Aracne
| Aracne | |
|---|---|
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| Nome orig. | Ἀράχνη |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie |
|
| Sesso | Femmina |
| Luogo di nascita | Ipepe, Lidia |
| Professione | Tessitrice |
| Affiliazione |
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Aracne (in greco antico: Ἀράχνη; in latino Arachne) è un personaggio della mitologia greca. Donna abilissima nell'arte della tessitura e orgogliosa del suo talento, sfidò la dea Atena a gareggiare con lei ma venne punita e trasformata in un ragno.
Sebbene il personaggio abbia origini greche, è sopravvissuto principalmente grazie ad autori latini quali Ovidio e Virgilio; venne poi ripreso anche da Dante, che nella sua Commedia chiama Aragne.
Genealogia
Figlia di Idmone, un tintore di porpora di Colofone, e di una popolana.[1] Stando a uno scolio sulle opere di Nicandro, ebbe un fratello chiamato Falance con cui si unì in un amore incestuoso.[2][3]
Secondo Plinio ebbe anche un figlio detto Clostere, inventore del fuso.[4]
Mito
Versione di Ovidio

Aracne, figlia di un celebre tintore di Colofone, viveva nella piccola città di Ipepe (l'odierna Günlüce, nel distretto di Ödemiş), nella Lidia, ed era abilissima nel tessere: le ninfe del Timolo e del fiume Pattolo venivano di persona ad osservare le sue creazioni e a vederla lavorare. Data la sua bravura molti insinuarono che avesse imparato l'arte direttamente da Atena, ma lei negava ogni volta dimostrandosi aperta a una sfida con la dea:
Di lì a poco un'anziana signora si presentò ad Aracne, consigliandole di ritirare la sfida per non causare l'ira della dea. Quando lei replicò con sgarbo, la vecchia uscì dalle proprie spoglie rivelandosi come la dea Atena, e la gara iniziò: la dea scelse come tema gli Olimpi in tutta la loro gloria, aggiungendo agli angoli della tela quattro esempi di superbia umana punita dalle divinità: Rodope ed Emo, Gerana, Antigone e Cinira. Aracne invece scelse le vittime degli inganni orditi dagli dei per unirsi a loro: Europa, Asteria, Leda, Antiope, Alcmena, Danae, Eubea, Mnemosine, Egina, Persefone, Arne, Teofane, Demetra, Medusa, Melanto, Anfissa, Erigone e Filira.
La perfezione della tela di Aracne, oltre che all'implicito attacco agli dei raffigurato nei suoi soggetti, scatenò l'ira di Atena: la dea distrusse la tela della giovane e la colpì più volte con la spola. Aracne, disperata, cercò di impiccarsi, ma la dea ne ebbe pietà e la trasformò in un ragno, costringendola a filare e tessere per tutta la vita per aver peccato di hybris.
Versione di Nicandro
In uno scolio sui Theriaca di Nicandro si legge che Aracne e suo fratello Falance erano allievi di Atena: la dea insegnò al giovane le arti belliche, mentre alla fanciulla quelle della tessitura[2][3]. I due, tuttavia, furono sorpresi dalla dea mentre consumavano un amore incestuoso e per questo puniti con la metamorfosi lei in ragno e lui in vipera[5]. Di seguito il testo integrale:
Letteratura

Aracne è citata anche da Virgilio nelle Georgiche[6], da Dante nell'Inferno[7] e nel Purgatorio[8], da Boccaccio nel De mulieribus claris, da Christine de Pizan ne La città delle dame, da Torquato Tasso nella Gerusalemme liberata e da Giambattista Marino nella poesia Donna che cuce.
Il ragno nero (Die schwarze Spinne) è un romanzo breve scritto dallo svizzero Jeremias Gotthelf (1841), che tratta questi argomenti, riprendendo una tradizione popolare simile presente tra i contadini del bernese, il luogo delle sue origini.
Arti visive

Le raffigurazioni antiche del mito di Aracne scarseggiano: potrebbe riferirsi a lei ad esempio un fregio marmoreo del foro di Nerva a Roma.
Raffigurazioni della gara tra Aracne e Atena


- Francesco del Cossa, 1467-1470, affresco in Palazzo Schifanoia, Ferrara
- Tintoretto (1575 circa, Galleria degli Uffizi di Firenze)
- Rubens, Pallade e Aracne, (1636)
- Diego Velázquez, Le filatrici (La favola di Aracne) (1657 circa)
- Luca Giordano (1695, Museo del Prado di Madrid)
- Hermann Posthumus, Aracne è trasformata in ragno (1542)
- Perin del Vaga, Palazzo del Principe, Genova, 1527
Raffigurazioni a carattere politico
- Taddeo Zuccari, affresco a Palazzo Farnese di Caprarola (1560 circa)
- Lambert Sustris, affreschi nella Burg Trausniz presso Landshut (1574)
- Paolo Veronese, Dialettica o Aracne, olio su tela nella Sala del Collegio in Palazzo ducale a Venezia (1575-8)
- Johann Hans Bocksberger il Vecchio e Ludwig Refinger, ciclo di affreschi nella residenza cittadina di Ludovico X di Baviera a Landshut (1540), benché in questo caso l'ammonimento ai sudditi a non voler gareggiare con i potenti sia un elemento che rimane sullo sfondo dell'opera
Incisioni e illustrazioni
- Raphael Regius (1509)
- Ludovico Dolce (1558)
- Bernard Salomon (1557)
- Antonio Tempesta (1555)
- Johannes Bauer, Minerva e Aracne (1641) guarda l'immagine
- Incisore ignoto in Bullfinch's Mythology, Atena colpisce Aracne (1677) guarda l'immagine
- Johann Ulrich Krauss (1690)
- Jean-Jacques-François Le Barbier, L'epifania di Atena (fine '700-inizio '800) guarda l'immagine
- Gustave Doré, illustrazione al XII canto del Purgatorio di Dante (1868)
- Giovanni Caselli, Arachne Transformed nel The Illustrated Bulfinch's Mythology (XX secolo) guarda l'immagine
Musica
Il tema di Aracne è stato rappresentato in due balletti di Roussel (1944) e Alfred Koerppen (1968)
Note
- ↑ Ovidio, Metamorfosi, 5, vv. 8-10.«Suo padre, Idmone di Colofone, tingeva lana spugnosa con porpora di Focea. Sua madre era morta, ma anch'essa era del popolo, proprio come il marito.»
- 1 2 (GRC, LA) Nicandro, Theriaká e Alexiphármaka, in Otto Schneider e Henrici Keil (a cura di), Scholia in Nicandri Theriaca, Lipsia, Teubner, 1856, p. 372.
- 1 2 (EN) Sarah Iles Johnston, A New Web for Arachne, in Ueli Dill e Christine Walde, Antike Mythen: Medien, Transformationen und Konstruktionen, Walter de Gruyter, 2009, ISBN 978-3-11-020909-9. URL consultato il 2 agosto 2026.
- ↑ Plinio il Vecchio, Naturalis historia, 7, v.197.«Clostere figlio di Aracne inventò i fusi per la lana [...]»
- ↑ Franco Montanari (a cura di), Περί Σχημάτων, Walter de Gruyter, 1988, pp. 115-116, ISBN 978-3-11-010721-0.
- ↑ Virgilio, Georgiche, IV, v.246.«Il ragno, odiato da Minerva, tesse le sue ragnatele a trama larga sulla soglia.»
- ↑ Dante Alighieri, Canto XVII, in Divina Commedia, Inferno.«Con più color, sommesse e sovraposte non fer mai drappi Tartari né Turchi, né fuor tai tele per Aragne imposte.»
- ↑ Dante Alighieri, Canto XII, in Divina Commedia, Purgatorio.«O folle Aragne, sì vedea io te già mezza ragna, trista in su li stracci de l’opera che mal per te si fé.»
Bibliografia
- Fernando Palazzi, Giuseppe Ghedini, Piccolo dizionario di mitologia e antichità classiche, 15ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori, luglio 1940 [agosto 1924].
- Libro Di Messer Giovanni Boccaccio Delle Donne Illustri, di Giovanni Boccaccio, ed. Filippo Giunti, 1596, p. 45.
- Aracne e L'uomo Nero - Poesie, di Tiziana Aliffi, ed. Lulu.com, 2011, pp. 7–10.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Aracne
Collegamenti esterni
- (EN) Aracne, su Theoi Project.
- (EN) Aracne, su Comic Vine, Fandom.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 205157641039938221309 · CERL cnp00577055 · LCCN (EN) nb2019012893 · GND (DE) 123681065 · BNF (FR) cb124050757 (data) · J9U (EN, HE) 987011339953505171 |
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