann Matthäus (1811): [Description of Ara tricolor]. Johann Lathams Allgemeine Übersicht der Vögel 4(1): 64, plate 1

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • World Parrot Trust (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2015). Parrot Encyclopedia - Species Profile
  • Ara tricolor skin (JPG)..
  • 3D view (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2009). of specimen RMNH 110.095 at Naturalis, Leiden (requires QuickTime browser plugin).