Aradite
| Aradite | |
|---|---|
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| Classificazione Strunz (ed. 10) | 8.BN.[1] |
| Formula chimica | BaCa6[(SiO4)(VO4)](VO4)2F[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | trigonale[3] |
| Classe di simmetria | ditrigonale piramidale[3] |
| Parametri di cella | a = 7,1300(1) Å, c = 26,2033(9) Å, V = 1 153,63 ų, Z = 3[3] |
| Gruppo puntuale | 3m[3] |
| Gruppo spaziale | R3m (nº 160)[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 3,509[4] g/cm³ |
| Frattura | irregolare[4] |
| Colore | incolore[5] |
| Lucentezza | vitrea[5] |
| Opacità | trasparente[5] |
| Striscio | bianco[5] |
| Diffusione | molto rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
L'aradite (simbolo IMA: Ara[6]) è un minerale molto raro del supergruppo dell'arcite e, al suo interno, del gruppo della zadovite; appartiene alla famiglia dei "fosfati, arseniati e vanadati" (in particolare, è un vanadato) e possiede composizione chimica BaCa6[(SiO4)(VO4)](VO4)2F.[2]
Etimologia e storia
L'aradite prende il nome dalla città di Arad (in Israele), che si trova vicino alla località tipo del minerale.[3]
Classificazione
Essendo stata approvata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2015,[7] l'aradite non compare nella classica nona edizione, aggiornata dall'IMA fino al 2009.[8]
Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale l'aradite è elencata nella classe "8. Fosfati, arseniati, vanadati" e da lì nella sottoclasse "8.B Fosfati, ecc., con anioni aggiuntivi, senza H2O"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla dimensione dei cationi coinvolti e al rapporto tra gruppo idrossile e gruppo RO4 (dove in questo caso R=Vanadio), in modo tale da trovare il minerale nella sezione "8.BN Con soltanto cationi di grande dimensione, (OH, ecc.):RO4 = 0,33:1" dove formail sistema nº 8.BN in attesa di assegnazione di un numero di gruppo insieme a fluoralforsite, magganasite, fluorpiromorfite e fluorsigaiite.[1]
La Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß invece colloca l'aradite nella famiglia dei "silicati"; qui è nella classe degli "inosilicati con anioni non tetraedrici" e nella sottoclasse dei minerali con "cationi con numeri di coordinazione compresi tra [8] e [12]" dove forma il sistema nº VIII/B.22 con hatrurite, olmiite, poldervaartite, afwillite, bultfonteinite, spurrite, silicocarnotite, galuskinite, nagelschmidtite, harrisonite, nabimusaite e ternesite.[9]
Abito cristallino
L'aradite cristallizza nel sistema trigonale nel gruppo spaziale R3m (gruppo nº 160) con le costanti di reticolo a = 7,1300(1) Å e c = 26,2033(9) Å, oltre a possedere 3 unità di formula per cella unitaria.[3]
Origine e giacitura
L'aradite è stata trovata all'interno delle vene di paralava che tagliano rocce pirometamorfiche ricche di gehlenite, formate dalla combustione di materia organica nel protolito sedimentario o di metano rilasciato da forze di tipo tettoniche. I minerali associati sono andradite-schorlomite, barioferrite, barite, cuprite, cuspidina, delafossite, dorrite-khesinite, ematite, esacelsiana, fluorapatite, fresnoite, gehlenite, gurimite, kalsilite, larnite, magnesioferrite, perovskite, pseudowollastonite, rankinite, vorlanite, walstromite, wollastonite e zadovite.[4]
Il minerale è piuttosto raro ed è stato trovato trovato in pochissimi siti sparsi per il mondo.[3] Qui si menziona solo la sua località tipo, l'"Aradite type locality" (31.2°N 35.23333°E) nel Distretto Meridionale (in Israele).[10]
Forma in cui si presenta in natura
L'aradite forma grani di dimensioni fino a 200 μm.[4] Il minerale è trasparente, incolore e con lucentezza vitrea; il colore dello striscio è bianco.[3]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - With only large cations, (OH, etc.):RO4 = 0.33:1, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 giugno 2026.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: March 2026 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 20 giugno 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (EN) Aradite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 giugno 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Aradite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 20 giugno 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Evgeny Vadimovich Galuskin, New minerals with a modular structure derived from hatrurite from the pyrometamorphic Hatrurim Complex. Part II. Zadovite, BaCa6[(SiO4)(PO4)](PO4)2F and aradite, BaCa6[(SiO4)(VO4)](VO4)2F, from paralavas of the Hatrurim Basin, Negev Desert, Israel (abstract), in Mineralogical Magazine, vol. 79, n. 5, 2015, pp. 1073-1087, DOI:10.1180/minmag.2015.079.5.04. URL consultato il 20 giugno 2026.
- ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 20 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ↑ (EN) IMA Classification of Aradite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 giugno 2026.
- ↑ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 20 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ↑ (DE) Lapis-Systematik - VIII SILIKATE - VIII/B Inselsilikate mit tetraederfremden Anionen, su mineralienatlas.de. URL consultato il 1º giugno 2026.
- ↑ (EN) Aradite type locality, Tamar Regional Council, Beersheba Subdistrict, Southern District, Israel, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 giugno 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Aradite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 giugno 2026.
- (EN) Evgeny Vadimovich Galuskin, New minerals with a modular structure derived from hatrurite from the pyrometamorphic Hatrurim Complex. Part II. Zadovite, BaCa6[(SiO4)(PO4)](PO4)2F and aradite, BaCa6[(SiO4)(VO4)](VO4)2F, from paralavas of the Hatrurim Basin, Negev Desert, Israel (abstract), in Mineralogical Magazine, vol. 79, n. 5, 2015, pp. 1073-1087, DOI:10.1180/minmag.2015.079.5.04. URL consultato il 20 giugno 2026.
